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di Piergiorgio Seveso

Ancora impolverati, stanchi ma felici, verghiamo poche righe a commento della bella giornata di ieri. La quarta giornata di cultura radiospadista è stato un successo  al di là delle nostre previsioni e aspettative. Piccole incognite che gravavano sull’evento non mancavano: la nuova sede, diversa dal noto e amato “Il Bove”, la giornata di “festività civile” che cadeva a metà della settimana, i concomitanti impegni politici ed ecclesiali di taluni, potevano rendere più complesso e meno “corale” lo svolgimento della giornata. Invece siamo stati inondati di vecchie e nuove presenze: avevamo cambiato sede per stare un po’ più larghi, ci siamo trovati quasi stretti al momento del buffet prandiale che molti hanno consumato all’aperto. I libri della casa editrice, i libri degli autori amici, i libri dell’antiquariato e del modernariato, le immagini sacre,  sono andati letteralmente a ruba, polverizzando qualsiasi record precedente. Molto interesse anche per i banchetti delle associazioni accreditate: le belle e accurate creazioni di MonniCraf e i libretti della Compagnia della Buona Morte, rappresentata dal carissimo Cristiano Lugli.

Cosa mi ha colpito personalmente? La bellezza dei luoghi, cullati da un calore fuori stagione, che si è impressa nei miei occhi di prealpino e stanziale convinto, la bellezza dell’Agriturismo “San Giuseppe” dove si respirava ancora quella devota ruralità che era l’onore delle nostre terre. Come Presidente di Radio Spada ho adempiuto a tutti gli impegni istituzionali connessi con la mia carica: ho aperto la giornata, presentato al pubblico i tre sub-presidenti che hanno guidato i lavori, Ilaria Pisa Giacobazzi (da pochissimi giorni mamma), Luca Fumagalli e Gabriele Colosimo,  recitato l’atto di Riparazione al Sacro Cuore e guidato il canto finale del “Noi vogliam Dio”. E’ stato bello incrociare gli sguardi e le storie di molti di voi, amici, che siete venuti a trovarci da ogni parte d’Italia, ricevere il vostro affetto, la vostra condivisione (dopo le incresciose vicende che ci hanno a vario titolo riguardato), il vostro incoraggiamento, la vostra gratitudine. Quest’ultima cosa mi confonde: fare Radio Spada è per me e per noi come respirare, come mangiare, come vivere. Non penseremmo mai di meritare la vostra gratitudine per questo. L’alto livello culturale delle conferenze è stato poi esemplare per chi voglia fare cultura cattolica militante oggi: gli interessanti approfondimenti dell’ospite Saverio Gaeta e di Massimo Viglione sull’apparizione delle “Tre fontane”, le parole dei carissimi Alessandro Gnocchi e Paolo Gulisano su Guareschi e Tolkien, la profonda disamina di Pietro Ferrari, collaboratore storico di RS, e di Luigi Copertino sulla questione monetaria e sulla dittatura usurocratica hanno trapuntato di stelle il cielo della nostra giornata. A questo si è aggiunto l’intervento di Massimo Micaletti sulla tragica ed esemplare vicenda di Alfie Evans: l’intervento non era previsto e ringrazio il nostro oratore per aver affrontato un periglioso viaggio motociclistico per raggiungere Gattatico da Teramo in tempo utile. Con un certo rammarico ma con senso di responsabilità ho deciso di rinviare la mise en scene dell’opera buffa “A cena dal radiospadista” (scritta da me e da Luca Fumagalli) che ha ceduto il  passo alla serietà della vicenda Evans. Verrà comunque pubblicata su Radio Spada blog nei prossimi mesi.  Un ringraziamento ai molti giovani, preparati, devoti e simpaticamente eccentrici com’è nello stile di Radio Spada, che hanno collaborato alla buona realizzazione dell’evento. Come presidente, giovane tra i giovani, ho sentito la grande responsabilità che grava sulle spalle di Radio Spada, quella di essere sempre all’altezza delle aspettative di chi si affida (anche) a noi per avere un po’ di luce in questi decenni tenebrosi di apostasia e tradimento della Verità cattolica. Come Presidente ho sempre sentito anche il dovere di difendere a testa alta e senza tentennamenti, secondo Verità e giustizia, questa compagnia di ventura al servizio del Papato romano e di Santa romana Chiesa. Mettetevi l’anima in guerra e, se volete, raggiungeteci. Alla prossima!