La devozione alle Sante Piaghe, la devozione che ‘salverà il mondo’ (II)

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Radio Spada offre ai suoi lettori un testo “sparito” su una devozione dimenticata: quella delle Sante Piaghe. Il fatto di “sparire” non è stata certo un’esclusiva di questo libretto se si pensa a quanto tempo dovette stare – ignorato e nascosto un cofano – il “Trattato della Vera Devozione” di San Luigi M. G. da Monfort.

Curiose quattro questioni. La prima: il libretto che vi offriamo – relativo alle apparizioni e ai messaggi ricevuti dalla suora visitandina Maria Marta Chambon – ottenne importanti bendizioni e apprezzamenti da vescovi, arcivescovi, cardinali e dal Pontefice regnante all’epoca della prima pubblicazione italiana (1924), Pio XI. La seconda: la vita singolarissima della sua protagonista (anche se, in realtà, le vere protagoniste sono le Sante Piaghe). Sr. Maria Marta, lo vedremo in seguito, avanzò negli anni tra fatti straordinari e un’inarrestabile santità, al punto che l’Augusto Pontefice fece voti “affinchè le virtù e la vita esemplare di quella religiosa e fedele serva di Dio, siano il più largamente diffuse e conosciute“. La terza: la teologia dei messaggi consegnati a Sr. Maria Marta è perfetta, sebbene ricevuti da una donna umilissima. In essi si arriva a proporre la devozione alle Sante Piaghe come continuazione della devozione al Sacro Cuore che ebbe in un’altra visitandina (Santa Margherita Maria Alacoque) la sua più importante destinataria. La quarta: il valore profetico. “Le mie Piaghe vi salveranno infallibilmente; esse salveranno il mondo“, si può leggere nelle pagine del libretto. Ma non solo: “Vi occorrerà molto tempo per stabilire questa devozione, lavoratevi con coraggio”. Pare davvero strano, ma la profezia fu esatta: una devozione così plaudita dai vertici della Chiesa, e basata su una vita così santa, è ancora oggi, dopo molti anni, sostanzialmente sconosciuta [RS].  

All’epoca di una grande persecuzione della Chiesa, Sr. Maria Marta domandava spesso a Gesú di coprire con la protezione delle sue sante Piaghe il Sovrano Pontefice. Questa preghiera piaceva molto a Nostro Signore. Egli fece vedere alla nostra Sorella che la grazia sovrabbondava sul S.S. Padre Pio IX e che le preghiere fatte dalla Comunità vi contribuivano grandemente: “Dalle mie Piaghe esce per lui una grazia particolare.” Verso la fine del 1867, Nostro Signore le rivelò che Sua Santità avrebbe ancora molto da soffrire, che non vi sarebbe più pace, ma che grazie alla preghiera, il Papa potrebbe sussistere nella Santa Sede, nella tribolazione

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[Continua da La devozione alle Sante Piaghe, la devozione che ‘salverà il mondo’ (I)]

Motivi della devozione alle Sante Piaghe

Affidando a Suor Maria Marta questa “missione”, il Dio del Calvario si compiaceva di rivelare alla sua anima rapita gli innumerevoli motivi di invocare le divine Piaghe, ed anche i benefizi di questa divozione.
Ogni giorno. ad ogni istante, per eccitarla a farsene l’ardente apostola, Egli le svela gli inaprezzabili tesori di queste sorgenti di vita:
“Nessun’altra anima, eccetto la mia santa Madre, ha avuto come te la grazia di contemplare giorno e notte le mie sante Piaghe”.
“Figlia mia, riconosci tu il tesoro del mondo?…. Il mondo non vuole riconoscerlo. – Io voglio che tu veda le mie piaghe svelate affinchè tu comprenda meglio ciò che ho fatto venendo a soffrire per te”.
“Figlia mia, ogni volta che offrite a mio Padre i meriti delle mie divine Piaghe, voi guadagnate un’immensa fortuna. Siete simili a colui che trova un gran tesoro nella terra; ma siccome voi non potete conservare questa ricchezza, Dio la riprende, e cosi pure la mia divina Madre, per rendervela, al momento della morte e applicarne i meriti alle anime che ne hanno bisogno: poichè voi dovete far fruttare la riccheza delle mie sante Piaghe”.
“Non bisogna restar povere, giacchè il vostro Padre è molto ricco!…. La vostra ricchezza? è la mia santa Passione!”
“Colui che si trova nella necessità, venga con fede e confidenza, e attinga costantemente nel tesoro della mia Passione e ne’ fori delle mie Piaghe!”
“ Questo tesoro vi appartiene!… Tutto è qui, eccettuato l’inferno!”
“Una delle mie creature mi ha tradito ed ha venduto il mio Sangue, ma voi potete si facilmente ricomprarlo goccia a goccia!… – Una sola goccia basta per purificare la terra…. e voi non vi pensate! voi non ne conoscete il valore!”
“I carnefici hanno fatto bene ferendomi il Costato, le mani ed i piedi, poichè essi hanno in questo modo aperto delle fontane donde scorreranno eternamente le acque della mia misericordia. Bisogna detestare solo il peccato che ne è stato la causa”.
“Il Padre mio si compiace nell’offerta delle mie sacre Piaghe e dei dolori della mia divina Madre. Offrirgliele, è offrirgLi la sua gloria, è offrire il Cielo al Cielo”.
“Ecco di che pagare per tutti coloro che hanno dei debiti! – Poiché offrendo a mio Padre, il merito delle mie Sante Piaghe, voi soddisfate ai peccati degli uomini.
Gesù la sollecita, – e ci sollecita con lei – di ricorrere a questo tesoro:
“Bisogna confidar tutto alle mie divine Piaghe e lavorare coi loro meriti alla salvezza delle anime”.
Esso ci domanda di farlo con umiltà: “Quando furono aperte le mie sante Piaghe, vi fu dell’illusione per l’uomo che credeva che finirebbero. Ma no, esse saranno eterne, e saranno vedute eternamente da tutte le mie creature. Ti dico questo, affinchè tu non le guardi per abitudine, ma che tu le venri con grande umiltà”.
“- La vostra vita non è di questo mondo; togliete le Piaghe di Gesù e voi diverrete terrestri…. Siete troppo materiali per comprendere tutta l’estensione delle grazie che riceverete per i loro meriti…. Voi non guardate abbastanza il sole nella sua pienezza”.
“- I miei stessi Sacerdoti non guardano abbastanza il Crocifisso: Io voglio essere onorato tutto intero”.

