Solidarietà a Silvana De Mari, perseguitata dalla Gaystapo

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“Il circolo lgbt di Roma è intitolato a Mario Mieli, cantore di pedofilia, necrofilia e coprofagia. Posso assumere che tutti gli iscritti provino simpatia per queste pratiche? O che almeno non ne provino nausea? Posso? E così tutto diventa lecito in quanto non è patologico, non è una malattia”.

E’ per questa affermazione che Silvana De Mari, noto medico e scrittore fantasy torinese, è stata denunciata dal Circolo Mario Mieli di Roma, ed è di due giorni fa la notizia del suo rinvio a giudizio. Ecco il commento a caldo della dottoressa:

Sono appena stata rinviata a giudizio per diffamazione dal circolo Mario Mieli di Roma, circolo accreditato dall’Unar finanziato con denaro pubblico per svolgere azioni pedagogiche e di prevenzione sanitaria. Per evitare altre imputazioni, mi limito a fare copia e incolla con affermazioni di Mario Mieli, e copia e incolla con affermazioni linkate al sito del circolo Mario Mieli. Che i cittadini italiani giudichino da soli.

Dal libro Elementi di critica omosessuale, scaricabile in pdf sul sito del circolo Mario Mieli, libro di cui sul sito si raccomanda la lettura. Ne riporto dei brani e potete anche […] scaricarlo e leggerlo tutto, così da giudicarlo. Se volete acquistarlo, è edito da Feltrinelli.

Noi checche rivoluzionarie sappiamo vedere nel bambino l’essere umano potenzialmente libero. Noi, sì, possiamo amare i bambini. Possiamo desiderarli eroticamente rispondendo alla loro voglia di Eros, possiamo cogliere a viso e a braccia aperte la sensualità inebriante che profondono, possiamo fare l’amore con loro. Per questo la pederastia è tanto duramente condannata: essa rivolge messaggi amorosi al bambino che la società invece, tramite la famiglia, traumatizza, educastra, nega, calando sul suo erotismo la griglia edipica” (ora pag. 55 pdf)

La società repressiva e la morale dominante considerano «normale» soltanto l’eterosessualità — e, in particolare, la genitalità eterosessuale. La società agisce repressivamente sui bambini, tramite l’ educastrazione, allo scopo di costringerli a rimuovere le tendenze sessuali congenite che essa giudica «perverse» (e, in realtà, si può dire che ancor oggi vengano considerati «perversi» più o meno tutti gli impulsi sessuali infantili, compresi quelli eterosessuali, dal momento che ai bambini non viene riconosciuto il diritto di godere eroticamente). L’educastrazione ha come obiettivo la trasformazione del bimbo, tendenzialmente polimorfo e «perverso», in adulto eterosessuale, eroticamente mutilato ma conforme alla Norma”. (pag 13 pdf http://www.mariomieli.net/wp-content/uploads/2014/04/Elementi_di_critica_omosessuale.pdf)

Per dirla con Jung, il padre diventa per il figlio il modello della Persona: «la Persona è un complicato sistema di relazioni fra la coscienza individuale e la società, una specie di maschera che serve da un lato a fare una determinata impressione sugli altri, dall’altro, a nascondere la vera natura dell’individuo». Tramite l’identificazione col padre, la società costringe il bambino a costruirsi una personalità artificiale, consona alla Norma vigente nel mondo «esterno» e che, nel contempo, si ponga come difesa contro i pericoli del mondo «esterno», i trabocchetti del palcoscenico delle Persone”. (pag 20 pdf http://www.mariomieli.net/wp-content/uploads/2014/04/Elementi_di_critica_omosessuale.pdf).

il padre si (rap)presenta come Persona decisamente eterosessuale e rifiuta contatti erotici aperti con il figlio (il quale invece desidera «indifferenziatamente» e quindi desidera anche il padre), così come gli altri maschi adulti, in forza del tabù antipederasta, rifiutano rapporti sessuali con il bambino. In modo analogo, la madre e le donne adulte rifuggono dai rapporti sessuali con la bambina (anche se, in genere, esiste una maggiore intimità erotica tra madre e figlie/i che non tra padre e figli/ie). Inoltre, gli stessi rapporti sessuali e in particolare omosessuali tra bambini vengono repressi”. (pag 21 pdf http://www.mariomieli.net/wpcontent/uploads/2014/04/Elementi_di_critica_omosessuale.pdf).

