[VITA EST MILITIA] Carlo Magno

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Nota di Radio Spada; continua oggi, durante l’Ottava di San Giuseppe patrono della Chiesa universale, la rubrica radiospadista che durerà sino al compimento dell’Ottava di Pentecoste, dedicata all’esercizio del cattolicesimo militare e ai grandi condottieri cattolici. L’organizzazione della rubrica che ha richiesto circa tre mesi di lavoro (e della concomitante “esposizione” all’Università Cattolica del Sacro Cuore) è stata a cura di Carlo “Charlie” Banyangumuka, Mattia Spaggiari e Piergiorgio Seveso. A voi tutti, amati lettori, dall’intera redazione di Radio Spada l’augurio di un santo periodo pasquale. Buona lettura!

Carlomagno

Il primo Imperatore del Sacro Romano Impero fu il più grande difensore che la Cristianità ebbe nell’Alto Medioevo. Nato nel 742,divenne Re dei Franchi Occidentali regnando assieme al suo fratello Carlomanno che governava la parte centro-orientale dello stato franco. Di questa divisione Carlomagno rimase amareggiato poiché, a suo dire, non avrebbe potuto intervenire in italia a sostegno del Pontefice a causa del fratello, posto territorialmente fra lui e Roma.

Morto il fratello, e morto anche papa Stefano III, ereditò tutto il regno e venne chiamato in penisola dal pontefice a causa delle mire espansionistiche longobarde. Fra il 774 e il 776 valicò le Alpi, sconfisse i Longobardi e li costrinse all’obbedienza a lui e a papa Adriano I. Organizzò diverse spedizioni contro i Sassoni, stanziati nella moderna Germania settentrionale, costringendo al battesimo il loro capo Vitichindo, da troppo tempo impegnato a saccheggiare villaggi e martirizzare missionari cattolici. Sempre per difendere la Fede, si recò in Penisola Iberica dove lottò, con successi alterni, contro i Taifa (emirati) maomettani. In queste circostanze avvenne il tradimento da parte dei Baschi che, nelle gole di Roncisvalle, martirizzarono il 15 agosto 778 la retroguardia dell’esercito franco (fra cui primeggiava Orlando di Bretagna).

Combattè a lungo contro i nomadi della stirpe degli Avari, che in centro Europa avevano costituito un regno, costringendoli al battesimo, alla fedeltà a Roma e alla cessazione delle ostilità

Accorto diplomatico, provò un’infruttuosa ricongiunzione fra l’Impero d’Oriente e il Sacro Romano Impero vanificata dall’Imperatrice Irene. Tuttavia, la notte di Natale dell’anno 800, venne incoronato Imperatore e Re dei Romani da Papa Leone III, che aveva salvato precedentemente da un complotto.

Carico di meriti, si spense il 28 gennaio dell’anno del Signore 814 

San Kaleb di Axum

Sant’Alfredo re del Wessex

Sant’Olaf il coraggioso

San Ladislao d’Ungheria

San Erik IX Re di Svezia

San Luigi IX Re di Francia

San Giorgio

Giuseppe Sanchez del Rio

Enrico II il Pio duca di Slesia

Giovanni di Gothia

Costantino il Grande

Teodosio il Grande

Costantino XI Paleologo

Vardan Mamikonian

Cardinal Fabrizio Ruffo

Cardinale Bertrando del Poggetto

Assalonne di Lund

Ugo de’ Pagani e Goffredo di Sant’Omero

Eraclio Imperatore di Bisanzio

Un commento a "[VITA EST MILITIA] Carlo Magno"

  1. #bbruno   20 Aprile 2018 at 12:13 pm

    Che prepotente questo Carlo Magno: costringere al battesimo i poveri Avari, e all’ obbedienza al papa i poveri Longobardi! Così non si fa: ora abbiamo un papa che dice che il battesimo è il “segno dei cristiani”, capito?, come se tra le razze umane – dei Negri dei Gialli dei Bianchi ecc. , ci fosse anche quella dei Cristiani, che per distintivo portano in fronte tale segno! No, per carità di Dio, il battesimo come Segno OBBLIGATORIO per ogni uomo che voglia rinascere in Dio per Gesù Cristo…: che pretese! Però, quanto a voler costringere all’ obbedienza sua i cattolici recalcitranti al suo comando, e alla sua ‘misericordia’, qui non va per il morbido: Sua Prepotenza qui straripa!

    ( quanto poi ai poveri Avari e ai poveri Longobardi, pensiamo un po’ se fossero stati costretti al taglio del prepuzio e all’ obbedienza dai trionfanti Signori di Allah! E dietro a loro anche i Franchi! Già da allora avremmo avuto un’ Europa Unita, sì, sotto i colpi della Scimitarra e la benedizione della Mezzaluna, e ora non saremmo noi, oggi, a subire le pene di questo passaggio! Noi, illuminati moderni, a sconfessare tutta la nostra storia, per rispetto di coloro che, se vogliono – come si dice – trovare migliori condizioni di vita, qui vengono e qui li facciamo affluire – in questa Europa pentita e vergognosa del suo passato -! Bene, a ricreare qui le condizioni stesse dalle quali i ‘poveri migranti’ sono fuggiti… Ché la cuccagna finirà presto, anche per loro…)

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