Silvio Berlusconi ovvero la realizzazione del ’68

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Nota di Radio Spada: riportando articoli legati in qualche modo agli attuali “ludi cartacei”, Radio Spada non intende fare campagna per questo o per quel partito o schieramento o uomo politico ma semplicemente trarre da ciò che fornisce la quotidianità qualche spunto di riflessione ed approfondimento, per una sempre più efficace ortoprassi cattolico romana integrale. Come blog e come casa editrice, non siamo di nessuno, non siamo per nessuno e la storia dei sei anni di vita di Radio Spada sta lì a dimostrarlo. Buona lettura.   (Piergiorgio Seveso)

di Paolo Gulisano

Negli scorsi giorni è stato brillantemente dimostrato perché un cristiano non possa in alcun modo votare per Renzi, alla luce dei provvedimenti presi dal suo governo e da quello del suo clone Gentiloni. Tuttavia, se Sparta piange, Atene non ride. Nel corso di più di vent’anni, dal momento della sua famosa “discesa in campo”, tanti buoni cattolici sono stati tratti in inganno dalle parole del Cavaliere Mascherato. Molti credettero che il patron di Mediaset fosse un difensore dei valori non negoziabili. I fatti dimostrano che non è stato così. E la cosa non può stupire. La storia di Silvio Berlusconi è lì a dimostrare che i valori della famiglia, della vita, dell’umanesimo cristiano, non gli sono mai importati più di tanto. Nulla di strano dunque che Berlusconi cerchi l’inciucio con Renzi e pure la Bonino: la cultura politica, il pensiero ideologico in cui il Cavaliere si è formato è molto più vicino a quello di questi personaggi di quanto un’opinione pubblica un po’ ingenua non si sia mai accorta. Eppure qualche anno fa ci fu chi smascherò il vero volto di Berlusconi, mostrandolo come il perfetto realizzatore della Rivoluzione del ’68: […] un saggio assolutamente straordinario: Berlusconi o il ’68 realizzato. L’autore di questo breve testo che uscì nel 2011 è Mario Perniola, scomparso recentemente, che fu autore di numerose opere filosofiche, intellettuale di chiara fama, docente di Estetica per molti anni presso l’Università di Roma. Secondo Perniola, Berlusconi ha dato un contributo fondamentale perchè si realizzassero gli obiettivi del ’68. Qualcuno, immaginiamo, storcerà subito il naso. Quella del ’68 obietteranno, fu un ribellione giovanile, a sfondo marxista leninista. Niente affatto. I cattivi maestri appartenenevano ad una diversa corrente ideologica. Berlusconi, come sostiene Perniola, ha portato a termine un progetto rivoluzionario che era già stato realizzato negli anni Venti dal movimento austriaco Sexpol, il cui principale esponente era Wilhelm Reich, psichiatra che inventò la cosiddetta “liberazione sessuale”. Reich e i suoi pensavano che sottraendo i bambini all’autorità dei genitori li avrebbero liberati dalla sedicente repressione genitoriale e dall’autoritarismo patriarcale. Occorreva quindi sottrarre ai genitori l’educazione dei figli e attribuirla alla società. Attenzione: la società e non solo lo Stato. E per società si intende anche la cultura, i mass media. Quello che ai tempi di Reich era decisamente velleitario ovvero che una minoranza “illuminata” potesse avere un’influenza significativa sulle coscienze si realizzata dopo il ’68 con la comunicazione globale e i suoi mezzi, in primis la televisione. Forse Berlusconi non avrà mai sentito parlare di Sexpol e di Reich, ma è un dato di fatto che sia stato influenzato potentemente dallo spirito del ’69, il cui slogan “l’Immaginazione al potere” calza perfettamente col suo stile, con le sue scelte aziendali e politiche. In Berlusconi si ritrova quella volontà di potenza, quel trionfalismo farneticante, quell’estrema determinazione di destabilizzazione di tutta la società precedente da cui il Sessantotto fu pervaso, in primo luogo l’attacco alla famiglia ma anche al lavoro, alla scuola, all’università e sopratutto alla religione. Il discredito della famiglia tradizionale, la deregolamentazione della sessualità, l’ostilità nei confronti delle istituzioni, viste come repressive, il vitalismo giovaniistico, il trionfo della comunicazione massmediatica, l’oblio della storia ed il presentismo spontaneistico. tutto questo – che era progetto e sogno del ’68 – con Berlusconi è diventato realtà. Sebbene Berlusconi abbia nel modo di affrontare i problemi una buona dose di improvvisazione sessantottesca, egli non è solo un abile intrattenitore mediatico, un simpatico commediante della politica: è stato il portatore di un preciso disegno ideologico. Questo progetto potrebbe ora entrare nella sua fase finale grazie alle “grandi intese” col PD. realizzando un radicalismo di massa. Un progetto che non contempla in alcun modo i valori dell’umanesimo cristiano, con buona pace del suo moderatismo che nasconde invece una convinta volontà sovversiva. Ci riflettano bene gli elettori cattolici (se ne esistono ancora n.d.r.), e non solo loro.    

