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di Miguel

Lasciate che governino, davvero. Mettano in piedi un consiglio dei ministri. Sarebbe la cosa migliore, per tutti.

Sono laicisti e liberali in campo ideologico, incapaci e inconcludenti in campo pratico. E devono governare?

Sì, ribadisco: fateli andare al potere.

Non riescono nemmeno a raffazzonare liste elettorali compatibili con ciò che professano. Le hanno riempite con massoni, riciclati della politica, personaggi improbabili. Quando la loro incompetenza deflagra, per coprire il rumore alzano il tono della voce urlando “Honesta’!!1! – Honesta’!!1!“. Non sanno fare altro.

Insisto: fateli governare.

Sono una truppa di boy scout fuori tempo massimo, capaci solo di giocare a fare i puri perché,  almeno in parte, nella vita non si sono mai dovuti sporcare le mani. Sono bambinoni che vogliono prendere in mano il governo pensando che sia una playstation gigante. E ancora ripeti “fateli governare”?

Può essere, ma fateli governare.

Ma hanno votato leggi vergogna in campo etico. Sono per l’eutanasia, il divorzio veloce, l’aborto, il gender, alcuni per la poligamia e la zoofilia.

Vero, ma fateli governare. Vi dico di più: sono peggio dei laicisti, perché il laicista ha qualche idea mentre loro, in larga maggioranza, di idee non ne hanno: sono solo parte della massa umana che galleggia verso la direzione della corrente di questo momento. Anche per questo: fateli governare.

Hanno vinto al Sud promettendo soldi facili per stare in poltrona a dormire, in certe zone si è arrivati al 50% di voti grazie alla proposta del reddito di nullafacenza. Hanno stimolato il peggiori istinti dell’assistenzialismo.

Appunto, fateli governare.

Grillo ha addirittura detto che è solo il primo passo verso il reddito di nascita, per cui il lavoro dovrà diventare una libera scelta. Questo si chiama delirio.

A dir il vero è peggio di un delirio. Oltre a non essere sostenibile economicamente sarebbe un vero ribaltamento anche in campo morale. L’uomo che smette di guadagnarsi il pane “col sudore della fronte”. Però vi dico: lasciateli fare.

Dicono di avere in mente un’Europa diversa ma hanno cambiato idea su tutto, hanno incontrato gruppi di potere, stanno già cambiando pelle: una nuova livrea per piacere alle cancellerie UE.

Certo, e allora? Fateli governare.

Ma il loro capo non ha portato a termine nemmeno la laurea. Non ha una visione di Paese.

Fategli tentare un governo.

Ma insomma, è così difficile capire che, nella sostanza, questo M5S è un PD tinto di giallo. Persino certi segmenti del bacino elettorale sono comuni, oltre alle idee ovviamente.

Infatti! Lasciate che governino.

A Roma hanno fallito, a Torino pure. E vogliamo consegnare l’Italia in mano a questi personaggi?

Sì, d’accordo con tutto, il grillini sono così, anzi peggio. Pieni di contraddizioni, con poche idee ben confuse e spesso pronti a cambiarle col mutare del vento. In larga parte non hanno preparazione: pensano che un chirurgo indagato per diffamazione operi peggio di un’inserviente honesta. Che un generale sospettato di molestie sia da sostituire, nella difesa di un territorio in guerra, con una maestrina incensurata che ripete tanto bene le tabelline. Di come gira il mondo sanno poco o nulla, al netto di qualche viaggetto che hanno fatto e di cui conservano gelosamente un paio di selfie. Sono un’espressione coerente della nostra società sfasciata, alla ricerca di soluzioni tanto facili quanto demenziali ed è anche sulla base di queste soluzioni che vengono votati. Dico “anche” perché la vera componente del loro consenso è la novità. L’esser nuovi, per la massa elettorale, è importante. Una società che rigetta il necessario, il vero e l’eterno, sceglie ineludibilmente il contingente, il contraddittorio e il nuovo. C’è sempre bisogno di porre, rispetto alla tesi, un’antitesi che conduca alla sintesi. Sempre nuova. I grillini sono (abbastanza) nuovi e tutta la loro esistenza si gioca sul bluff della carta nascosta. Sono nuovi, finché non diventano vecchi. E chi non governa non invecchia: può stare sugli spalti a urlare “Honesta’!!1! – Honesta’!!1!”, promettendo un paradiso terrestre (“Cieli e terra nuova” ma in assenza di giudizio universale) in cui si vive senza lavorare e ci si costruisce un futuro senza faticare. Chi non governa è sempre nuovo perché può tenere in piedi il suo bluff. 

Ascoltate quello che vi dico: fateli governare.