“La messe è grande, abbondante, bisogna che vi umiliate, che vi inabissate nel vostro nulla per mietere delle anime, senza guardare ciò che avete già fatto”.
“Non bisogna temere di mostrare le mie Piaghe alle anime…. La via delle mie Piaghe è sì semplice e sì facile per andare in Cielo”.
Egli ci domanda di farlo con ardori di Serafini. – Designando un gruppo di questi spiriti angelici che circondavano l’altare durante la Santa Messa, Egli disse a Suor Maria Marta: “Essi contemplano la bellezza, la santità di Dio!…. ammirano, adorano… essi non possono imitare. In quanto a voi, bisogna che contempliate sopratutto le sofferenze di Gesù per confermarvi a Lui. – Bisogna venire alle mie Piaghe col cuore caldo, ardentissimo e fare, con grande fervore, le aspirazioni per ottenere le grazie di conversione che sollecitate”.
Ci domanda di farlo con un’ardente fede.
“Esse sono ancor fresche, bisogna offrirle come la prima volta”.
“Nella contemplazione delle mie Piaghe, si trova tutto per te e per gli altri”.
“Io te le faccio vedere perchè tu vi entri”
Esso ci domanda di farlo con confidenza:
“Non bisogna preoccuparvi delle cose della terra, figlia mia, voi vedrete nell’eternità ciò che avete guadagnato colle mie Piaghe”.
“Le piaghe dei miei sacri Piedi sono un’oceano. Portami quì tutte le mie creature; queste aperture sono abbastanza grandi per alloggiarvele tutte”.
Ci domanda di farlo con spirito di apostolato, e senza stancarsi mai “Bisogna pregar molto perchè le mie sante Piaghe si spandano nel mondo”.
(A questo punto, sotto gli occhi della veggente, partirono dalle Piaghe di Gesù, cinque raggi luminosi, cinque raggi di gloria che circondarono il globo).
“Le mie sante Piaghe sostengono il mondo. Bisogna domandarmi la costanza nell’amore delle mie Piaghe, perchè esse sono la sorgente di tutte le grazie. Bisogna invocarle spesso…. attirarvi il prossimo…. bisogna parlarne e ritornarvi sopra frequentemente, – affine d’imprimerne la devozione nelle anime”.
“Vi occorrerà molto tempo per stabilire questa devozione, lavoratevi con coraggio”.
“Tutte le parole dette a proposito delle mie sante Píaghe mi fanno piacere, un’indicibile piacere!…. Io le conto tutte”.
“Quand’anche vi fosse qualcuno, che non volesse venire alle mie Piaghe, bisogna che tu, figlia mía, ve lo faccia entrare”.
Un giorno che Suor Maria Marta soffriva un’ardente sete, il suo Divin Maestro le disse: “Figlia mia, vieni a me, ed io ti darò un’acqua che ti disseterà! Nel Crocifisso vi è tutto: vi è di che dissetarsi – ve n’è per tutte le anime!”
“Voi avete tutto nelle mie Piaghe! Esse producono opere solide, non con la gioia, ma con la sofferenza”.
“Voi siete delle operaie che lavorate nel campo del Signore: colle mie Piaghe guadagnate molto e senza pena”.
“Offrimi le tue azioni e quelle delle tue sorelle, unite alle mie Sante Piaghe; niente può renderle nè più meritorie, nè più gradite ai miei occhi. – Vi sono delle ricchezze íncomprensibili, anche nelle più piccole”.
È bene notado: nelle manifestazioni e confidenze di cui abbiamo parlato, il divin Salvatore, non si presenta sempre a S.r Maria Marta coll’insieme delle sue adorabili Piaghe: talvolta non gliene mostra che una sola separata dalle altre.