Tra noi omosessuali, la propensione a formare coppie chiuse è molto meno forte che non tra gli etero: e i pregi della gaia promiscuità sono parecchi, anzitutto poiché essa apre il singolo alla molteplicità e alla varietà dei rapporti, e quindi positivamente gratifica la tendenza di ognuno al polimorfismo e alla «perversione», facilitando, di conseguenza, il buon andamento di ogni rapporto tra due persone (perché né l’uno né l’altro si avvinghia disperatamente al partner, pretendendo la sua rinuncia a rapporti totalizzanti contemporanei con altre/i). La lotta omosessuale rivoluzionaria propone il riconoscersi erotico e affettivo di ogni essere umano nella comunità e nel mondo: ognuno di noi è prisma, è sfera, è mobile, e, al di sotto e al di là delle contraddizioni attuali che ci oppongono e ci negano, ciascuno potenzialmente combacia con ogni altro, in una «geometria» reale-fantasiosa e intersoggettivamente libera, come un caleidoscopio mirabile cui si aggiungono, via via, nuove preziosissime pietre: i bambini e i nuovi venuti d’ogni sorta, i cadaveri, gli animali, le piante, le cose, i fiori, gli stronzi…” (pag 112 pdf http://www.mariomieli.net/wp-content/uploads/2014/04/Elementi_di_critica_omosessuale.pdf).

Ma la morale sessuale coercitiva reprime il piacere scatologico infantile e piega i bambini al modello prestabilito dalla società la cui struttura economica è sublimazione angosciata e coatta dell’Eros in generale e della coprofilia in particolare. L’educastrazione provoca in noi il disgusto per ciò che in tenera età suscitava grande piacere e interesse: il gusto del Lumpf si trasforma in complesso di Lumpf e la tendenza coprofila volge verso oggetti sostitutivi nella sfera del gioco e della sublimazione”. (pag 140 pdf http://www.mariomieli.net/wp-content/uploads/2014/04/Elementi_di_critica_omosessuale.pdf).

D’altro canto, se la lotta per la liberazione dell’omosessualità si oppone decisamente alla Norma eterosessuale, uno dei suoi obiettivi è la realizzazione di nuovi rapporti gay tra donne e uomini, rapporti totalmente alternativi rispetto alla coppia tradizionale, rapporti atti, fra l’altro, a un nuovo modo di generare gaio e di vivere pederasticamente con i bambini”. (pag 201 pdf http://www.mariomieli.net/wp-content/uploads/2014/04/Elementi_di_critica_omosessuale.pdf).

Nella pagina Mario Mieli chi era costei che è il biglietto da visita dell’associazione, è riportato il link a un articolo di Francesco Paolo Del Re, intitolato “Mario Mieli, dinamite frocia contro la Norma”, in cui troviamo  le seguenti parole:

“Altra grande rottura di senso è il riconoscimento della sessualità indistinta, gioiosa e vitale del bambino. Il bambino è, secondo Mieli, l’espressione più pura della transessualità profonda cui ciascun individuo è votato. È l’essere sessuale più libero, fino a quando il suo desiderio non viene irreggimentato  dalla  Norma  eterosessuale,  che inibisce  le  potenzialità  infinite  dell’Eros. Discorso eversivo e scomodo oggi più che mai, in una società attanagliata dal tabù che investe senza appello il binomio sessualità-infanzia, ossessione  quasi  patologica  che  trasforma il timore della pedofilia in una vera  e  propria  caccia  alle  streghe.

Quello di Mieli è un monito a tenere bene  a  mente  la  vitale,  originaria  e prorompente  sessualità  infantile,  in modo da non imbrigliarla nelle coercizioni della Norma, che genera inevitabilmente  repressione,  omofobia, violenza, discriminazione. Mieli non dà risposte, ma lascia aperti interrogativi di ordine etico sul ruolo castrante del sistema educativo (rappresentato dalla famiglia in primis) e sulle potenzialità ancora ignote di un Eros che, se lasciato libero di esprimersi, può fondare una società diversa da quella in cui viviamo. Sicuramente più libera.

Mieli potrebbe dunque offrire proficui spunti di riflessione nell’ambito della riflessione sulla genitorialità gay e in generale sulle famiglie alternative a  quella  tradizionale,  all’ordine  del giorno oggi: se la famiglia eterosessuale e monosessuale è il sigillo che imprime con forza il marchio della Norma  sulla  pluralità  dei  desideri  del bambino, allora una famiglia non eterosessuale,  ancorché  monosessuale, potrebbe educare un figlio senza castrarlo, ci chiediamo, inculcando in lui i valori di una sessualità più vicina al potenziale transessuale originario?

