Le apparizioni di San Giuseppe nella storia della Chiesa

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di don S. Grenon

Non si ama la Santa Vergine, se non si onora il suo protettore e sposo verginale, San Giuseppe. Il mese di marzo è importante per le famiglie e per la Chiesa, perché è il mese di San Giuseppe, il Santo patrono delle famiglie e della Chiesa. Inoltre, Mons. Fellay chiede a ciascuno di noi di consacrarci a questo grande santo il 19 marzo prossimo.
Sul versante di una graziosa collina, in Galilea, sorgeva la piccola città di Nazaret. Là viveva, circa duemila anni fa, un umile falegname di nome Giuseppe, che contava tra i suoi antenati Davide, Salomone e tutti i re di Giuda. Una lunga serie di eventi aveva, però, precipitato la sua famiglia, dalla gloria nella povertà.
San Giuseppe, detto il giusto, trascorse gli anni della sua vita terrena nella pratica delle più grandi virtù.

Mentre le sue mani s’impegnavano nel lavoro, il suo cuore si univa a Dio in una orazione che niente poteva interrompere. Per non perdere alcunché di questi doni celesti, aveva deciso di vivere come gli Angeli e di conservare lo splendente candore della sua verginità. È per questo che San Giuseppe è invocato affinché ci custodisca puri. Egli non commise neppure il benché minimo peccato veniale.
Facciamo lo stesso anche noi, viviamo in compagnia di San Giuseppe e della Beata Vergine, e noi non peccheremo più: «Colui che vive con me, non peccherà più».
Terribili sono le devastazioni che attualmente falcidiano le famiglie e anche la Chiesa (la Beata Vergine ce ne aveva messo in guardia). San Giuseppe può molto, specialmente durante il suo mese e nella sua festa, il 19 Marzo. È il capo della Sacra Famiglia e dunque ottiene ciò che chiede a Gesù e Maria, perché loro gli obbediscono anche in Cielo.
Molti santi hanno avuto una visione o un’apparizione di San Giuseppe, in particolare Santa Teresa d’Avila, suor Maria di Gesù Crocifisso, ecc…

Le apparizioni di San Giuseppe

Talune apparizioni di San Giuseppe sono state riconosciute in luoghi che sono diventati grandi santuari:
• In Francia, a Cotignac, il 7 giugno 1660, verso l’una, un giovane pastore, Gaspard Ricard, pascola il suo gregge sul monte Bessillon. Il caldo è opprimente. Ha sete. Improvvisamente vede “un uomo al suo fianco”, che gli dice mostrandogli una roccia: «Io sono Giuseppe; toglila, e berrai». Gaspard dubita. L’apparizione ripete il suo consiglio. Egli sposta la roccia senza difficoltà e scopre una sorgente…

• In Polonia, a Kalisz, verso il 1670, un uomo, Stobienia, soffrendo molto per una brutta malattia e non avendo alcuna speranza, pregava Dio di lasciarlo morire. Si rivolse a San Giuseppe, patrono della buona morte. La notte seguente, un uomo venne da lui ed egli riconobbe in lui San Giuseppe. Questi disse al malato: «Tu guarirai quando farai dipingere un quadro della Sacra Famiglia con la scritta “Rivolgetevi a Giuseppe” e l’offrirai alla chiesa collegiale di Kalisz»[1] . D’allora, i fedeli ricevono molte grazie e Kalisz è diventata un grande santuario.

• In Irlanda, a Knock (vicino a Dublino), il 21 Agosto 1879[2], sotto gli occhi di 18 persone, la Santa Vergine appare, in piedi, vestita di bianco e con una corona d’oro. Sembra che preghi. L’accompagnano San Giuseppe e San Giovanni Evangelista “vestito da vescovo che predica”. I testimoni vedono anche un “altare” sul quale vi è un “agnello” dietro al quale è piantata una croce.

• In Portogallo, a Fatima, il 13 Ottobre 1917, mentre la folla assiste al miracolo del sole, i tre veggenti vedono la Sacra Famiglia con San Giuseppe e Gesù Bambino che benedicono il mondo.

• Il 6 gennaio 1937 moriva in Canada l’umile fra’ André (egli non ha avuto un’apparizione, ma un sacco di grazie da parte di San Giuseppe), che è stato all’origine del più grande santuario mondiale in onore di San Giuseppe: L’Oratorio di San Giuseppe di Mont Royal. Fra’ André ha ottenuto tutto da questo grande santo, – tutti i malati guarivano – e un milione di persone venne al suo funerale per ringraziarlo.

