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Nota di Radio Spada; continua oggi, festa di Sant’Ermenegildo, questa rubrica radiospadista che durerà sino al compimento dell’Ottava di Pentecoste, dedicata all’esercizio del cattolicesimo militare e ai grandi condottieri cattolici. L’organizzazione della rubrica che ha richiesto circa tre mesi di lavoro (e della concomitante “esposizione” all’Università Cattolica del Sacro Cuore) è stata a cura di Carlo “Charlie” Banyangumuka, Mattia Spaggiari e Piergiorgio Seveso. A voi tutti, amati lettori, dall’intera redazione di Radio Spada l’augurio di un santo periodo pasquale. Buona lettura!

Costantino XI Paleologo

L’ultimo imperatore di Costantinopoli fu un grande generale, un eccellente combattente e un fine politico ma la sua più importante qualità fu di aver perseguito, in maniera sincera, il rientro degli Scismatici orientali (i cosiddetti ortodossi) nell’ovile della Santa Chiesa. Il Quattrocento per Bisanzio fu il secolo della fine e Costantino, nato nella Casata regnante dei Paleologhi, cercò di porre un freno al decadimento e, come un moderno Giosia, volle innanzitutto riformare la situazione religiosa del suo popolo. Quando era ancora principe, aiutò il fratello imperatore nel governo: mentre suo fratello Giovanni discuteva in Occidente la riunificazione del Clero Orientale con Roma, Costantino tenne a bada la popolazione che, istigata dal clero foziano, voleva arrestare la pacificazione. In seguito alla morte del fratello (31 ottobre 1448), Costantino fu acclamato dall’esercito ma non venne incoronato mai ufficialmente; i suoi rapporti stretti con la Santa Sede incrinarono quelli fra lui e il patriarca di Costantinopoli che si rifiutò di incoronarlo.

Senza perdere tempo, il Basileus Costantino cominciò a chiedere rinforzi da tutto il Mediterraneo; ora che la Fede era comune non vi erano più ulteriori indugi per mandare truppe. Quando le truppe maomettane giunsero ad assediare Costantinopoli, nell’aprile del 1453, l’Imperatore disponeva di 5000 bizantini e 2000 latini, pronti ad affrontare gli oltre 200000 turchi. Per più di un mese, Costantino vanificò ogni tentativo turco di entrare in città, infliggendo durissime perdite agli ottomani. Quando poi questi ultimi sfondarono alla Porta di San Romano, il Basileus, senza temere per la sua vita, si pose a difendere la breccia con pochi fedelissimi, permettendo così a molta della popolazione di salvarsi. Cadde il 29 maggio 1453, all’età di 48 anni, circondato da seicento cadaveri di turchi. In segno di sfregio, venne decapitato, la sua testa posta sulla sommità di una colonna e il corpo gettato in una fossa comune.

 

Puntate precedenti:

San Kaleb di Axum

Sant’Alfredo re del Wessex

Sant’Olaf il coraggioso

San Ladislao d’Ungheria

San Erik IX Re di Svezia

San Luigi IX Re di Francia

San Giorgio

Giuseppe Sanchez del Rio

Enrico II il Pio duca di Slesia

Giovanni di Gothia

Costantino il Grande

Teodosio il Grande