Un giorno, dopo quest’ardente invito: “Tu devi applicarti a guarire le mie ferite contemplando le mie Piaghe,”  Egli le scopre il suo piede destro dicendo; “Quanto devi venerare questa Piaga e nasconderti in essa come la colomba!”
Un’altra volta, Egli le fa vedere la sua Mano sinistra: “Figlia mia, prendi nella mia mano sinistra i miei meriti per le anime, affinchè esse sieno alla mia destra nell’eternità…. Le anime religiose saranno alla mia destra per giudicare il mondo, ma prima, io domanderò loro conto delle anime che esse avrebbero dovuto salvare”.

La Corona di spine

Cosa notevole…. Gesù chiede per il suo augusto Capo coronato di spine un culto specialissimo di venerazione, di riparazione e di amore.
La Corona di spine fu per Lui una cagione di dolori specialmente crudeli: “La mia corona di spine, mi ha fatto soffrire più che tutte le altre mie Piaghe, confidava Egli alla sua sposa, questa è stata la mia più crudele sofferenza, eccetto quella dell’Orto degli Ulivi. Per alleggerirla, bisogna osservare bene la vostra Regola”.
Per l’anima fedele, che va fino all’imitazione, la Corona di spine è una sorgente di meriti: “Ecco, disse Egli, questa testa che è stata trafitta per tuo amore e per i meriti della quale tu dovrai essere coronata un giorno. Felice l’anima che avrà ben contemplato e ancor meglio praticato!”
“Ecco dove si trova la vostra via; camminatevi semplicemente e voi camminerete sicuramente”.
“ Le anime che avranno contemplato e onorato la mia Corona di spine sulla terra, saranno la mia corona di gloria in Cielo!”
“Per un’istante che voi contemplerete questa corona quaggiù, io ve ne darò una per l’Eternitá…. e sarà la Corona di spine che vi meriterà quella di gloria”.
Essa è il dono eletto che Gesù fa ai suoi privilegiati: “La mia corona di spine io la do ai miei privilegiati”.
“Essa è un bene di proprietà delle mie spose e delle anime favorite. – Essa è la gioia dei Beati, ma per i miei Diletti sulla terra, essa è una sof’ferenza.” – (Al posto di ciascuna spina, la nostra Sorella vedeva uscire un raggio di gloria impossibile a descriversi.) – “I miei veri servi procurano di soffrire con Me, ma nessuno può raggiungere il grado di sofferenza che io ho sopportato”.
Da simili anime, Gesù sollecita una più tenera compassione per il suo adorabile Capo. – Ascoltiamo questo gemito del cuore che Egli indirizza a S.r Maria Marta mostrandole la sua testa insanguinata, tutta trafitta, ed esprimente una tale angoscia, che la poveretta non trovava termini per esprimerla: “Ecco Colui che tu cerchi…. guarda, in quale stato Egli si trova!…. Guarda…., togli le spine del mio Capo offrendo al Padre mio, per i peccatori, il merito delle mie Piaghe: “Va in cerca di anime”.
Come si vede, in questi inviti del Salvatore, vi è sempre come una eco dell’eterno sitio, la preoccupazione della salvezza delle anime: “Va in cerca di anime”.
“Ecco la tua istruzione: la sofferenza per te, – le grazie che tu devi prendere per gli altri. Una sola anima che fa le sue azioni in unione ai meriti della mia Santa Corona guadagna più che la Comunità tutta intera”.
Aquesti austeri richiami, il Divin Maestro sa unire gli incoraggiamenti che infiammano i cuori e fanno accettare tutti i sacrifizi. Ed è così che nell’Ottobre 1867, Egli si presentò allo sguardo estatico della nostra giovane Sorella, con questa corona tutta irradiata da una splendida gloria: “La mia Corona di spine illuminerà il Cielo e tutti i Beati! Sulla terra, vi sono alcune anime privilegiate alle quali la mostrerò, ma la terra è troppo tenebrosa per vederla”.
“Guarda come essa è bella dopo essere stata così dolorosa!”
Il Divin Maestro va più lungi e l’associa ai suoi trionfi come alle sue sofferenze….. Le ta intravedere la glorificazione futura. Applicandole con vivi dolori questa Santa Corona sulla testa: “Prendi la mia corona, e in questo stato ti contempleranno i miei Beati”. Poi indirizzandosi ai Santi e mostrando la sua cara vittima: “Ecco, disse Egli, il frutto della mia Corona”.
La santa Corona, che rende felici i giusti, è invece per i cattivi, un’oggetto di terrore. – Suor Maria Marta intravide questo un giorno in un quadro offerto alla sua contemplazione da Colui che si compiaceva d’istruirla svelandole i misteri d’oltre tomba.
Tutto illuminato dagli splendori di questa divina Corona, apparve ai suoi occhi il Tribunale in cui vengono giudicate le anime. Ne passavano continuamente dinanzi al Sovrano Giudice. Le anime che erano state fedeli durante la loro vita, si gettavano con confidenza nelle braccia del Salvatore. Le altre, alla vista della Santa Corona, e al ricordo dell’amore di N. S. che esse avevano disprezzato, si precipitavano terrorificate, negli abissi eterni…..
Fu cosi impressionante questa visione, che la povera Sorella raccontandola, tremava ancora di timore e di spavento.