Tra i santi che hanno testimoniato la massima fiducia in San Giuseppe e che ne hanno ottenuto i più grandi favori, Santa Teresa d’Avila occupa il primo posto. È lui che l’aveva allontanata dalla soglia della morte all’età di 26 anni, è lui che le ha fatto da guida nella preghiera e nelle vie straordinarie in cui Dio la chiamava; è lui che le veniva miracolosamente in aiuto quando tutti i mezzi umani venivano a mancarle e che la difendeva contro i terribili attacchi dell’inferno. Sicché lei s’era imposta come regola quella di porre tutte le sue fondazioni sotto il suo nome, sicura che nessuno poteva proteggerle meglio del Custode devoto della Santa Famiglia di Nazaret.

• Una guarigione. Un contadino era stato falciato dalla macchina e le sue gambe erano perdute. L’umile fra’ André gli disse: «Lascia lì le stampelle, domani andrai nei campi». Egli obbedisce, e la sera torna a casa sua, i piedi e le gambe tutti gonfi per il male. «Il buon frate ha pregato San Giuseppe» ripeteva il contadino a coloro che lo prendevano in giro, e va a letto con forti dolori. L’indomani si sveglia completamente guarito!

• Una buona morte. Un nobile veneziano, la cui vita era poco cristiana, non passava mai davanti a un’immagine di San Giuseppe senza indirizzargli una preghiera. Un giorno si ammalò gravemente, ma abituato a vivere lontano da Dio, non si preparava affatto a comparire davanti a Lui. La sua con-dizione ispirava le più grandi preoccupazioni, quand’ecco vide entrare nella sua stanza e avvicinarsi al suo letto un venerabile vegliardo, i cui tratti avevano la più perfetta somiglianza con l’immagine che egli era solito salutare con una preghiera. Immediatamente la sua anima è penetrata dalla luce, vede il disordine della sua coscienza e concepisce per tutti i suoi errori il più vivo pentimento. Viene chiamato un sacerdote perché lo confessi e il malato, appena riceve l’assoluzione, muore nella pace di Dio.
San Giuseppe può concedere la grazia di una buona morte, perché ha fatto la migliore delle morti, circondato da Gesù e dalla Vergine Maria.

«San Giuseppe non mi ha mai rifiutato alcunché nel giorno della sua festa» (S. Teresa d’Avila).
Santa Teresa aveva l’abitudine di ben preparare la festa di San Giuseppe, perché aveva notato che se la preparazione era fervente, San Giuseppe le accordava tutto quello che lei gli domandava d’utile per la sua anima, e anche per la sua vita materiale: diavolo respinto, pace ritrovata, coraggio insperato, aiuto in situazioni difficilissime, soldi per pagare i suoi debiti, illuminazioni per trovare soluzioni, ecc …

Preghiamo, dunque, con fiducia San Giuseppe, offriamogli una decina del nostro Rosario quotidiano. Il Mercoledì è il giorno a lui consacrato: assistiamo alla Messa per offrirgli la Santa Comunione, per offrirgli Gesù. Che gioia gli daremo! Domandiamogli molte grazie: egli è il santo patrono della Chiesa, delle famiglie, dei malati, delle vocazioni.
Preghiamo e onoriamo San Giuseppe durante questo mese per le famiglie divise, provate, per i figli che hanno “deviato” e per la Chiesa «che soffre di una crisi spaventosa»[3] . San Giuseppe può «aggiustare tutto».
Questo dipende molto dal nostro fervore e dalla nostra fede.
In tutte le nostre difficoltà è San Giuseppe che dà sempre coraggio e soluzioni. Siamo costanti nell’invocarlo.

Ecco una bella preghiera per ogni giorno di questo mese:
«Grande San Giuseppe, al quale Gesù e Maria hanno obbedito (in terra) e obbediscono ancora (in Cielo), chiedi loro per noi tutte le grazie che ritieni esserci utili nell’ora attuale. Ti ringraziamo in anticipo, perché sappiamo che tu ottieni quello che chiedi. Soprattutto, chiediamo la grazia di amare Gesù e la Santa Vergine Maria, di amarli sempre più, e di farli amare da chi ci sta intorno. Così sia

 

Note

[1] Allora dedicata all’Assunzione.
[2] L’8 Dicembre 1870, Pio IX aveva dichiarato ufficialmente San Giuseppe Patrono della Chiesa universale.
[3] Espressione usata dalla Madonna a La Salette, 1846

FonteTraduzione di un articolo apparso sulla rivista “Le Rocher” – N°81 – Febbraio – Marzo 2013 (sanpiox.it)

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