cavallo di troia

di Massimo Micaletti

Finalmente è impossibile nascondersi dietro un dito, dietro all’ambiguità, nelle benzodiazepine intellettuali che troppi di noi si sono propinati fino alla perdita di coscienza: l’uscita di Paglia sul caso del piccolo Alfie Evans non lascia alcuno spazio a dubbi e sposta l’asticella parecchio più in basso rispetto al raggelante silenzio che aveva contraddistinto la vicenda di Charlie Gard, in cui anche i cosiddetti coraggiosi custodi della tradizione, più o meno dubbiosi, hanno parlato solo dopo la data in cui il bambino avrebbe dovuto già essere morto. Insomma, è chiaro che per le gerarchie non esiste più un valore che meriti di essere difeso contro tutto e tutti: perfino la vita dell’innocente può essere oggetto di compromesso, eccezioni, o come si dice ora “discernimento”.

A mio sommesso parere, Bisogna aver chiaro che quando si scende a compromessi nella Parola di Dio, quando contro il vero ed il Vangelo si afferma che musulmani ebrei e cristiani hanno lo stesso dio, quando da Assisi ’84 e anche prima si ritiene che basti pregare un Dio qualunque per pregare il vero Dio, ogni limite salta. Ecco perché, progressivamente, si è passati dalla antropologia ineccepibile di Giovanni Paolo II sulla difesa della vita a Paglia che dice che Alfie Evans è un caso di accanimento terapeutico.

Perché il primo valore non suscettibile di compromesso non è la vita umana ma la Vera Religione, la parola di Dio da cui derivano poi tutti gli altri valori e se si scende a compromessi su quella, se si ritiene che rispetto a quella esista un valore sovraordinato quale può essere, ad esempio, la pace terrena, fatalmente irreversibilmente cadranno tutti gli altri valori. Del resto, se Dio ponesse la vita umana al di sopra della salvezza non avrebbe chiesto, non chiederebbe e non potrebbe chiedere ancora il martirio a chi professa Lui.

Ecco perché il guasto viene da lontano, non inizia con Paglia – peraltro, posto ai vertici da Ratzinger – né con Bergoglio, eletto da molti di quelli che a suo tempo elevarono Ratzinger al Soglio pontificio.

Dobbiamo fatalmente considerare che da sempre la Chiesa Cattolica è l’unica vera avvocata della vita e della dignità umana dal concepimento fino alla morte naturale, e se la dottrina cattolica si corrompe fatalmente si corrompe la anche la difesa della vita: non è affatto un caso se, immediatamente dopo l’innesto venefico del modernismo nella dottrina, in tutto il mondo occidentale e anche altrove si sono affermati divorzio, aborto ed ogni altra sorta di abominio. Se si attenta alla Verità rivelata, dopo poco tempo cadrà anche l’antropologia che da quella verità irresistibilmente discende. È questo il vero nemico della vita umana ed è ormai dentro la chiesa, in larga parte del clero ed in troppi fedeli.

Se vogliamo illuminare sulla dignità della vita di Charlie, Alfie, Isaiah, Eluana, DJ Fabo e dei milioni di esseri umani massacrati ogni anno con l’aborto, la fecondazione artificiale e altre diavolerie, dobbiamo innanzitutto proclamare la verità tutta intera. L’alternativa è un paradossale, pericoloso aut-aut: o cattolico o prolife. E non basta essere prolife per essere cattolici.