Il Cuore di Gesù

Se il Salvatore svelava così tutte le bellezze e tutte le ricchezze delle sue divine Piaghe all’umile Conversa, poteva forse non aprirle i tesori della sua grande ferita d’amore?
“Ecco la Sorgente ove dovete attingere tutto, essa è ricca sopratutto per voi!…” diceva Egli, mostrandole le sue Piaghe in un luminoso splendore, e quella del suo Sacro Cuore, brillante, in mezzo alle altre, di una luce impareggiabile.
“Vieni soltanto quì nella Piaga del mio Costato, – è la Piaga dell’amore donde si sprigionano fiamme vivissime”.
Gesù le accordava talora per molti giorni di seguito, la vista della sua santissima Umanità gloriosa. Stava allora vicino alla sua serva, si tratteneva famigliarmente con lei, come già altra volta, colla nostra santa Sorella Margherita Maria Alacoque. E questa ultima “che non lascia giammai il Cuore di Gesù” diceva “E così che Nostro Signore si mostrava a me”, mentre che il Divin Maestro reiterava i suoi amorosi inviti.
“Vieni nel mio Cuore, tu non temerai nulla….. Metti qui le tue labbra per attingervi la carità e spanderla nel mondo…. Metti quì la tua mano per prendervi i miei tesori”.
Un giorno, Egli le partecipa il suo immenso desiderio di spandere le grazie di cui sovrabbonda il suo Cuore: “Prendi, perchè la misura è colma. Io non posso più contenerle tanto ho voglia di darle”.
Un’altra volta la invita a utilizzare ancora e sempre questi tesori: “Venite a ricevere l’effusione del mio Cuore che desidera spanderne la pienezza! Io voglio versare in voi la mia abbondanza, perchè, oggi, ho ricevuto nella mia misericordia, delle anime salvate dalle vostre preghiere”.
Ad ogni istante, sotto diverse forme, Egli la chiama ad una vita di unione col suo Sacro Cuore: “Tienti bene attaccata a questo Cuore per prendere e spandere il mio Sangue”.
“Se volete entrare nella luce del Signore – bisogna nascondervi nel mio divin Cuore…. – Se volete conoscere l’intimità delle viscere di misericordia di Colui che vi ama tanto, dovete avvicinare le labbra con rispetto ed umiltà, all’apertura del mio Sacro Cuore”.
“Ecco il vostro centro. Nessuno potrà impedirvi di amarlo, nemmeno sforzarvi ad amarlo, se il vostro cuore non vi corrisponde. Tuttociò che diranno le creature non può togliervi il vostro tesoro, il vostro amore!. “Io voglio che mi amiate senza alcun appoggio umano”.
A questo punto, Nostro Signore insistè, indirizzando una calorosa esortazione a tutte le sue spose; “Voglio che l’anima religiosa sia staccata da tutto, poichè per venire al mio Cuore, deve essere scevra da ogni attacco…, che nessun filo la leghi più alla terra: bisogna andare alla conquista del Signore nella solitudine; bisogna cercare questo Cuore nel vostro proprio cuore”.
Poi torna a Sr. Maria Marta, ma nella sua docile serva, Egli ha di mira tutte le anime e in modo speciale le anime consacrate: “Ho bisogno del tuo cuore per confortarmi e tenermi compagnia…. – Io ti insegnerò ad amarmi, poichè tu non sai farlo: la scienza dell’amore non s’impara sui libri essa non è data che all’anima che guarda il divin Crocifisso e Gli parla cuore a cuore. Bisogna che tu sii unita a Me in ogni tua azione”. E Nostro Signore le fa comprendere le condicioni e i frutti maravigliosi dell’unione intima col suo Divin Cuore.
“La Sposa che non si appoggia sul petto del suo Sposo nelle sue pene, nel suo laboro, perde il suo tempo. Quando essa ha commesso delle mancanze, bisogna che si riposi sul mio Cuore con gran confidenza….. In questo focolare ardente spariscono le vostre infedeltà, l’amore le brucia, le consuma tutte!… – Bisogna amarmi, abbandonarmi tutto. – Bisogna che vi riposiate sul Cuore del vostro Maestro come San Giovanni. – AmandoLo così, voi Gli procurate una grandissima gloria”.
“Ah! quanto desidera il nostro amore Gesù! Esso lo va mendicando!”
