Una Fedeltà più forte del fuoco

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di Piergiorgio Seveso

In casi come questo  i politici, gli agitatori, gli uomini d’azione, i tribuni salgono su una specie di scranno invisibile e gridano al mondo proclami di indignazione e innocenza. Non sarà questo il mio caso: se sono un “uomo pubblico”, lo sono mio malgrado, data l’assoluta eccezionalità dei tempi ecclesiali che viviamo, e per normalissimo senso del dovere.  Allora esprimo solo parole di gratitudine: anzitutto ai carabinieri che, con molta gentilezza e discrezione, hanno portato a termine la perquisizione cui erano stati comandati. Potevano violare, nel pieno esercizio della forza, il piccolo santuario domestico di quel che resta dei miei affetti con noncuranza e non l’hanno fatto. Si cercava traccia telematica di alcuni frequentatori del blog Radio Spada che avevano vergato commenti con durezza riguardo la lontana e discussa vicenda di Francesco Spanò, allora presidente dell’UNAR (Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali). Quest’ultimo si era dimesso in seguito allo scandalo di un finanziamento del suo Ufficio ad una associazione omosessualista l’ANDDOS che avrebbe promosso delle orge gay (Qui un articolo dell’epoca). Radio Spada all’epoca si era limitata a proporre una completa rassegna stampa sull’argomento sotto la quale alcuni nostri lettori avevano commentato. Ringrazio gli inquirenti che, pur coinvolgendomi in un’indagine marginale, mi danno l’occasione di testimoniare al mondo di essere un cattolico romano integrale usque ad mortem.  E di dichiararmi di questo  convintamente “colpevole”. Ringrazio da ultimi i moltissimi amici e conoscenti che mi hanno scritto parole di solidarietà, di affetto, di stima, i molti avvocati (non solo gli amici) che si sono offerti di patrocinare la mia causa a titolo gratuito ma soprattutto quelli che mi hanno scritto che stanno pregando per me. Niente mi fa sentire più piccolo e meschino quanto il vostro affetto disinteressato. Ringrazio  da ultimo il noto denunziatore affidandolo alle vostre preghiere. Viviamo un’epoca in cui molti cattolici (a vario titolo) “tradizionalisti” sono frenati da un continuo stillicidio di “vorrei ma non posso”, da un “tengo famiglia” che li paralizza e li confina nella quiete pietistica dell’inazione e della desistenza, dalla volontà di “stare al proprio posto” che in realtà è stare in nessun posto. Può trattarsi di una grave malattia dello spirito, di certo è una grave tabe sociale.  La “scuola” di Radio Spada (che non è quella di Radio Elettra) forma invece spiriti cattolicamente “inquieti”, mossi dalla passione febbrile della difesa del cattolicesimo romano (da nemici esterni e da quelli interni, non ultime le meschinità del nostro mondo). Lo fa con passione, lo fa mettendoci la vita e la faccia, lo fa contra omnes et contra spem. E ora, se permettete, torno ad organizzare le conferenze della quarta giornata di cultura radiospadista del 25 aprile 2018 di Gattatico (RE). Per quelli che verranno, ci si vede lì per passare una giornata all’ombra della Croce e del Triregno.

3 Commenti a "Una Fedeltà più forte del fuoco"

  1. #Grazia   10 aprile 2018 at 6:00 pm

    Grazie per questa testimonianza di fede autentica. Alle preghiere di tanti amici e sostenitori unisco anche la mia. Ad majorem Dei gloriam!

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  2. #Francesco Retolatto   10 aprile 2018 at 11:42 pm

    Sono con te Seveso.

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  3. #PAOLO   12 aprile 2018 at 8:01 pm

    Ancora grazie e tanti auguri, caro Presidente. Ho commentato con alcuni giorni di ritardo perché, per la prima volta da tempo, non ho toccato internet per alcuni giorni. Coraggio, coraggio. Vita est militia super terram! In questa milizia, spero di portare un piccolo bicchiere d’acqua fresca ai tanti ben più coraggiosi di me, pigro, pavido e pusillanime.
    In ogni caso, la vicenda potrebbe aiutare a far aprire gli occhi sulla natura di questa c.d. democrazia.

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