[VIDEO] La profanazione della cattedrale di St. Denis

fonte: fashionfortravel.com
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di Lorenza Formicola

 

Un centinaio di uomini e donne – qualcuno dice di più, qualcuno gioca al ribasso –, africani, immigrati clandestini, islamici domenica pomeriggio hanno invaso la basilica di Saint Denis. Il famoso edificio sacro gotico che sorge nell’omonimo comune di Parigi, patrimonio dell’Unesco, culla della cattolicità francese e occidentale, la cui ricchezza e splendore si devono all’abate di Fulrado e a Pipino il Breve e Carlo Magno, domenica pomeriggio è stata il proscenio di una protesta infame, spalleggiata da omertà e pusillanimità.

Attivisti dell’estrema sinistra insieme al collettivo ‘Coordination des Sans-Papier’ (CSP 75) hanno fatto irruzione nella basilica alle tre del pomeriggio, muniti di megafoni e striscioni. E sembrava di essere proprio come a quel genere di manifestazioni che usano organizzare, anche dalle nostre parti, i centri sociali bloccando il traffico con il permesso della Prefettura. La basilica, come un marciapiede qualunque, nel giorno di culto per i cattolici, è stata teatro di una manifestazione surreale contro l’ultimo disegno di legge del governo sull’immigrazione.  Testo controverso e attaccato da entrambe le parti: per i conservatori eccessivamente lassista, per la sinistra troppo repressivo. Scritto e proposto da Gérard Collomb, ministro dell’Interno francese, e ribattezzato dalla sinistra giacobina “ministre de l’inhumanité”, per le associazioni che sostengono i migranti, è espressione di “misure repressive”. “Un’immigrazione controllata e un diritto di asilo effettivo” – quel che chiede il ministro – è un motto che non va giù né ai clandestini, né ai sinistri. E allora vai con le manifestazioni, anche perché ad aprile se ne discuterà nuovamente in parlamento.

La marea di immigrati clandestini che occupano il suolo francese  vorrebbe di più. Vorrebbe tutto e subito. D’altronde è questo il manifesto del collettivo che ha organizzato la protesta di domenica. Loro, i clandestini, i ‘sans papier’, dell’organizzare proteste hanno fatto un lavoro, una alla settimana dalla sinistra e dai parlamentari francesi. Non si sa chi li finanzi, ma è chiaro che hanno diversi sponsor, sono ben organizzati, hanno un sito web dalla grafica accattivante, una newsletter, un ufficio stampa, le loro avventure a zonzo per il Paese – e per le chiese cattoliche – trovano eco sulla stampa nazionale, hanno gadget, magliette personalizzate che vendono persino, banner enormi ed esistono addirittura dal 2002. Un’attività senza soluzione di continuità che domenica ha scelto la basilica di Saint-Denis per protestare.

Non un luogo casuale, e non solo per il ruolo che riveste nel mondo cattolico, ma perché è stata la prima cattedrale occupata nel 2002. Allora, però, con il beneplacito dei sacerdoti che ritennero giusto che centotrenta clandestini facessero della chiesa il loro dormitorio. Tempio sacro profanato in nome dell’accoglienza e da quel momento emblema di tutti gli immigrati senza documenti e attivisti dell’ Île-de-France. Per ammissione della stessa diocesi di Saint-Denis.

A capo dei manifestanti c’era anche Eric Coquerel, ex consigliere regionale dell’ Île-de-France, oggi parlamentare per la France Insoumise, il partito fondato da Jean-Luc Mélenchon, che ha inteso esprimere tutta la sua solidarietà agli immigrati clandestini, alla manifestazione e al suo parlamentare. Già, perché poi, dopo circa due ore e mezza di occupazione della basilica, i poveretti sono stati messi alla porta dalle forze dell’ordine. E non è vero che la cosa è avvenuta pacificamente come raccontano in due righe i pezzi di cronaca comparsi qua e là sulla stampa francese. I filmati diffusi sui social dalla gente comune che ha assistito al momento di ordinaria follia – l’unico motivo per cui poi la stampa ha dovuto parlarne nel silenzio complice dei media internazionali – mostrano chiaramente anche il tentativo violento di riprendere possesso della chiesa. E uno di loro è stato anche arrestato.

In centinaia hanno fatto irruzione, africani grandi e grossi, uomini che indossano la shashìa – il copricapo maschile islamico – e donne velate hanno scelto la basilica per reclamare i loro diritti (sic!). Ma la ragione profonda del gesto è lo stesso Eric Coquerel a illustrarla a chi ancora non riesce a capire. “Ho sostenuto questa occupazione senza mancare di rispetto a nessuno e senza alcun tipo di gesto violento da parte dei migranti privi di documenti. Loro hanno solo inteso ricordare simbolicamente che la chiesa è dalla parte del diritto di asilo e dei poveri”. In un secondo tweet ha poi citato papa Francesco per non rischiare di essere frainteso.

L’unica voce di protesta è arrivata dal Fronte National e direttamente da Marine Le Pen che ha condannato “la loro [della sinistra e dei clandestini] follia immigrazionista, pronti a calpestare la nostra civiltà e profanare un luogo di culto storico”. Alla fine la messa della sera è stata cancellata. E forse questo è il gesto più emblematico. Hanno già vinto. Le porte della chiesa sono rimaste chiuse fino al giorno dopo. Che cosa volete di più?

