Ci sarebbe una missione da compiere e un mistero da vivere

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Sempre, infatti, vi sono state anime sommamente a Dio devote, le quali, ispirandosi agli esempi dell’eccelsa Madre di Dio, degli Apostoli e di illustri Padri della Chiesa, hanno tributato all’Umanità santissima di Cristo, e in modo speciale alle Ferite, aperte nel suo corpo dai tormenti della salutifera Passione, il culto di adorazione, di riconoscenza e di amore.

(Pio XII, Haurietis Aquas, 1956)

di Pacificus

Il vero mistero è: Come è possibile che non sia ancora successo?

Del resto non solo è stato possibile ma forse è stato anche necessario, per insondabili ragioni. “Vi occorrerà molto tempo per stabilire questa devozione, lavoratevi con coraggio“, così riferì di aver udito dalla bocca del Divin Redentore, Suor Maria Marta Chambon.

Lo “star nascosto” è una componente del mistero: si pensi a quanto tempo dovette stare – ignorato e nascosto in un cofano – il “Trattato della Vera Devozione” di San Luigi M. G. da Monfort.

Ma per la “Devozione delle Sante Piaghe” c’è qualcosa di ulteriore. Da subito il libretto che la conteneva ottenne importanti benedizioni e apprezzamenti da vescovi, arcivescovi, cardinali e dal Pontefice regnante, Pio XI: fatto, questo, che rende ancor più curiosa e avvincente la sostanziale “sparizione” di questa devozione.

E dire che la vita singolarissima della destinataria dei messaggi, Suor Maria Marta, è avanzata negli anni tra fatti straordinari e una chiara santità, al punto che l’Augusto Pontefice fece voti “affinchè le virtù e la vita esemplare di quella religiosa e fedele serva di Dio, [fossero] il più largamente diffuse e conosciute”.

Non solo: la teologia dei messaggi consegnati risulta perfetta, sebbene ricevuti da una donna umilissima. In essi si arriva a proporre la devozione alle Sante Piaghe come continuazione della devozione al Sacro Cuore che ebbe in un’altra visitandina (Santa Margherita Maria Alacoque, cui già il Signore apparve “con le Cinque Piaghe sfolgoranti come cinque soli“) la sua più importante destinataria.

San Francesco di Sales, fondatore delle Visitandine, che spessissimo “incontrava” la sua cara figlia Maria Marta per istruirla paternamente, non mancò di confermarla nella certezza della sua “Missione”. Un giorno che essi si trattenevano insieme: “Tu devi essere ben contenta delle imperfezioni che hai, perché esse nascondono i doni di Dio. Dio ti ha scelta per completare la devozione al Sacro Cuore: il Cuore è stato mostrato alla mia figlia Margherita Maria e le Sante Piaghe alla mia piccola Maria Marta! E’ una felicità per il mio cuore di Padre, che questo onore sia reso da voi a Gesù Crocifisso! Ciò forma il complemento della Redenzione che Gesù ha tanto desiderato!”.

Ma c’è altro: il valore profetico. “Le mie Piaghe vi salveranno infallibilmente; esse salveranno il mondo”, si può leggere nelle pagine del libretto. E ancora:

