"Il domatore", da humour-ugb.blogspot.it

“Il domatore”, da humour-ugb.blogspot.it

 

di Massimo Viglione

 

Alla luce di risultati ormai certi, sebbene in attesa di conoscere l’assegnazione precisa del numero di seggi parlamentari per ciascun partito e all’oscuro di quale potrà essere lo sviluppo politico di tutto ciò, si possono però iniziare a trarre alcune conclusioni. Anzitutto, le più evidenti in assoluto.
1) FI crolla, segnando, ci auguriamo, il definitivo declino politico di un Berlusconi che ormai non ha più nulla di positivo da offrire a nessuno (nemmeno più l’elezione sicura ai suoi), se non compromessi e aperture – per la propria sopravvivenza politica e soprattutto economica – alle forze della dissoluzione in ambito “moderato”. Un uomo ricattato e nocivo a tutti.

2) La pesantissima umiliazione elettorale di PD e LeU (con la mancata elezione – ripescaggio a parte* – di D’Alema, Grasso, Boldrini e soci) e del partito della Bonino, dimostra inequivocabilmente il rifiuto del popolo italiano della politica invasionistica, sulla quale tutti costoro avevano fondato la politica degli ultimi anni e la stessa campagna elettorale.

[* si fa riferimento al mancato superamento del 3% nel proporzionale, ma alla vittoria in singoli collegi maggioritari, oppure a sconfitte nel maggioritario ma a ingressi in Parlamento garantiti da una buona collocazione nei listini proporzionali, ndr]
3) La vittoria enorme dei 5stelle non è quasi per nulla dovuta a un’adesione degli italiani all’immigrazionismo, bensì alle loro proclamazioni di rivolta al sistema (nonostante la loro attuale politica del tutto asservita al mondialismo più spinto) e alla corruzione dei politici (nonostante abbiano dimostrato di esserne tutt’altro che esenti) da un lato, e, soprattutto, alla loro “genialata” di promettere il reddito di cittadinanza, che ha scatenato tutte le passioni più retrivamente clientelari del Meridione, come abbiamo visto (da meridionale, non posso non denunciare la cecità atavica di gran parte dei meridionali, sempre pronti a seguire chi comanda o chi promette); pertanto, anche la vittoria degli ex grillini non cambia il quadro di rifiuto generale dell’immigrazionismo. La stessa sconfitta di FI forse, non è del tutto esente anche proprio dalla mancata chiarezza su questo aspetto. E comunque, le loro promesse e proclamazioni cancellano, nella mente degli italiani – purtroppo – anche tutte le follie del loro programma. Insomma, “basta che se magna…”, come sempre.

4) La Sinistra, a sua volta, ha perduto ancora più ignominiosamente – dimostrando tutta la sua disperazione – nella misura in cui per salvarsi ha scatenato l’antifascismo e la violenza di piazza. In un mio video di tre giorni fa, denunciavo l’immensa ridicolaggine di questa sinistra fallita e fallimentare che, necessitando come sempre del nemico metafisico per sopravvivere e al contempo non potendo più essere questo Berlusconi (ormai a loro indispensabile), avevano risuscitato “Totan Kamen – antifascismo” dalle piramidi. Risultato: è davanti ai nostri occhi. Disperati erano e ancor più disperati sono.

5) Questo mi introduce in una riflessione più delicata ma che deve essere fatta, e in maniera spietata: se è morto l’antifascismo (e certo non da oggi), è perché è morto il fascismo. Un conto è la corretta e anche giusta rivisitazione storica dell’esperienza fascista (per liberarci di settant’anni di corbellerie ideologizzate e fomentatrici di odio tra gli italiani), un conto invece è presentarsi alle elezioni in nome del fascismo. Infatti, è dinanzi a nostri occhi anche questo risultato: Forza Nuova inesistente (gli altri due partitini inutile nominarli), Casapound un fallimento (si aspettavano di entrare in parlamento). Finché ci si rimesta nel Novecento e nello statalismo, non si è così differenti dalla Sinistra. E con la Sinistra si muore. E nemmeno la presentazione di un ottimo programma politico (mi riferisco a Forza Nuova, non certo a Casapound) serve a salvare la situazione: perché quando poi al dunque tutto si riduce, nei fatti, al movimentismo di piazza (che peraltro offre il fianco alla Sinistra per le sue violenze) e a “Duce Duce”… non si va da nessuna parte. La verità è questa: le ragioni per le quali un partito neofascista raggiunge subito un certo consenso popolare (Duce Duce…), sono le stesse per le quali non andrà mai oltre “l’1,”… E’ tempo che tutti se ne rendano conto. E lo dico con rispetto per amici che conosco che aderiscono a Forza Nuova e sono persone degnissime.