 

Fonte: http://www.paologulisano.com/3134-2/

 

 

 

5 Commenti a "Silvio Berlusconi ovvero la realizzazione del ’68"

  1. #lister   23 Feb 2018 at 5:55 pm

    A Roma si dice: “Er più pulito c’ha la rogna”…

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  2. #bbruno   23 Feb 2018 at 6:19 pm

    “Ci riflettano bene gli elettori cattolici (se ne esistono ancora )…”

    Ecco la fregatura della democrazia: ti ha distrutto il cristianesimo (altro che i cattolici) – con la cooperazione dei cristiani e cattolici – ah sì i valori delle libertà, ah sì i diritti umani, ah sì il popolo sovrano ah sì il rispetto di tutti ( fuorché di Dio) – per fare in modo che non esistessero più elettori cristiani insieme ad eligendi cristiani…

    E intanto che avanzi e cresca la marea negra, e la marea asiatica e soprattutto la marea mussulmana, che fra qualche po’ non ci saremo nemmeno più a piangere, che del tutto finiti saremo, e non ci sarò dato nemmeno più il tempo… The END!

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  3. #Carlo   23 Feb 2018 at 8:11 pm

    Veramente mi sembra che questa deriva della società sia stata ben pensata da Gramsci ed attuata dalla sinistra dagli anni 50 a tutt’oggi. Passando dal comunismo al politicamente corretto.

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  4. #bbruno   23 Feb 2018 at 9:49 pm

    tutti esecutori del concetto di democrazia generato dall’illuminismo e selvaggiamente imposto dalla rivoluzione francese……
    E dire che Leone XIII aveva messo i cristiani in guardia, condannando come assurda l’ IDEA stessa di una democrazia ‘cristiana’… ma niente può resistere a chi si vuol dannare…
    ( comunque io cattolico che faccio, aspetto che si candidi l’Arcangelo san Michele per decidermi ad andare a votare- dato che, maledizione, non mi resta altro strumento per esprimere il mio dissenso, almeno???)

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  5. #bbruno   24 Feb 2018 at 9:14 am

    Come faccio io cattolico (d’antan) a votare, visto che il voto esprime anche la mia protesta??? Semplice. Da che parte vuole il ‘Bestione’ – nome collettivo – che io voti o non voti? Facendo un nome, che dice Soros, l’Infame Mestatore – che Dio ce ne liberi- attraverso i suoi ventriloqui? Che cosa fa intendere il Bergoglio, il suo agente fin troppo scoperto, se la Bonino/+ Europa – per lui, poveretto!, tanto bona è da essere un modello per gli italiani (poveretti noi)? Bene, voto esattamente nella direzione contraria a quella da loro indicata, che catastrofe più grande di quella di stare ai loro ordini non si può dare..

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