[GLORIE DEL CARDINALATO] S. E. R. Benjamin de Arriba y Castro

arriba y castro

 

di Giuliano Zoroddu

 

Nato l’8 maggio 1886 a Santa Maria della Peñamayor (Galizia) da Antonio de Arriba e Pilar de Castro, a nove anni Benjamin si trasferisce coi genitori a Madrid, dove frequenta la scuola dei Padri Scolopi. Nel 1896 entra nel Seminario Conciliare di Madrid. Da qui, conclusi gli studi filosofici, partirà alla volta del Pontificio Collegio Spagnolo di Roma. Nel 1900 ottiene il Dottorato in Sacra Teologia presso l’Università Gregoriana e quello in Filosofia presso la Pontificia Accademia di San Tommaso. A ciò si debbono aggiungere un anno di studio di Sacra Scrittura presso il Pontificio Istituto Biblico e la laurea in Diritto Canonico presso la Pontificia Università di Toledo.

Finalmente il 14 luglio 1912 veniva ordinato sacerdote dall’Eminentissimo Cardinale Raffaele Merry del Val y Zulueta. Dal 1913 al 1921 ricopre le cattedre di Metodologia e Critica Storica, Greco, Ebraico e Teologia Fondamentale presso il Seminario di Madrid. Nel 1920 Monsignor Prudencio Melo y Alcalde, Vescovo di Madrid, lo nomina Canonico del Capitolo della Cattedrale e suo Maestro di Camera. Nel 1930 Monsignor Leopoldo Eijo y Garay, Vescovo di Madrid e Patriarca delle Indie Occidentali, lo promuove suo Vicario generale e Provveditore della Diocesi. Il 1º maggio 1935 viene eletto Vescovo di Mondoñedo da Pio XI e il 16 giugno dello stesso anno riceve a Madrid la Sacra Consacrazione Episcopale per le mani di Monsignor Leopoldo Eijo y Garay assistito dai Monsignori Prudencio Melo y Alcalde, Arcivescovo di Valencia e Manuel González y García, Vescovo di Malaga. Il 19 giugno prende possesso canonico della sua Diocesi dove entrerà solennemente il 23 successivo.

I nove anni di Vescovado nella diocesi galiziana vedranno la pubblicazione di importanti Lettere Pastorali, la celebrazione del Congresso Eucaristico Diocesano nel mese di luglio 1935 e della “Giornata del Papa” nel 1936 e l’incremento dei pellegrinaggi verso il sepolcro di San Giacomo. L’8 agosto 1944 è nominato vescovo di Oviedo e il 18 novembre fa il suo ingresso nella città asturiana. Nella nuova sede, come dimostrano l’attività e le lettere pastorali, si vota totalmente alla formazione dei futuri Sacerdoti ed alla formazione del Laicato con il Catechismo, gli Esercizi Spirituali e l’Azione Cattolica. Il 22 gennaio 1949 Pio XII lo elegge Arcivescovo metropolita di Tarragona e Primate di Aragona. Il 3 luglio seguente prende possesso della sede di San Fruttuoso. Il 12 gennaio 1953 Pio XII lo crea Cardinale di Santa Romana Chiesa. La berretta gli viene imposta dal Caudillo Francisco Franco nella cappella del Palacio de Oriente a Madrid il 19 gennaio. Nel Concistoro riunitosi a Castel Gandolfo il 29 ottobre 1953 Papa Pio XII gli impone il galero e gli consegna l’anello cardinalizio e il titolo presbiterale dei Santi Vitale, Valeria, Gervasio e Protasio.

Nelle sessioni del Vaticano II, lo vediamo fervente sostenitore, assieme a sessanta Vescovi di Spagna, della definizione dommatica della Mediazione e Corredenzione della Vergine Maria. Nel 1963 interviene nell’aula conciliare in tema di ecumenismo per ribadire che «l’insegnamento di Cristo fu affidato all’unica Chiesa cattolica che ha il diritto e il dovere di predicare il Vangelo al mondo intero». Tornò sull’argomento il 15 settembre 1965: «Solo la Chiesa Cattolica ha il diritto e il dovere di predicare il Vangelo. Perciò il proselitismo dei non cattolici fra i cattolici è illecito e nella misura in cui lo consente il bene comune dev’essere impedito non solo dalla Chiesa ma anche dallo Stato. […] Veda dunque il Sacrosanto Concilio Vaticano di non decretare la rovina della religione cattolica in nazioni in cui praticamente questa religione è unica. Infatti, […] sono molti che, soprattutto tra i più sprovveduti, dicono. “A quel che sembra, tutte le religioni sono uguali”. E manca poco che concludano: “Quindi, nessuna è importante”». Sua Eminenza profetizzò la nostra attualità.

Lasciato il governo dell’Arcidiocesi Il 19 novembre 1970, non abbandonò l’impegno pastorale.  Morirà santamente tre anni più tardi a Barcellona, l’8 marzo 1973.

 

 

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