6) Con lo stesso rispetto verso persone che conosco e sono altrettanto degnissime ora esprimo il mio giudizio sul Popolo della Famiglia. È l’altra faccia del punto 5: ovvero, il “democristianismo” (nel senso delle due forze politiche che hanno dominato la scena del novecento italiano). Si vuole difendere a spada tratta la vita, la famiglia, la retta sessualità… e al contempo si dice che si è in accordo pieno con la CEI… Quando ormai tutti vedono cosa dicono (e soprattutto non dicono) i vescovi ogni giorno, almeno quelli che contano. La CEI ha dato ordine al tutto il clero italiano – e lo so per certo, prova provata – per il PD. E i nostri ancora si preoccupano di apparire graditi proprio a coloro a cui sono più sgraditi. 
E non parliamo del problema dell’immigrazionismo! Vogliono fare gli anti-invasionisti, ma dicendo che loro seguono papa Francesco: il che è come dire che il cielo è verde. Dicono di essere contro l’invasione, ma, per piacere ai vescovi, dicono che sono per il ricongiungimento familiare. Ma chi pensano di prendere in giro? È il caso di dire: “spiacenti a Dio e alli inimici suoi”… Il democristianismo non paga più (come il fascismo). O di qua, o di là. Inoltre, last but not least: se io italiano devo votare strani democristiani che dicono cose giuste da un lato e strane o inquinate da un altro, allora voto l’originale… E questo spiega l’incredibile – ma davvero incredibile! – fatto che esiste ancora un 1,5 di elettori che votano UDC…È giunto il tempo di spezzare per sempre i legami con il Novecento. Non solo a sinistra, ma anche e soprattutto al centro e a destra. Il mondo… è cambiato. Anche se non in meglio.

Cosa succederà ora? Io non lo posso sapere. Sulla carta, vi sono tre possibilità:
a) governo di scopo per cambiare la legge elettorale (e perché l’hanno fatta così, se non per perdurare come un’oligarchia priva di ogni legittimità?);
b) maggioranza di Centro-Destra (ma occorre vedere come raggiungere il quorum);
c) maggioranza dei 5stelle con la sinistra (i numeri li hanno). Qualche amico dice che questo non potrà accadere perché sarebbe scandalosamente offensivo della volontà degli elettori: certo, è proprio così. Ma purtroppo… conosciamo troppo bene la sinistra per ritenere che non siano capaci di buggerarsene altamente della volontà del popolo italiano. Solo per fare l’ultimo esempio, il 2011 non è così lontano…
Anche nel primo caso – governo di scopo – con quale maggioranza? Credo proprio quella di sinistra: dicendo magari di far continuare un essere come Gentiloni per un anno. Ma poi, prolungando altri due-tre anni e avendo modo così di prendere ben altre decisioni oltre la mera riforma elettorale. [sembrerebbe tuttavia che il PD non abbia intenzione di allearsi con i 5stelle, stando alla conferenza stampa di Renzi, ndr]

Infine, un’alleanza 5stelle-Lega? In questo caso, la Lega dovrebbe rompere con FI in tutti i collegi che gestiscono insieme in tutta Italia… La vedo ardua.

E quindi? Il futuro credo che ora non lo conosca nessuno. E comunque, come ben sappiamo, ora interverranno poteri non italiani che tutto vogliono fuorché il bene gli italiani. E, infatti, sentendo qualche prima dichiarazione di “moderazione” dei vincitori desiderosi di andare al governo… viene già da tremare… (come sempre). Staremo a vedere fino a che punto saranno capaci di tradire i loro programmi o se invece ne resteranno almeno un poco fedeli (sia chiaro che io sono alquanto pessimista a riguardo…): comunque rimane il fatto che l’invasionismo è uscito distrutto, e questa è la notizia innegabilmente positiva di questa tornata elettorale. E sarà molto difficile non tenerne conto. Anche la corsa verso il moderatismo per andare al governo deve mantenere una dignità, se non si vuole fare poi la fine di Renzi.
E con questa riflessione concludo: se è vero come è vero che l’immigrazionismo ha distrutto le compagini elettorali che lo promuovevano o non lo combattevano, questo vuol dire che i primi sconfitti sono i sostenitori anche ideologici e “quotidiani” di tale follia. E non è possibile non concludere che la loro presa sugli italiani, anche sugli stessi cattolici, è pari allo zero assoluto. I tempi del democristianismo sono passati anche sotto questo aspetto. Grazie a Dio. Come del resto sempre avviene con le élites serve dei poteri oligarchici che governano il mondo, senza tener conto dei giusti e reali interessi delle popolazioni e della gente comune.