Incontrare il gesuita Edmund Campion

a cura di Luca Fumagalli

Continua il nostro viaggio tra le pagine migliori di “Vieni ruota! Vieni forca!”, romanzo storico del 1912 a firma di mons. R. H. Benson.

Il gesuita Edmund Campion viaggia per tutta l’Inghilterra in compagnia del fido confratello Robert Persons.  Deciso a ricondurre il regno nell’alveo del cattolicesimo, percorre ogni giorno diverse miglia in incognito per portare sacramenti e conforto ovunque ve ne sia bisogno. Marjorie, Anthony e sua sorella Alice si trovano presso una locanda di Londra dove a breve incontreranno Campion, alloggiato sotto falso nome.

Quando Anthony tornò, la cena era servita. Aveva dato ordine di non aspettarlo; i suoi servi avrebbero fatto quanto necessario. Aveva un viso splendente e interessato, pensò Marjorie; l’istante che si sedettero, ne seppe la ragione.

«Siamo appena in tempo», disse. «Queste lettere mi hanno aspettato tutta la settimana scorsa. Saranno qui, mi dicono, per domani sera. Ma non è tutto…»

Si guardò attorno nella stanza scura, poi posò il coltello con cui stava tagliando; e parlò a voce ancora più bassa.

«Padre Campion è nella casa», disse.

Sua sorella attaccò.

«Nella casa?…. Vuoi dire…»

Lui assentì misteriosamente, riprendendo il coltello.

«È qui da tre o quattro giorni. Le stanze sono occupate nel… nel solito posto. E gli ho parlato; verrà qui dopo cena. Ha già cenato».

Marjorie si appoggiò all’indietro sulla sua sedia, ma non disse nulla. Dal piano di sotto venne un canto, dal salotto della taverna dove i ragazzi stavano esibendosi in madrigali.

Le sembrò incredibile: tra poco avrebbe parlato con l’uomo il cui nome stava preoccupando l’Inghilterra come forse nessun nome di prete aveva mai fatto. Era stato in Inghilterra, lei sapeva, relativamente poco tempo; ma in quel tempo, il suo nome era divampato di bocca in bocca come fuoco. Le menti dei protestanti trovavano qualcosa di quasi diabolico in quell’uomo; era qui, era là, era dovunque, eppure, quando lo si cercava, non era in alcun posto. Si raccontavano storie sulla sua eloquenza capaci di aumentare mille volte tanto l’impressione che faceva; si diceva che potesse attirare gli uccelli dai loro rami e le bestie dalle loro tane, e questa eloquenza, si sapeva, poteva essere udita solo dagli iniziati, in campagne lontane o in posti tranquilli e insospettabili delle città. Lui predicava un giorno in qualche stanza nascosta e chiusa a chiave a Londra, mentre il giorno seguente a trenta miglia di distanza, a dei contadini in un riparo per vacche. Inoltre, la sua capacità di apprendere e la sua sottigliezza erano pari alla sua eloquenza; Sua Grazia lo aveva udito a Oxford anni prima, prima della conversione di lui, e si diceva che non gli avrebbe rifiutato niente, anche adesso, se fosse stato ragionevole nella sua religione; anche Canterbury, si diceva, avrebbe potuto essere sua. E se non fosse stato ragionevole – allora, perfettamente in linea con quanto si sapeva di Sua Grazia, niente era troppo crudele per lui.

Allora questo sentimento, da parte dei protestanti, trovava il suo corrispondente da parte dei cattolici. Lui era il loro campione, come nessun altro uomo poteva essere. Forse che non aveva lanciato la sua famosa “sfida” a tutti i teologi protestanti, per discutere su qualsiasi argomento religioso che essi avrebbero avuto cura di scegliere, in qualsiasi posto e momento, se solo il suo salvacondotto fosse stato assicurato? E non era forse noto che nessuno aveva accettato? Lui era davvero un fuoco, un fumo nelle narici degli avversari, una fiamma nei cuori dei suoi amici. Si accampava ovunque, lui e il fido compagno, padre Persons[1], a volte in compagnia, altre da soli, e dovunque andavano la fede divampava, rinnovata, dai tizzoni morenti, nelle vite dei furfanti rustici e dei signori.

E lei stava per vederlo!

***

«È qui solo per quattro o cinque giorni», continuò all’improvviso Anthony, sempre con voce bassa e cauta.

«La caccia si è fatta intensa, dicono. Neppure l’oste sa chi sia, o, almeno, fa finta di non saperlo. È sotto falso nome, naturalmente: stavolta è Mr. Edmonds. È stato nell’Essex, mi dice; ma viene alla tana dei lupi in cerca di sicurezza. É meno pericoloso, dice, sedere con sicurezza nel centro della trappola, piuttosto che vagare alle sue porte; perché quando le porte sono aperte può tornar fuori, se nessuno sa che è lì…»[2]

[1] Robert Persons (1546-1610) dopo la morte di campion, nel 1581, lasciò l’Inghilterra non facendovi più ritorno. Fu il fondatore del Collegio di Saint Omer in Francia, una grande istituzione volta alla formazione dei giovani cattolici inglesi, e ricoprì l’incarico di rettore del Venerabile Collegio Inglese a Roma.

[2] Campion venne catturato qualche tempo dopo, mentre celebrava messa clandestinamente. Condannato a morte il 1° dicembre 1581, fu condotto a Tyburn e lì impiccato, sventrato e squartato. Il suo nome figura tra i Quaranta martiri d’Inghilterra e Galles.

(Brano tratto da: R. H. BENSON, Vieni ruota! Vieni forca!, Verona, Fede & Cultura, 2013)

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