La vera rivoluzione dei 5 Stelle, in 10 righe

leolug 

di Miguel

Oggi ho veramente poco tempo e vado per punti, abbiate pazienza.

Teoria della rivoluzione:

“RivoluzzionA!1”, “Honestà!1”, “Apriamoh il parlamentoh kome 1 skatola di sardineh!”, ” subito il kambiamento, del MoViMento!”, “Pulizia!”, “Fateci provareeee11!1-1=1”, “EtuttacolpadiAppersulscone”, “Politici ladri1!”, “Mafia Piddì11111111111111111111111”.

Prassi della rivoluzione:

  1. Fanno i politici in Parlamento dal 2013, amministrano Roma, Torino e altri capoluoghi di provincia;
  2. Producono liste elettorali con riciclati di altri partiti, massoni e ulteriori soggetti incompatibili col loro stesso codice di condotta. Si scusano, rappezzano, ecc.
  3. Votano per la berlusconiana di ferro Maria Elisabetta Alberti Casellati (che mi è pure abbastanza simpatica, per ora);
  4. Chiedono al PD un patto di governo. Non erano l’opposizione e l’alternativa ai “pidioti”?
  5. Dopo aver latrato per anni contro “governi non eletti dal popolo” (sì, lo so che costituzionalmente non ha senso perché i governi non si eleggono, ma è per capirci), vogliono un accordo che porti al potere un “governo non eletto dal popolo”;
  6. Specifico e aggiungo: tentano di sfasciare la coalizione che ha preso più voti per sfilarle il partito che ha contribuito in modo determinante alla sua vittoria;
  7. Presso l’Europarlamento hanno tentato qualche tempo fa un passaggio al gruppo liberale, ultraeuropeista e montiano. Operazione fallita.
  8. Repetita juvant, vedi articoli precedenti. Dichiarano: “L’Italia resterà nell’Unione europea e monetaria” (L. Di Maio, 5 aprile 2018, Palazzo del Quirinale);
  9. Repetita juvant (bis) , vedi articoli precedenti. Dichiarano: “L’Italia resterà alleata dell’Occidente nel Patto Atlantico” (L. Di Maio, 5 aprile 2018, Palazzo del Quirinale);
  10. Siria. Di Maio sulle “fake news“: “Io non mi spingo a conclusioni, chiedo all’Onu e alla stessa Nato di fare un’inchiesta dettagliata: chi dice che sono fake news o è stato in Siria o sta speculando“.

Divertitevi, è la rivoluzione.

8 Commenti a "La vera rivoluzione dei 5 Stelle, in 10 righe"

  1. #Francesco   13 aprile 2018 at 5:15 pm

    Hai scordato “arrendetevi! siete circondatiiiih!!!!”

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  2. #Stefano   13 aprile 2018 at 5:27 pm

    Condivido l’impostazione di questo breve articolo. La mia speranza (utopia?) è che prenda corpo un “fronte sovranista”, realtà assolutamente frammentata a causa dei personalismi e della nostalgia dei modelli politici che hanno animato il conflitto sociale nel Novecento: tale fronte potrebbe nascere da una costola del M5S (c’è tanta brava gente che lo ha votato e che milita al suo interno) ed aggregare quelle espressioni di dx e di sx, per ora assolutamente inconcludenti, al fine di costituire un autentico CLN.

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  3. #Francesco Retolatto   13 aprile 2018 at 7:51 pm

    Mi dispiace romperti il sogno ma questo soggetto non si creerà mai. Non c’è un fronte sovranista all’interno del m5s. ci sonó solo persone al massimo che possono sposare quella linea.
    Poi ci sono milioni di cerebrolesi che sostengono quello che Miguel ha messo come teorja della prassi rivoluzionaria.
    C’e un fronte sovranista è la Lega con tutti i suoi limiti e ce ne ha molti

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    • #Stefano   14 aprile 2018 at 3:21 pm

      No, infatti non c’è un fronte interno, ma giungono segnali (seppur timidi) di un risveglio di molti grillini che comincerebbero a interrogarsi sul modo di gestire il Movimento da parte della Casaleggio Associati. Ora la mia speranza (ripeto, speranza) è che si possa arrivare ad una scissione nel caso qualcuno, estraneo al M5S, si decida a mettere chiaramente nella propria agenda le istanze nazionalitarie fungendo da polo di attrazione e da volano per una riscossa della nostra Nazione; a quel punto la “costola” grillina dovrebbe unirsi ai piccoli gruppi sovranisti che attualmente vivono nell’ombra mediatica, oltre alla Lega di Bagnai e di Borghi.

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  4. #francesco   13 aprile 2018 at 9:40 pm

    Cinque stelle, dieci rivoluzioni e venti capriole piu’ un saltimbanco che e’ Grillo. Credo che tutto cio’ che dice l’autore si possa riassumere in una parola: populismo. Il problema e’ che tale atteggiamento oggi conta la maggior parte delle forze politiche, il cui unico credo e’ il cambio di casacca. Mi chiedo se, vista la situazione non sia il caso di favorire o perlomeno considerare una riforma elettorale che premi il partito e non le coalizioni, altrimenti non se ne esce. Nella maggior parte delle democrazie i partiti formano alleanze dopo il voto se serve, attraverso una normale dialettica.

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  5. #bbruno   14 aprile 2018 at 2:37 pm

    11° punto della prassi della rivoluzione:
    – e vivere a sbafo, a spese della rivoluzione!
    ( Chi serve la rivoluzione, deve pur vivere della rivoluzione )

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  6. #Francesco Retolatto   21 aprile 2018 at 10:33 am

    http://www.accademianuovaitalia.it/index.php/archivi/video/5763-video2

    Linko il vídeo dell’intervista a Moncalvo dove spiega per quale motivo non ci sarà un governo Lega 5Stelle

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    • #Francesco Retolatto   21 aprile 2018 at 12:13 pm

      Mi piacerebbe un commento parere della Redazione.
      Grazie

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