[COMUNICATO STAMPA] Radio Spada inquisita, ecco perché (e come aiutarci)

Image00007

 

Ammettiamo che non ci stupisce, ma contro Radio Spada è avvenuto negli ultimi mesi uno spiegamento di forze che ha dello sproporzionato.

Come già ci era stato comunicato in via riservata a settembre, infatti, Piergiorgio Seveso è stato querelato da Francesco Spano, all’epoca direttore dell’Ufficio Nazionale Anti discriminazioni Razziali (UNAR), emanazione del Dipartimento per le Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri, a seguito dell’accesa polemica innescatasi tra gli utenti e i commentatori del nostro blog con la pubblicazione di due articoli redazionali il 19 e 21 febbraio 2017.

La querela di Spano, poi dimessosi, ha provocato l’iscrizione di Seveso, presidente dell’Associazione e titolare del dominio internet, nel registro degli indagati e la perquisizione dei Carabinieri presso la sua abitazione in Cermenate, Como (sede legale di Radio Spada) nella mattinata di ieri lunedì 9 aprile. Ne avevamo dato notizia su queste pagine, a strettissimo giro.

Ma che cosa aveva scatenato le reazioni “della rete”, a cui Francesco Spano ha risposto adendo le vie legali? Al centro del vivace sdegno degli utenti di RS, concretizzatosi proprio in quei commenti ritenuti diffamatori da Spano, un fatto di cronaca che ebbe grande risalto all’epoca: la presunta opacità nella gestione UNAR dei fondi pubblici, che secondo un servizio televisivo ripreso da Radio Spada avrebbe finanziato anche circoli LGBT in cui si esercitava la prostituzione e si organizzavano “orge”.

Qui Seveso racconta con grande serenità la sua versione dei fatti.

Il nostro presidente, nonostante il fascicolo a suo carico, sarà in carica (e in forma) e presente all’annuale appuntamento a Reggio Emilia il 25 aprile, cui parteciperanno Saverio Gaeta (collaboratore storico di Radio Maria e delle Edizioni San Paolo), il prof. Massimo Viglione, docente, scrittore e polemista prolifico dal grande seguito sui social, il giornalista Alessandro Gnocchi (coautore del celebre libello antibergogliano “Questo Papa piace troppo”), il letterato e medico free-vax Paolo Gulisano, i sovranisti “auritiani” Luigi Copertino (autore di numerosi volumi di politica ed economia) e Pietro Ferrari (esperto di questioni monetarie), e molti altri ospiti.

Se quindi desiderate aiutarci, e molti di voi hanno già fatto pervenire con commovente generosità la propria solidarietà e disponibilità, anzitutto lo potete fare proprio partecipando alla nostra giornata e spargendo la voce tra i vostri contatti.

 

Qui, in formato pdf, il comunicato stampa dell’Associazione sull’accaduto.

 

 

5 Commenti a "[COMUNICATO STAMPA] Radio Spada inquisita, ecco perché (e come aiutarci)"

  1. #Cesare   10 aprile 2018 at 4:59 pm

    Per mlte cose, specialmente per questioni di fede sono stato e sono contrario a Radio Spada ma oggi per quanto e’ successo sono completamente con Radio Apada e mi dispiace di essere in Australia e di non poter essere presente in persona alla giornata di Radio Spada.

    Rispondi
  2. #Giuseppe   11 aprile 2018 at 3:26 pm

    Gentile Piergiorgio
    Le manifesto la nostra vicinanza umana e cattolica.
    Complimenti per la splendida esemplare reazione .
    Coraggio . Come sempre accade la Verita si imporra e il Bene trionfera. Arrivederci il 25!!! Giuseppe e famiglia

    Rispondi
    • #guelfonero   12 aprile 2018 at 4:17 pm

      Grazie infinite a tutti per l’affetto, la benefica amicizia, la vicinanza nella preghiera. Considero tutto questo un magnifico dono che fa impallidire qualunque pena “giudiziaria”. Piergiorgio Seveso

      Rispondi
  3. #moira   11 aprile 2018 at 5:06 pm

    Dio vi benedica!

    Rispondi
  4. #PAOLO   12 aprile 2018 at 7:55 pm

    Anche da parte mia tutta la mia solidarietà e vicinanza, e la personale fierezza d’aver dato un modesto contributo a favore di RS comprando dei libri. Oggi sono proprio contento per aver contribuito ad aiutare RS acquistando alcuni libri.
    Dico altri lettori: fatelo anche voi.
    Una volta c’era l’UAR, l’ufficio affari riservati del ministero degli interni che schedava- o avrebbe dovuto schedare- i terroristi. Ora c’è l’UNAR, del Dott.Manconi che ti scheda e ti manda i carabinieri a casa. Coraggio, coraggio, coraggio!
    P.s.: prossimamente commenterò, con gratitudine, gli articoli sui condottieri cristiani che attendevo da tempo.

    Rispondi

Rispondi