– Apparendo un giorno in tutta la gloria della sua Risurrezione, Egli disse alla sua diletta, con un profondo sospiro: “Con tutto ciò figlia mia, io mendico come lo farebbe un povero: Io sono un mendicante d’amore! Chiamo i miei figli uno ad uno…, li guardo con compiacenza quando vengono a Me…. Io li aspetto….”
Prendendo davvero l’aspetto di un mendicante, Egli le ripeteva ancora, con mestizia: “Io mendico l’amore, ma il maggior numero, anche tra le anime religiose, mi ricusa quest’amore…. Mia figlia, amami puramente per Me stesso, senza avere riguardo al castigo o alla ricompensa“. Designandole la nostra santa Sorella Margherita Maria il di cui sguardo “divorava“ il Cuore di Gesù: “Questa mi ha amato di questo amore puro e unicamente per Me solo!…. ”
E Sr. Maria Marta procurava di amare con questo stesso amore. Come un’immenso focolare, il Sacro Cuore l’attirava a Se con ardori indicibili…. Essa andava al suo Diletto con slanci d’amore che la consumavano…. ma che, nel tempo stesso, lasciavano nella sua anima una soavità tutta divina!…. E Gesù le diceva: ”Figlia mia, quando io mi sono scelto un cuore per amarmi e fare la mia volontá, vi accendo il fuoco del mio amore. – Tuttavia, non ravvivo questo fuoco senza interruzione, afinchè l’amor proprio non guadagni qualche cosa e le mie grazie non siano ricevute per abitudine. – Io mi ritiro di quando in quando per lasciare l’anima alla sua propria debolezza. Essa si vede allora tutta sola…. commette delle mancanze: queste cadute la tengono umiliata…. Ma Io non abbandono per questi defetti l’anima che ho scelta, la guardo sempre. Non sono si delicato; io perdono e ritorno….
“Ogni umiliazione vi lega più intimamente al mio Cuore. Io non vi domando grandi cose, voglio semplicemente l’amore del vostro cuore”.
“Stringiti al mio Cuore, tu scoprirai tutta la bontà di cui è ripieno. – Qui, tu imparerai la dolcezza e l’umiltà. Vieni, figlia mia, a gettarti qui dentro. Questa unione non è soltanto per te, ma per tutti i membri della tua Comunita”.
“Di alla tua Superiora di venire a deporre in questa apertura tutte le azioni delle tue Sorelle, anche le ricreazioni: esse staranno qui come in una banca e vi saranno ben custodite”
Ecco un particolare scelto tra mille: quando Sr. Maria Marta ne fece il racconto quella sera, non potè fare a meno d’interrompersi per domandare alla sua Superiora: “Mia Madre, che cosa vuol dire questa parola “banca?” Era la interrogazione della sua candida ignoranza…. Poi continuò il suo messaggio. “Bisogna che i vostri cuori si uniscano al mio per mezzo dell’umiltà e dell’annientamento…. Ah! figlia mia, se tu sapessi quanto soffre il mio Cuore per l’ingratitudine di tanti cuori….. – Bisogna unire le vostre pene a quelle del mio Sacro Cuore”.
Alle anime incaricate della condotta delle altre, come direttrici o Superiore, il Cuore di Gesù si apre particolarmente colle sue ricchezze: “Tu farai un grande atto di carità, offrendo ogni giorno le mie divine Piaghe per tutte le direttrici dell’Istituto”.
“Dirai alla tua Maestra di venire a riempire la sua anima alla Sorgente, e domani, il suo cuore sará pieno per spandere le mie grazie sopra di voi. Stà a lei ad accendere il fuoco del santo amore nelle anime, parlando loro spessissimo delle sofferenze del mio Cuore. – Io darò a tutte la grazia di comprendere le massime del mio Sacro Cuore. – A forza di lavoro e di corrispondenza tutte vi giungeranno all’ora della morte”.
“Figlia mia, le tue Superiore sono le depositarie del mio Cuore, bisogna ch’io possa mettere nelle loro anime tuttociò ch’io vorrei di grazie e di sofferenze”. “Dí alla tua Madre di venire ad attingere in queste Sorgenti (il Suo Cuore e le sue Piaghe) per le tue Sorelle… – Essa deve guardare il mio Sacro Cuore e confidargLi tutto, senza preoccuparsi dello sguardo degli uomini”.

