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Ad alcuni l’ultimo endorsement di Ratzinger a Bergoglio è apparso un tradimento. Ad altri una felice conferma che viviamo nel migliore dei mondi possibili. Molti si sono lanciati in improbabili complottismi: la lettera non è di Ratzinger, questi impiega parole diverse, chiamiamo l’umanista Lorenzo Valla dall’oltretomba per renderci una perizia calligrafica… Fatto sta che, nel bene o nel male – e per noi di Radio Spada, è evidentemente nel male – la continuità Benedetto-Francesco è completamente autentica, lettera o non lettera, e non da oggi. Chi non vuole vedere questa continuità, poiché ha deciso di ignorare la crisi nella Chiesa oppure di ignorarne (volutamente) le cause, può essere lasciato nella riserva indiana dell’irrilevanza cattolica odierna, dove si aggirano zombie di un glorioso passato, storditi dallo sniffare la colla stupefacente del conservatorismo conciliare. E tra l’isteria da gombloddone (da un lato) e i plausi degli opportunisti (dall’altro), come nella quadriglia meccanica di un kitsch orologio a cucù i due vescovi vestiti di bianco si fanno reciproci inchini, freddamente cortesi come si conviene tra alleati molto diversi eppure necessari.

La sincera o apocrifa comunicazione di Benedetto XVI non fa altro che confermare qualcosa che è ed era già in re. Ma qui riportiamo, per completezza, il testo integrale della lettera, la cui chiusura, segnalataci da alcuni collaboratori in un secondo momento, è a certuni (Magister incluso) apparsa uno sberleffo di Ratzinger a Bergoglio. La realtà è che simili “buffetti” sono uno sberleffo unicamente per i cattolici con l’anello al naso, che ancora credono ad un Ratzinger “di destra” e ad un Bergoglio “di sinistra”, senza vedere l’epocale inciucio che si trascina da più di cinquant’anni. [RS]

 

Benedictus XVI
Papa Emeritus

Rev.mo Signore
Mons. Dario Edoardo Viganò
Prefetto della
Segreteria per la Comunicazione

Città del Vaticano
7 febbraio 2018

Reverendissimo Monsignore,

La ringrazio per la sua cortese lettera del 12 gennaio e per l’allegato dono degli undici piccoli volumi curati da Roberto Repole.

Plaudo a questa iniziativa che vuole opporsi e reagire allo stolto pregiudizio per cui Papa Francesco sarebbe solo un uomo pratico privo di particolare formazione teologica o filosofica, mentre io sarei stato unicamente un teorico della teologia che poco avrebbe capito della vita concreta di un cristiano oggi.

I piccoli volumi mostrano, a ragione, che Papa Francesco è un uomo di profonda formazione filosofica e teologica e aiutano perciò a vedere la continuità interiore tra i due pontificati, pur con tutte le differenze di stile e di temperamento.

Tuttavia non mi sento di scrivere su di essi una breve e densa pagina teologica perché in tutta la mia vita è sempre stato chiaro che avrei scritto e mi sarei espresso soltanto su libri che avevo anche veramente letto. Purtroppo, anche solo per ragioni fisiche, non sono in grado di leggere gli undici volumetti nel prossimo futuro, tanto più che mi attendono altri impegni che ho già assunti.

Sono certo che avrà comprensione e la saluto cordialmente.

Suo,

Benedetto XVI

 

 

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