Possono le nuove famiglie contribuire a rompere il circolo vizioso della normatività  normalizzante  e  della normalità normativa? Alla Norma Mieli contrappone l’assunzione e la pratica di tutte le perversioni, che restituiscono agli individui  la  condizione  originaria  di transessualità,  ovvero  la  libera  e gioiosa espressione della pluralità delle tendenze dell’Eros. Le perversioni sono tappe inevitabili, lungo  il  cammino  dell’Eros  e dell’emancipazione per la rottura di ogni tabù. In quest’ottica va letta quella che forse è a tutt’oggi la più indigesta delle provocazioni di Mario Mieli: la trasformazione della rivendicazione del piacere anale in elogio della coprofagia, che è sia  provocazione  di  ordine estetico, declinata in forma di performance teatrale, sia momento privato     di esplorazione  del  desiderio.”

Nello stesso articolo allo stesso link si trova una  descrizione della coprofagia di Mario Mieli.

“Il Mieli “alchemico” dell’ultima parte della sua vita narra un’esperienza magico-erotica che lo vede protagonista insieme al suo fidanzato: la celebrazione di un rito di “nozze alchemiche”, con la preparazione e l’assunzione di un pane “fatto in casa”, un dolce nel cui impasto confluivano non solo merda, sangue e sperma, ma anche ogni altra secrezione corporale, dalle lacrime al cerume. Perché? “L’abbiamo mangiato – dice Mieli – e da allora siamo uniti per la pelle. Pochi giorni dopo le “nozze”, in una magica visione abbiamo scoperto l’Unità della vita. Era come se non fossimo due esseri disgiunti, ma Uno; avevamo raggiunto uno stato che definirei di comunione”. Questa comunione vuole essere testimonianza e annuncio dell’avvento di un’armonia che, attraverso la liberazione dell’Eros, costituisce una nuova “età dell’oro” ”.

Che i cittadini italiani leggano e decidano.  E dopo che hanno letto, se decidono che è giusto che il Circolo Mario Mieli amministri denaro pubblico per svolgere funzioni pedagogiche e sanitarie  possono essere lieti: in Italia questo succede. Se decidono che è sbagliato, che la loro indignazione diventi azione.   [Fonte]

 

Invitiamo pertanto i nostri lettori a sostenere Silvana De Mari, anzitutto con la preghiera, e poi – se desiderano – acquistando i suoi libri. In particolare, su www.edizioniradiospada.com è disponibile in numero limitato il suo Arduin il rinnegato (Ed. Ares), personalizzato con dedica per ogni futuro acquirente.

 

 

 

 

6 Commenti a "Solidarietà a Silvana De Mari, perseguitata dalla Gaystapo"

  1. #bbruno   29 marzo 2018 at 9:43 am

    ma questi sono da vomito! Nemmeno riesci a leggerli, che i conati ti assalgono. Grande Dott.ssa De Mari, è tutto un onore essere rigettata dai vomitevoli per natura….Chissà se leggere il suo libro ti espone alle zampate di luridi ragni immielati!!

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  2. #salvatore ioime   29 marzo 2018 at 11:36 am

    Il demonio è il principe di questo mondo e loro ne sono gli alfieri,solo VERGOGNA! per loro.

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  3. #salvatore ioime   29 marzo 2018 at 11:41 am

    Il Signore-Giudice saprà ”ricompensarli”:”….Chi scandalizza uno solo di questi piccoli,è meglio,si metta una pietra di macina al collo e si butti in mare….”’

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  4. #lister   29 marzo 2018 at 11:53 am

    Ma la pedofilia è reato!
    L’apologia di reato è reato: perché ‘st’animale non è in galera?

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  5. #Nicòla   29 marzo 2018 at 5:56 pm

    Mario Mieli è morto, mi sembra di ricordare, ma non ne sono certo suicida. I suoi amici lo venerano come un “martire” ed attribuiscono la responsabilità della sua morte ancora relativamente “giovane”, (non so se, ripeto, per suicidio o per dispiaceri vari) ai pregiudizi ed alla mancata approvazione della società bigotta.

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  6. #62peppe   30 marzo 2018 at 9:11 pm

    L’Associazione Nordamericana per l’Amore tra Uomini e Ragazzi (North American Man/Boy Love Association – NAMBLA) ha fatto ufficialmente parte dell’Associazione Internazionale Lesbica e Gay (International Lesbian and Gay Association – ILGA) fino al 1994 . Ne è stata espulsa solo affinchè tale organizzazione mantenesse il suo status consultivo presso l’Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU), messo in dubbio a seguito della denuncia del senatore statunitense repubblicano Jesse Helms che promosse e fece approvare una legge che minacciava di privare l’ONU dei finanziamenti del governo degli USA qualora questa avesse intrattenuto ufficialmente rapporti con organizzazioni che promuovessero, condonassero o agissero per la legalizzazione della pedofilia . Tale status fu in seguito riottenuto dall’ILGA nel 2006.

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