Promesse di Nostro Signore

Nostro Signore non si contenta di confidare a Sr. Maria Marta le sue Sante Piaghe, – di esporle i forti motivi e i benefici di questa devozione, in un con le condizioni che le assicurano il successo…. Egli moltiplica pure le incoraggianti promesse. – Queste promesse ritornano sì frequentemente e sotto delle forme sì svariate, che sarà necessario limitarci; l’idea, d’altronde, resta in fondo sempre la stessa.
La devocione alle sante Piaghe sarà indefettibile:
“Non bisogna temere; figlia mia, di “espandersi” nelle mie Piaghe, perchè qui nessuno sarà ingannato, anche quando le cose sembrassero impossibili”.
“Io accorderò tutto ciò che mi si domanderà con l’invocazione delle sante Piaghe. Bisogna spanderne la devozione”.
“Voi otterrete tutto, perchè è il merito del mio Sangue che è d’un prezzo infinito”.
“Con le mie Piaghe e il mio Cuore divino, voi potete ottenere tutto.”
Le sante Piaghe santificano e assicurano il progresso spirituale:
“Dalle mie Piaghe escono frutti di santità. Come l’oro purificato nel crogiuolo diviene più bello, così bisogna mettere l’anima tua e quelle delle tue Sorelle nelle mie sacre Piaghe; qui, esse si perfezioneranno come l’oro nella fornace…. Voi potete sempre purificarvi nelle mie Piaghe”.
“Le mie Piaghe ripareranno le vostre….”
“Le mie Piaghe copriranno tutte le vostre colpe….”
“Coloro che le onorano avranno una vera conoscenza di Gesù Cristo”.
“Meditandole, vi troverete sempre un nuovo alimento d’amore.”
Le sante Piaghe danno valore a tutto:
“Figlia mia, immergi le tue azioni nelle mie Piaghe ed esse diventeranno qualche cosa. – Tutte le vostre azioni, anche le minime, inzuppate nel mio Sangue, acquisteranno per ciò solo un merito infinito e contenteranno il mio Cuore!…”
“Offrendole per la conversione dei peccatori, anche se i peccatori non si convertissero, voi avrete davanti a Dio lo stesso merito che se si fossero convertiti.”
Le sante Piaghe sono un balsamo e un conforto nella sofferenza:
“Quando avete qualche pena, qualche cosa da soffrire, bisogna portarla prontamente nelle mie Piaghe, e la pena sarà addolcita”.
“Bisogna spesso ripetere vicino ai malati questa aspirazione: “Gesú mio, perdono e misericordia, per i meriti delle vostre sante Piaghe!” Questa preghiera solleverà l’anima e il corpo.”
Le sante Piaghe hanno una efficacia meravigliosa per la conversione dei peccatori.
Un giomo, Sr. María Marta, presa da angoscia al pensie o dei delitti della terra, esclamava: “Gesú mio, prendete cura dei vostri figli, non guardate i loro peccati.”
Il divino Maestro, rispondendo al suo appello, le insegnò l’aspirazione che già conosciamo: “Gesù mio, perdono e misericoria, ecc,”, poi soggiunse:

“Molte persone proveranno l’efficacia di questa aspirazione. – Io desidero, continuò il Salvatore, che i Sacedoti la diano spesso ai loro penitenti nel santo Tribunale”.
“Il peccatore che dirà la preghiera seguente: Eterno Padre, io vi offro le Piaghe di Nostro Signor Gesù Cristo per guarire quelle delle anime nostre, otterrà la sua conversione.”
Le sante Piaghe salvano il mondo e assicurano una buona morte:
“Le mie sante Piaghe vi salveranno infallibilmente….. esse salveranno il mondo:”
“Bisogna spirare con la bocca appoggiata su queste sacre aperture…. – Non vi sarà morte per l’anima che spirerà nelle mie Piaghe, esse danno la vera vita.”
Le sante Piaghe danno ogni potere su Dio:
“Voi siete niente da voi stessa, ma l’anima vostra, unita alle mie Piaghe, diviene potente; essa può anche fare parecchie cose in una volta: meritare e ottenere per tutti i bisogni, senza che sia necessario di nulla particolareggiare.” E posando sulla testa della cara privilegiata la sua mano adorabile, il Salvatore soggiungeva: “Ora, tu hai il mio potere. A coloro che non hanno niente come te, io mi compiaccio sempre di dare maggior numero di grazie. – Il mio potere è nelle mie Piaghe: con esse tu divieni potente….”
“Si, tu puoi ottenere tutto; tu hai ogni potere! Tu hai anche, in certo modo, più potere di Me; tu puoi disarmare la mia giustizia, poichè sebbene tutto venga da Me, io voglio essere pregato, voglio che mi si domandi.”
Le sante Piaghe saranno – in modo particolare – la salvaguardia della Comunità.
La situazione politica divenendo ogni giorno più critica, racconta nostra Madre, nell’ottobre 1873, noi abbiamo fatto una novena alle sante Piaghe di Gesù. Nostro Signore ne dimostrò subito la sua gioia alla confidente del suo Cuore. Poi le indirizzò queste confortanti parole: “- Amo tanto la tua Comunità; mai le accadrà alcuno male”.
“La tua Madre non deve dar retta alle notizie che corono perchè spesso le notizie del mondo sono false. – La mia parola sola è vera! – Io ve lo dico, voi non avete niente da temere…. Se voi lasciaste la preghiera, allora, si, voi avreste da temere…. – Questa corona della misericordia fa contrappeso alla mia Giustizia, arresta la mia vendetta.”
Finalmente, ratificando di nuovo il dono delle sue sante Piaghe alla Comunità, Nostro Signore le diceva:
“Ecco il vostro tesoro!… Il tesoro delle sante Piaghe racchiude delle corone che voi dovete prendere e dare agli altri offrendole al Padre mio per guarire le piaghe di tutte le anime. – Un giorno, queste anime, alle quali avrete ottenuto una santa morte con le vostre preghiere, si volgeranno verso di voi per ringraziarvi…. – Tutti gli uomini compariranno, in quel giorno del Giudizio, davanti a Me, ed io allora mostrerò le mie spose privilegiate che avranno purificato il mondo con le mie sante Piaghe…. Un giorno verrà, in cui vedrete queste grandi cose!….”
“Figlia mia, questo é detto per umiliarvi e non per insuperbirvi… Sappi che tutto questo non è per te, ma per Me affinchè tu mi conduca delle anime!…”

Tra le promesse di N. S. G. C., due specialmente sono da segnalarsi: quelle che riguardano la Chiesa e quelle che riguardano le Anime del Purgatorio.

