Il ritratto di Giovanna d’Arco dipinto dalla penna di Hilaire Belloc

di Luca Fumagalli

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Hilaire Belloc (1870-1953) è uno degli intellettuali cattolici più versatili e affascinanti del XX secolo. Amico fraterno del ben più noto G. K. Chesterton, oltre a essere stato giornalista e polemista, fu uno scrittore di vaglia, straordinariamente prolifico, che si cimentò nei generi più disparati. In campo politico si spese per sostenere i diritti degli ultimi e degli oppressi, mentre sul fronte economico, con il celebre volume Lo stato servile, denunciò i limiti del capitalismo e dal socialismo. Viaggiare fu una delle sue più grandi passioni; fu un vero e proprio pellegrino che affrontò le strade del mondo cercando di incontrarsi e confrontarsi con l’umano e il divino. Mons. Ronald Knox, anch’egli scrittore e tra i protagonisti della rinascita cattolica inglese, catturò l’essenza della vita di Belloc in poche parole: «La lotta era il suo destino, e non l’amava…».

Fede & Cultura, la nota casa editrice cattolica di Verona, ha da poco ripubblicato in seconda edizione uno degli scritti più interessanti di Belloc, il saggio storico Giovanna d’Arco. La guerriera di Dio, con prefazione di Paolo Gulisano. Si tratta di una breve vita della Pulzella d’Orleans, scritta con una prosa elegantemente arcaica, curata nei minimi particolari come se si trattasse di una miniatura medievale. Nel ritratto di Belloc, che offre al lettore l’immagine vibrante di una santità vissuta nel dolore del quotidiano, Giovanna è l’eroina della Fede e della libertà, una contadina che sfida la diffidenza dei grandi di Francia e dei nobili d’Inghilterra; lei, umile tra gli umili, osa richiamare il Delfino, il principe ereditario, a far fronte ai suoi doveri nei confronti di Dio e del popolo francese; e, sempre lei, infine, sfidando la sorte, combatterà una battaglia impossibile contro l’invasore d’oltremanica, affrontando un’ingiusta accusa e una morte terribile.

Ma per Belloc, metà inglese e metà francese, Giovanna è soprattutto segno di contraddizione, scandalo e follia. Sovvertendo ogni logica mondana, con il suo “sì” alla chiamata divina – che ricorda il fiat di Maria –, la fanciulla metterà a ferro e fuoco i pregiudizi di un mondo incancrenito nell’egoismo, tutto intento a badare solamente al proprio tornaconto. Umile, come chi si riconosce mero strumento, la Pulzella d’Orleans si trasformerà in gloriosa condottiera, armata non di spada ma di una pietà che non conosce paura. Il suo eroismo è prima di tutto quello dell’obbedienza, quello della fiducia in un Dio che la voleva lontana dal suo villaggio, rivestita di un’armatura, a capo di uomini che avevano perso ogni speranza.

Non fu dunque un caso se il fuoco del rogo risparmiò miracolosamente il cuore di questa ragazza sfortunata, tuttavia destinata alla gloria della santità.

Il libro: H. BELLOC, Giovanna d’Arco. La guerriera di Dio, Verona, Fede & Cultura, 2018, 78 pagine, 12 Euro.

Link all’acquisto: 

http://www.fedecultura.com/p/vetrina_30.html#!/Giovanna-d%E2%80%99Arco/p/102693569/category=0

Un commento a "Il ritratto di Giovanna d’Arco dipinto dalla penna di Hilaire Belloc"

  1. #bbruno   8 aprile 2018 at 10:23 am

    quando i popoli ancora esistevano, ed era sacrosanto dovere cristiano difenderli, anche con l’uso delle armi! Anche dalle pretese di altri popoli cristiani! A ognuno il suo focolare!
    Ma ora trionfa l’infamia globalità e mundialista, nel nome della ‘FRATERNITA’!

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