 

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8 Commenti a "[VIDEO] La profanazione della cattedrale di St. Denis"

  1. #Francesco Retolatto   22 Marzo 2018 at 11:50 am

    Le autorità ecclesiastiche non mi stupiscono, stupisce che non ci sia un solo cattolico in tutta la Ile de France che si sia opposto anche con la forza alla profanazione della Chiesa da parte di gentaglia musulmana spalleggiata dalla solita sinistra demoníaca

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  2. #bbruno   22 Marzo 2018 at 1:42 pm

    “queste vostre nazioni son piene di iniquità. Io vi getterò addosso i peggiori popoli del mondo [“pessimos de gentibus”- vulgata], questi si impossesseranno delle vostre case, metterò fine all’orgoglio di voi saputi, e vedrete spadroneggiati e violati i vostri templi. Presso di voi dominerà l’angoscia, si cercherà la pace ma pace non vi sarà.

    E tutto questo sarà l’ esperimentare che cosa significhi l’ira di Dio che su di noi si rovescia, e che cosa l’essere giudicati secondo la nostra condotta, e sentire su di noi il peso delle nostre nefandezze” (cfr Ez7)

    Commenti?

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  3. #Lucius   23 Marzo 2018 at 9:47 am

    Il Signore permette tali castighi per rimetterci sulla sua Strada : Ma cosa occorre per capirlo?

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  4. #bbruno   24 Marzo 2018 at 9:44 am

    …”culla della cattolicità francese e occidentale”…

    ma non dimentichiamo che a ucciderne la creatura sono stati i cattolici stessi…
    Chi entrando in una chiesa ‘cattolica’ vi sente ancora palpitare l’anima cattolica?

    Le profanazioni più insolenti sono quelle che vi fanno i nuovi cattolici con le loro nuove ‘liturgie’ .

    E non dimentichiamo le loro trasformazioni in camerate, dove mangiare e sbevazzare ( e altro…) e dormire, dove se ne usano le acquasantiere per lavarvi calze e mutande……

    A quando in San Pietro a ROMA, ‘maitre’ Bergoglio?

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  5. #francesco   25 Marzo 2018 at 12:09 pm

    Grazie dell’articolo che non ha bisogno di commenti. E grazie ai clandestini che ci insegnano il vero significato del messaggio cristiano. Il prossimo passo? L’adesione forzata degli ultimi cattolici alla vera religione, l’islam, e la trasformazione della chiesa in moschea. Ma un bel vaffa’ , cari predicatori del dogma dell’accoglienza, no?.. Credo che la francia non sia piu’ un paese cattolico e nemmeno liberale.

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    • #Stefano   25 Marzo 2018 at 1:11 pm

      Caro fratello, questo tuo intervento, invece, nella sostanza è condivisibile.

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  6. #bbruno   25 Marzo 2018 at 12:30 pm

    La negazione della fede non colpisce solo la sfera religiosa, ma di pari passo la sfera civile e sociale. Negata l’ identità di fede non solo si devono fare i conti con la propria coscienza, ma contemporaneamente abbiamo spezzati i vincoli sacri che costituivavo le ragione d’ essere della nostra convivenza come popolo che tale è e rimane quando partecipa della stessa fede , la stessa visione della vita, per la quale si è ‘un’ popolo e non un popolo intercambiabile con un altro, quindi nessun popolo, e di qui, rotti gli argini dell’ autodifesa, esposti al sopruso e insolenze delle altre genti -le pessime tra tutte – che possono trionfare grazie alla balordaggine di chi si è negato come ‘popolo’… Infatti, un popolo indegno della sua storia finisce come popolo. … E per noi cristiani doveva essere fin dall’inizio, perché ci è stato detto: “Cercate prima di tutto il Regno di Dio e il resto vi sarà dato in sovarappiù” . Tolta questa “ricerca”, ci siamo tolta la possibilità stessa di avere quel “sovrappiù”, cioè la possibilità di potere vivere una vita umanamente dignitosa..

    E chi guida le danze sa bene che gli è stato così facile rovesciarci addosso questa gente a noi estranea e nemica, dopo averci svuotati della nostra fede- hanno usato addiritura la parvenza delle “chiavi apostoliche”! – e che proseguire su questa strada dell’imposizione dell’ ‘accoglienza” (ah, i ‘buoni sentimenti cristiani’ stravolti e usati per impiccarci!) è funzionale all’eliminazione completa di ogni ostacolo che possa frapporsi al disegno della nostra completa sottomissione alla loro direzione d’orchestra… E noi balliamo, stolti come siamo diventati..

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  7. #bbruno   26 Marzo 2018 at 4:09 pm

    L’esempio classico, biblico addiruttura, della verità e delle parole di Cristo “cercate prima di tutto il Regno di Dio e il resto vi sarà dato in sovrappiù” (il ‘ resto’: cioè una vita anche nell’ambito del regno terreno ricca di ogni dono, materiale e morale), l’abbiamo nell’ Egitto governato da Giuseppe, il figlio di Giacobbe, quando l’ Egitto, in grazia di Giuseppe, l’adoratore del Vero ed Unico Dio, Adonai, potè affrontare la grande carestia per l’opera lungimirante di Giuseppe, e venire colmato di tutte le piacevolezze che le grandi invenzioni di Giuseppe seppero procurargli. Ma ora si promuove il culto di ogni divinità, e ci sentiamo progrediti rispetto alle ristrettezze mentali degli uomini della societas christiana di tempi lontani –fondamentalismo, lo chiamiamo! , e dobbiamo, di conseguenza, goderci le prelibatezze e i frutti del credere, o non credere – come a ciascun gli pare – dei tempi moderni progrediti, con tutte le tragedie della fame e dei conflitti che dovunque imperversano, al punto da considerne gli effetti, le migrazioni selvagge, una occasione di crescita umana!

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