Le Sante Piaghe e la Chiesa

Nostro Signore rinnovò spesso a Sr. Maria Marta la promessa del trionfo della Santa Chiesa per i meriti delle sue Piaghe e della Vergine Immacolata:
“Figlia mia, bisogna che tu faccia bene la tua parte, che è quella di offrire le mie divine Piaghe al mio Eterno Padre, perchè da queste deve venire il trionfo della Chiesa, che passerà per le mani della mia Madre Immacolata.”

Ma, fin dal principio, Nostro Signore prevenne ogni illusione, come ogni equivoco. Non si tratta del trionfo materiale, visibile, che sognano certe anime!…. Alla barca di Pietro, giammai i frutti si piegheranno con una perfetta docilità; talvolta anche si potrà tremare davanti ai furori della loro agitazione…. Lottare, lottare sempre, è una legge della vita della Chiesa:
“Non si comprende ció che si chiede, domandando il suo trionfo… La mia Chiesa non avrà mai trionfo visibile.”
Tuttavia, tra le lotte e le angoscie, continua a compiersi, nella Chiesa e per mezzo della Chiesa, l’opera di N. S. G. C.: la salvezza del mondo. – L’opera di N. S. G. C. si compie tanto meglio quanto piú la preghiera – che tiene il suo posto nel disegno divino – implora efficacemente i soccorsi del Cielo.
E si comprende che il Cielo si lasci specialmente piegare quando viene invocato in nome delle Piaghe redentrici. – Gesù insisteva frequentemente su questo punto:
“Le invocazioni alle sante Piaghe le otterranno una continua vittoria….”
“Bisogna che tu attinga continuamente a queste sorgenti della mia Chiesa”.
“- Eh! mio buon Maestro, è tanto tempo che me lo fate fare!… e il trionfo non viene”, esclamò essa con la sua famigliare semplicità. – “Figlia mia, rispose il nostro benigno Salvatore, voi dovreste essere già molto contente perchè non vi gastigo anche di più….. Tu trattieni il mio braccio. – Io ti prometto di darti il trionfo, ma poco a poco.”
E il santo Fondatore venne a completare la lezione del Divino Maestro: “Anche quando Nostro Signore promette il trionfo per l’intercessione di Maria Immacolata, non dovete rilassarvi nella preghiera e nell’oferta delle sante Piaghe.”
All’epoca di una grande persecuzione della Chiesa, Sr. Maria Marta domandava spesso a Gesú di coprire con la protezione delle sue sante Piaghe il Sovrano Pontefice. Questa preghiera piaceva molto a Nostro Signore. Egli fece vedere alla nostra Sorella che la grazia sovrabbondava sul S.S. Padre Pio IX e che le preghiere fatte dalla Comunità vi contribuivano grandemente: “Dalle mie Piaghe esce per lui una grazia particolare.”
Verso la fine del 1867, Nostro Signore le rivelò che Sua Santità avrebbe ancora molto da soffrire, che non vi sarebbe piú pace, ma che grazie alla preghiera, il Papa potrebbe sussistere nella Santa Sede,”nella tribolazione ,”. Si vede che Nostro Signore non vuole illusioni!
Ciò che non lo trattiene dall’esigere sempre delle preghiere:
“Io voglio che questa Comunità sia il sostegno della Santa Sede con la preghiera e sopratutto con l’invocazione delle mie sante Piaghe. – Voi opponete così una barriera ai suoi nemici.”
Nè di esprimere la sua soddisfazione per le preghiere fatte: “Sono contento delle preghiere che la tua Comunità fa per sostenere la Chiesa. Voi avrete un grado di gloria di più per essere state dei buoni soldati del Santo Padre. – Voi sarete sempre nel caso di esserlo: bisogna pregare molto per la Santa Chiesa.”
Nè di concludere, dando la sicurezza di una Protezione contro la quale niente potrà prevalere: “Finchè le mie Piaghe vi custodiranno, voi non avete niente da temere, nè per voi, nè per la Chiesa! Se questo bene venisse a mancarvi comprendereste allora ciò che possedete.”

Le Sante Piaghe e le Anime del Purgatorio

“Il beneficio delle sante Piaghe fa discendere le grazie dal Cielo e salire al Cielo le Anime del Purgatorio”.
“Ogni volta che voi mirerete il divin Crocifisso col cuore puro, otterrete la liberazione di cinque Anime del Purgatorio: una per ogni Sorgente”.
“Facendo la “Via Crucis” se il vostro cuore è ben puro e staccato da tutto, voi otterrete pure lo stesso favore ad ogni stazione, per il merito di ciascuna delle mie Piaghe”.