  • “Io accorderò tutto ciò che Mi si domanda con l’invocazione delle Mie sante Piaghe. Bisogna spargerne la devozione.”
  • “In verità questa preghiera non è della terra, ma del cielo… e può ottenere tutto”.
  • “Le mie sante Piaghe sostengono il mondo… chiedimi di amarle costantemente, perché Esse sono sorgente di ogni grazia. Bisogna invocarle spesso, attirarvi il prossimo ed imprimerne la devozione nelle anime”.
  • “Quando avete delle pene da soffrire portatele prontamente nelle Mie Piaghe, e saranno addolcite”.
  • “Bisogna ripetere spesso vicino agli ammalati: ‘Gesù mio, perdono, ecc.’ Questa preghiera solleverà l’anima e il corpo”.
  • “E il peccatore che dirà: ‘Eterno Padre, Vi offro le Piaghe, ecc…’ otterrà la conversione”. “Le Mie Piaghe ripareranno le vostre”.
  • “Non vi sarà morte per l’anima che spirerà nelle Mie Piaghe. Esse danno la vera vita”.
  • “A ogni parola che pronunciate della Corona della misericordia, Io lascio cadere una goccia del Mio Sangue sull’anima di un peccatore”.
  • “L’anima che avrà onorato le Mie sante Piaghe e le avrà offerte all’Eterno Padre per le anime del Purgatorio, sarà accompagnata in morte dalla santissima Vergine e dagli Angeli; e Io, risplendente di gloria, la riceverò per incoronarla”.
  • “Le sante Piaghe sono il Tesoro dei tesori per le anime del Purgatorio”.
  • “La devozione alle Mie Piaghe è il rimedio per questo tempo di iniquità”.
  • “Dalle Mie Piaghe escono i frutti di Santità. Meditandole vi troverete sempre nuovo alimento di amore”.
  • “Figlia mia, se immergi le tue azioni nelle Mie sante Piaghe acquisteranno valore, le vostre minime azioni ricoperte del Mio Sangue appagheranno il Mio Cuore”.

Insomma, una devozione:

  1. approvata (imprimatur) e benedetta autorevolmente,
  2. che ha come messaggera una donna dalla santa vita (anche questo fatto è stato riconosciuto da un Papa), 
  3. che viene presentata già in nuce da una Santa canonizzata,
  4. che promette di “salvare il mondo” e di essere “il rimedio per questo tempo di iniquità
  5. che chiede di essere diffusa: “Io accorderò tutto ciò che Mi si domanda con l’invocazione delle Mie sante Piaghe. Bisogna spargerne la devozione”,
  6. che racchiude la consapevolezza delle difficoltà da incontrarsi nella sua diffusione: “Vi occorrerà molto tempo per stabilire questa devozione, lavoratevi con coraggio“,
  7. sorpassata nel corso del tempo da “devozioni” dubbie, quando non contrarie alla Fede

A 111 anni dalla morte di Maria Marta Chambon (1907) la pratica religiosa è crollata, la Chiesa è occupata nei suoi vertici da uomini che non professano la Fede, l’apostasia è quasi generalizzata, l’umanità dilaniata e la devozione che avrebbe potuto “salvare il mondo”… dimenticata.

Ci sarebbe una missione da compiere e un mistero da vivere, un mistero e una missione che forse sorpassano le nostre misere forze: far conoscere largamente questa devozione, fondare società di preghiera dedicate “al Sacro Cuore e alle Sante Piaghe di Nostro Signore Gesù Cristo”, zelare ove possibile l’eredità preziosa dell’umile visitandina di Chambéry. Dopo 111 anni è forse terminato il “molto tempo” da attendere per chiudere la straordinaria eclissi che questa orazione ha dovuto patire?

Che questo breve articolo sia un sasso lanciato nello stagno. Per i coraggiosi non resta che approfondire e fare qualcosa:

 

3 Commenti a "Ci sarebbe una missione da compiere e un mistero da vivere"

  1. #Dan   1 maggio 2018 at 7:30 pm

    Una domanda all’autore dell’articolo: a quali devozioni si riferisce quando scrive al punto 7 “sorpassata nel tempo da “devozioni” dubbie, quando non contrarie alla Fede”?

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  2. #francesco   2 maggio 2018 at 9:03 pm

    Le devozioni ribadiscono e confermano in modo semplice verita’ di fede che la teologia occuperebbe pagine e pagine per spiegare. Erano spesso anche una immagine o una raffigurazione del sacro a cui fare riferimento nei momenti di difficolta’ della vita di ognuno. Il fatto che siano dimenticate o sostituite da altro ci deve far riflettere sulla perdita della fede, angosciante, che contraddistingue l’occidente oggi. Fatima sembra parli proprio di questo e lo stesso GPII era devotamente legato alla tradizione dello scapolare.

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  3. #martina   4 maggio 2018 at 1:12 pm

    ……si pensi a quanto tempo dovette stare ignorato e nascosto un cofano………da “Il trattato della vera devozione” ………………cosa vuol dire, che significa quel cofano????

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