Elisabetta e la via del patibolo per i cattolici inglesi

citazione a cura di Luca Fumagalli

Si conclude con questo brano il nostro viaggio tra le pagine migliori di “Vieni ruota! Vieni forca!”, romanzo storico del 1912 a firma di mons. R. H. Benson.

Robin, il protagonista del libro, cercato dalle guardie della regina, è nascosto in una casupola di campagna. Lì è raggiunto da un’accorata lettera di Marjorie, sua amica, in cui lo informa che tre preti, Nicholas Garlick, Robert Ludlam e Richard Simpson sono stati giustiziati per tradimento. I loro nomi brillano ora nel firmamento dei beati, condotti dalle circostanze avverse al martirio per amore di Cristo.

«Altri tre hanno glorificato Dio oggi con una bella testimonianza – Mr. Garlick, Mr. Ludlam e Mr. Simpson[1]. Questo è il riassunto. Il racconto in dettaglio mi è stato portato oggi da un testimone oculare.

Il processo è andato come tutti pensavano. Non c’è mai stato il minimo dubbio; perché non solo i due preti sono stati presi con segni della loro vocazione addosso, ma entrambi erano stati nelle mani dei magistrati prima. Nessuno ha mostrato riluttanza né paura di alcun genere. Ma la cosa più stupefacente è stata che questi due preti hanno incontrato Mr. Simpson in carcere; li hanno messi insieme in un’unica stanza, penso, nella speranza che Mr. Simpson li convincesse a fare quel che aveva promesso di fare; ma, per grazia di Dio, tutto ha preso un’altra piega, e sono stati loro a convincere Mr. Simpson a professarsi ancora apertamente cattolico. Questo ha grandemente incoraggiato Lord Shrewsbury[2] e gli altri; cosicché c’era meno speranza che mai di un rinvio, e la sentenza è stata emessa su di loro tutti insieme, con Mr. Simpson che, alla lettura di essa, ha mostrato più coraggio di tutti. Tutto ciò è avvenuto due giorni fa alle assise, e oggi la sentenza è stata eseguita.

Sono stati portati tutti e tre assieme, su dei carretti, presso lo spazio aperto a St. Mary’s Bridge, dove tutto era apprestato con forche, calderone e ceppo per squartare, e una gran folla li seguiva. Non ho saputo che abbiano parlato molto, lungo la strada, salvo quando un amico di Mr. Garlick gli ha gridato di ricordare che avevano spesso sparato insieme sulle brughiere; al che Mr. Garlick ha risposto allegramente che era vero; ma che ‘ora sto per sparare un colpo come non ne ho mai sparati in vita mia.’ Era allegro anche al processo, mi dicono; e ha detto che ‘non era venuto a sedurre gli uomini, ma piuttosto a indurli alla religione cattolica, che a tal fine era venuto in questo Paese, e per questo avrebbe lavorato fin tanto che viveva.’ E questo fece sul patibolo, parlando alla folla attorno a lui della salvezza delle loro anime, e distribuendo fogli, che aveva scritto in prigione, a sostegno della fede cattolica.

Mr. Garlick andò per primo alla scala, baciandola e abbracciandola come lo strumento della propria morte, anche per incoraggiare Mr. Simpson, si pensa, visto che qualcuno aveva detto che mostrava di nuovo segni di timore quando arrivò sul posto. Ma non ne ha mostrato alcuno quand’è giunto il suo turno, anzi ha esibito lo stesso coraggio degli altri due. Mr. Ludlam stava presso sorridendo, mentre tutto si compiva; e sorrideva ancora quando è giunto il suo turno. Le sue ultime parole sono state ‘Venite benedicti Dei’ [3] e ha detto questo dando l’impressione di avere una visione di angeli giunti a portar via la sua anima.

Sono stati tirati giù, tutti e tre, prima che fossero morti, per essere fatti a pezzi secondo la sentenza, ma nessuno di loro ha gridato o ha fatto il minimo suono. Le loro teste e membra sono state messe subito dopo su paletti in diversi posti di Derby, alcune sopra la casa che sta sul ponte, altre sul ponte stesso. Ma queste, mi dicono, non resteranno lì a lungo.

Così questi tre hanno conservato la fede e finito il loro cammino con gioia. Laus Deo»[4].

[1] I sacerdoti Nicholas Garlick, Robert Ludlam e Richard Simpson – beatificati il 22 novembre 1987 da Giovanni Paolo II – erano poco più che trentenni quando vennero giustiziati a St. Mary’s Bridge il 24 luglio 1588.

[2] George Talbot (1528-1590), autore dell’arresto dei sacerdoti.

[3] «Venite, benedetto di Dio».

[4] «Sia lode a Dio».

(Brano tratto da: R. H. BENSON, Vieni ruota! Vieni forca!, Verona, Fede & Cultura, 2013)

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