“Quando offrite le mie sante Piaghe per i peccatori, non bisogna dimenticare di farlo per le Anime del Purgatorio, perchè pochi sono quelli che pensano a sollevarle”.
“Le sante Piaghe sono il tesoro dei tesori per le Anime del Purgatorio.”
E il buon Maestro volle anche dimostrarlo a Sr. Maria Marta. Una domenica di Quaresima, il suo stato di sofferenza non le permise di assistere all’istruzione; il suo Diletto venne a lei e le disse: “Vengo a darti un’occupazione: “tu offrirai le tue sofferenze in unione con le mie divine Piaghe per le Anime del Purgatorio.”
La Sorella cominciò a fare questa offerta ed ogni volta che la rinnovava, vedeva un’anima salire al Cielo. Era alla ventesima, quando comparve l’Eterno Padre: “Io ti do lo stesso potere che ha mio Figlio, purchè tu mi offra il tuo cuore unito al suo.”
Essa si sforzò di farlo, e, ad ogni atto d’offerta e d’unione, saliva verso il Cielo – secondo la sua espressione – una volata d’anime, “come uno stormo d’uccelli…”
Le anime liberate da lei venivano qualche volta a ringraziarla e le dicevano: “Che la festa che le aveva salvate, “la festa delle sante Piaghe ” non passa mai…. Noi non abbiamo conosciuto il valore di questa devozione se non quando siamo state al possesso di Dio! – Offrendo le sante Piaghe di Nostro Signore al Padre suo, voi operate come una seconda Redenzione.”
Nel numero di queste anime ve ne sono alcune che stanno più a cuore ad una Religiosa; sono le anime delle sue proprie Sorelle. – Sr. Maria Marta pregava e soffriva per loro in modo speciale, e la Santa Vergine gliene dimostrava soddisfazione: “Le anime delle vostre Sorelle in Purgatorio sono mie figlie. Io provo un gran piacere quando vi sento pregare per la loro liberazione…. soffro tanto a vederle in quel fuoco… Esse ci vanno quasi tutte!… – Io sono Regina e voglio che queste anime regnino con Me! Nonostante tutto il nostro potere, mio Figlio ed io non possiamo liberarle; esse devono espiare. – Ma voi potete sì facilmente sollevarle ed aprir loro il Cielo, offrendo per esse a Dio Padre, le sante Piaghe.” – “Offrile per tutte le loro mancanze alla Regola” soggiunse un giorno, Nostro Signore.
Una delle sue Sorelle defunte apparendole gloriosa, poco dopo la sua morte, le disse: “Io credevo di fare tutte le mie azioni puramente per Iddio, e quando invece mi sono state mostrate, le ho viste tutte piene di movimenti naturali. La confidenza che ho avuto nelle sante Piaghe di Nostro Signore è quella che m’ha salvata. – Oh! quanto è bello morire passando per le Piaghe di Nostro Signor Gesù Cristo!….”

Le Sante Piaghe e il Cielo

Per coronare queste magnifiche promesse, Nostro Signore mostra finalmente nelle sue Piaghe “l’arra della nostra gloria futura”, e fa intravedere a Sr. Maria Marta la felicità che la loro contemplazione procura in Cielo.
“Le anime che pregano con umiltà e che meditano la mia Passione, avranno un giorno una partecipazione alla gloria delle mie divine Piaghe: le loro membra ne riceveranno una bellezza e una gloria smaglianti”.
“Quanto più avrete contemplato le mie Piaghe dolorose su questa terra, tanto più le contemplerete gloriose in Cielo!”
“Un’anima che, durante la sua vita, ha onorato e appplicato le Piaghe di N. S. G. C. e le ha offerte all’Eterno Padre per le Anime del Purgatorio, sará accompagnata al momento della morte dalla S.S. Vergine e dagli Angeli; e Nostro Signore in Croce, tutto risplendente di gloria, la riceverá e la coronerà.”
Sr. Maria Marta pensava un giorno, offrendo le sante Piaghe, che essa perdeva il suo tempo. Nostro Signore la riprese:
“Forse i Beati non fanno niente con Me perchè fanno sempre la stessa cosa?… Essi mi amano, mi adorano, contemplano le mie Piaghe e mi ringraziano…. e la loro gioia è sempre piena ed intiera.”
Nello stesso istante, la fortunata Sorella ricevette iI favore di vedere la Santissima Vergine coi Santi che contemplavano le Piaghe di Gesù.
“Se io sono in Cielo e se i Santi vi sono pure, le disse la buona Madre, vi siamo tutti per i meriti delle divine Piaghe del mio caro Figlio. – Mettendo a profitto queste sante Piaghe, voi pure diventerete grandi!…. ”.

E Nostro Signore continuò: “Figlia mia, dove si sono formati i miei Santi, se non nelle mie Piaghe? Tutti i miei Santi sono il frutto delle mie Piaghe”.
“Le mie Piaghe sono per la mia gloria e per la vostra eternamente!”
“Un giorno le mie spose regneranno nelle mie Piaghe, nello splendore di questi cinque soli! I Beati che le contemplano da secoli, non ne sono sazi….. essi le contempleranno sempre e ne godranno sempre….. Oh! come la terra è poca cosa paragonata ad un bene tanto grande!…. ”
La vista del Cielo è offerta molto spesso a questa cara anima, mentre si fa sentire la voce dell’Eterno Padre: “Guarda, figlia mia, tutto questo è il frutto delle sofferenze di mio Figlio!… Tutto ciò ti viene mostrato; affinchè tu possa offrire le Sante Piaghe di Gesù con maggior confidenza e gioia!… ”

[continua…]

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