[VITA EST MILITIA] Assalonne di Lund

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Nota di Radio Spada; continua oggi, festa di Sant’Aniceto, questa rubrica radiospadista che durerà sino al compimento dell’Ottava di Pentecoste, dedicata all’esercizio del cattolicesimo militare e ai grandi condottieri cattolici. L’organizzazione della rubrica che ha richiesto circa tre mesi di lavoro (e della concomitante “esposizione” all’Università Cattolica del Sacro Cuore) è stata a cura di Carlo “Charlie” Banyangumuka, Mattia Spaggiari e Piergiorgio Seveso. A voi tutti, amati lettori, dall’intera redazione di Radio Spada l’augurio di un santo periodo pasquale. Buona lettura!

Assalonne di Lund

Nato a Fjenneslev nel 1128, il giovane Absalon (Assalonne) era figlio del noto Asser il Ricco e crebbe nel castello di suo padre assieme a suo fratello Esbern e al futuro Re Valdemaro I. Come era consuetudine, la sua famiglia lo addestrò nell’uso delle armi (ascia e spada) e gli pagò studi e viaggi. Dai suoi parenti imparò anche la Fede verso Dio: Asser finanziò il monastero di Soro in modo tale da renderlo un centro pulsante di evangelizzazione per la Danimarca. I suoi legami con uno dei pretendenti al trono (Valdemaro appunto) lo rese inviso a Re Sweyn che a Rosikilde invitò lui, Valdemaro e Canuto (un principe danese) ad un banchetto dove peraltro cercò di farli assassinare brutalmente. Sfuggiti all’attentato, i tre vennero braccati da Re Sweyn finchè quest’ultimo non rimase ucciso negli scontri successivi.

Il 1158 fu un anno fruttuoso per i due amici: Valdemaro divenne re indiscusso della Danimarca e Absalon vescovo di Rosikilde e di conseguenza consigliere del sovrano.

Per prima cosa i due vollero risolvere i problemi spinosi dovuti ai pirati Venedi che, da qualche anno, infestavano il Mar Baltico. Si giunse alla conclusione che si sarebbe fatta una nuova spedizione sulla scia di quella dei tedeschi di vent’anni prima. La guerra iniziò nel 1160: mentre Valdemaro conquistava le fortezze, Absalon (armato di ascia e paramenti) conquistava i santuari-città, ne distruggeva i simulacri e battezzava la popolazione. Conquistata Capo Arkona (principale roccaforte dei pagani) distrusse la statua del demone Svetovit; mancava solo l’ultima piazzaforte di Garz che venne conquistata e l’idolo di Rugiewit, dio a sette teste, venne arso sulla pubblica piazza.

Fondate chiese e monasteri, divenne Arcivescovo di Lund nel 1178 e morì nel monsatero di Soro, carico di meriti, nel 1201.

 

Puntate precedenti:

San Kaleb di Axum

Sant’Alfredo re del Wessex

Sant’Olaf il coraggioso

San Ladislao d’Ungheria

San Erik IX Re di Svezia

San Luigi IX Re di Francia

San Giorgio

Giuseppe Sanchez del Rio

Enrico II il Pio duca di Slesia

Giovanni di Gothia

Costantino il Grande

Teodosio il Grande

Costantino XI Paleologo

Vardan Mamikonian

Cardinal Fabrizio Ruffo

Cardinale Bertrando del Poggetto

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