[VITA EST MILITIA] El Cid Campeador, duca di Valencia

Nota di Radio Spada; continua oggi, nella festa di Santa Caterina da Siena patrona delle terre italiane, questa rubrica radiospadista che durerà sino al compimento dell’Ottava di Pentecoste, dedicata all’esercizio del cattolicesimo militare e ai grandi condottieri cattolici. L’organizzazione della rubrica che ha richiesto circa tre mesi di lavoro (e della concomitante “esposizione” all’Università Cattolica del Sacro Cuore) è stata a cura di Carlo “Charlie” Banyangumuka, Mattia Spaggiari e Piergiorgio Seveso. A voi tutti, amati lettori, dall’intera redazione di Radio Spada l’augurio di un santo periodo pasquale. Buona lettura!

El Cid Campeador

Don Rodrigo Dìaz, al di là dei meriti personali, è divenuto quasi l’emblema stesso della Reconquista; detto El Cid, cioè “il signore”, dai mori e Campeador, ossia “Campione” dai cristiani, nacque nel 1040 a Bivàr, vicino Burgos e, cresciuto, orfano di padre, alla corte di Castiglia insieme al Principe Sancho, divenne a 23 anni Alférez (alfiere, cioè comandante) dell’esercito del Re Ferdinando I; dopo la sua morte servirà fedelmente l’amico Sancho II dandogli man forte contro gli altri fratelli e consentendogli di far suoi il Leòn e la Galizia. Quando Sancho fu assassinato, egli offrì i suoi servigi al nuovo Re, suo fratello Alfonso VI, che però non aveva fiducia in lui e che, dopo averlo compensato dandogli in isposa sua nipote Ximena, assegnò la carica di Alférez al Conte Garcìa Ordoñez perché manovrasse contro il Cid. Questi scoprì il suo doppio giuoco mentre difendeva il Re moro di Saragozza, tributario di Alfonso, da un altro emiro, sobillato proprio da Ordoñez, che fece arrestare. Presto liberato, l’Alférez per vendicarsi accusò il Cid d’appropriazione indebita di beni della Corona durante il saccheggio di Toledo, allora città moresca, azione che nessuno gli aveva ordinato: ne ottenne l’esilio e la confisca dei beni (1079). Fatti riparare moglie e figli nel monastero di Cardeña, rifiutato dal Conte Berengario di Barcellona s’offrì come mercenario al Re di Saragozza Al-Moctadir ed in seguito ai suoi successori Al-Mutamin ed Al-Mostain. Ad Almenar (1082) e a Morella (1084) l’esercito del Cid decimò le armate dei Re cristiani alleati; ma dopo aver salvato Re Alfonso da un attentato tesogli dal Governatore di Rueda, fu da lui riaccolto a corte; sullo sfondo dell’avanzata dei berberi Almoravidi, tra liti e riconciliazioni, Rodrigo servì alternativamente Alfonso ed Al-Mostain entro coalizioni promiscue cristiano-moresche, ottenendo infine alla Castiglia la sottomissione di tutto il levante spagnuolo e per sé un principato autonomo a Valencia. Infine, in seguito alla definitiva riappacificazione col suo Sovrano, dopo le sconfitte di Consuegra ed Acira riuscì ad ottenere contro gli Almoravidi le importanti vittorie di Almenar e Murviedro. Morì osannato dal popolo nel 1099.

 

San Kaleb di Axum

Sant’Alfredo re del Wessex

Sant’Olaf il coraggioso

San Ladislao d’Ungheria

San Erik IX Re di Svezia

San Luigi IX Re di Francia

San Giorgio

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Giovanni di Gothia

Costantino il Grande

Teodosio il Grande

Costantino XI Paleologo

Vardan Mamikonian

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Cardinale Bertrando del Poggetto

Assalonne di Lund

Ugo de’ Pagani e Goffredo di Sant’Omero

Eraclio Imperatore di Bisanzio

Carlo Magno

Ottone il Grande

Artù Pendragon

Baldovino IV Re di Gerusalemme

Pelagio delle Asturie

Mattia Corvino re d’Ungheria

Giovanni III Sobieski

Carlo III di Scozia

Carlo Martello, Maggiordomo di palazzo

Matilde di Canossa, viceregina d’Italia

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