L’Horror: logica conseguenza del mondo senza Dio

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Nota di Radio Spada: con questo articolo il nostro redattore Charlie Bunga Banyangumuka inizia la sua collaborazione con il sito. (Piergiorgio Seveso)
di Charlie Bunga Banyangumuka

Trovandosi a dibattere con un certo mondo anticlericale, si incontra spesso l’obiezione secondo la quale la vita in una società atea e aconfessionale sia auspicabile e anzi da ricercare con sommo impegno ed
abnegazione. Nonostante un pagano di nome Marco Tullio Cicerone abbia ribadito :< Historia Magistra vitae>, la lezione del Novecento, con i suoi falsi idoli, pare non essere stata assorbita e il suo strascico di orrore viene
nascosto da coloro che si fanno alfieri del Laicismo.
In questo clima di conflitto, un inaspettato alleato giunge per il fedele che vuole confrontarsi con una realtà che, per età o per altri fattori, non ha potuto vedere con i propri occhi. La cinematografia ha sfornato infiniti
film a tema horror, alcuni dei veri capolavori, capaci di fornire ad un occhio attento un fedele spaccato della società odierna.
Innanzitutto l’assenza di Dio nel film horror, o la sua lontananza, è una caratteristica peculiare di simili pellicole. Solitamente si inizia con una situazione normale (come è percepita l’assenza di Dio nella società da
taluni), un mondo apparentemente tranquillo che però molto presto verrà sconvolto e capovolto da cima a fondo. I protagonisti, incapaci di fronteggiare da soli il pericolo, o soccomberanno nei modi più brutali o, in
un forzoso tentativo prometeico, riusciranno a salvarsi. Ciò che emerge è dunque l’impossibilità dell’uomo di combattere il sovrasensibile, il Nemico che vuole la sua rovina e quella del mondo intero. Foss’anche
sopravvissuto il protagonista, l’horror ha la caratteristica di non terminare a lieto fine, lasciando nell’iniquetudine i visionatori finchè non si spengono le luci della proiezione. Un mondo dunque mostruoso, rribile, sinistro e maledetto. Un mondo che diviene anticamera dell’Inferno.
<Il sonno della ragione genera mostri> diceva qualcuno. E non vi è ragione più dormiente di quella che nega colpevolvente la Santissima Trinità,

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