[VITA EST MILITIA] Giuseppe Sanchez del Rio

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Nota di Radio Spada; continua oggi, Domenica in Albis, questa rubrica radiospadista che durerà sino al compimento dell’Ottava di Pentecoste, dedicata all’esercizio del cattolicesimo militare e ai grandi condottieri cattolici. L’organizzazione della rubrica che ha richiesto circa tre mesi di lavoro (e della concomitante “esposizione” all’Università Cattolica del Sacro Cuore) è stata a cura di Carlo “Charlie” Banyangumuka, Mattia Spaggiari e Piergiorgio Seveso. A voi tutti, amati lettori, dall’intera redazione di Radio Spada l’augurio di un santo periodo pasquale. Buona lettura!

Giuseppe Sanchez del Rio

Nacque nel 1913 a Sahuayo, in Messico, ma la sua famiglia, assai devota, si trasferì molto presto a Guadalajara. Nel 1926 scoppiò la guerra cristera: la Lega nazionale per la difesa religiosa insorse contro la promulgazione da parte del Presidente socialista Plutarco Elías Calles di leggi che dimidiavano fortemente la libertà della Chiesa e mettevano a repentaglio la sussistenza del Culto divino (per esempio gli ordini religiosi furono sciolti ed i loro beni incamerati dallo Stato, il clero fu fortemente ridotto e statalizzato, ai pubblici impiegati fu chiesto di scegliere tra l’ateismo ed il licenziamento, fino ad arrivare alla totale clandestinità del culto). Il piccolo José volle seguire i suoi due fratelli più grandi nelle fila dell’esercito cattolico, ma fu rifiutato dal Generale Prudencio Mendoza per la sua giovane età; dopo ripetute insistenze riuscì tuttavia a farsi accettare come portabandiera e gli fu dato il nome di battaglia di “Tarcisius”. Durante uno scontro, nel 1928, il cavallo di Mendoza fu ucciso, e José gli prestò il suo per la fuga, venendo però così catturato dai nemici. Condotto prigioniero in una chiesa profanata e semidiruta, gli fu offerta la vita in cambio di un riscatto o dell’iscrizione all’accademia militare, che ne avrebbe fatto un soldato federale: ma il piccolo José rifiutò e sopportò la tortura; colse anzi un’occasione propizia per uccidere i polli che sacrilegamente erano stati lasciati razzolare per la chiesa. Non tentennò nemmeno di fronte alla vista dell’impiccagione del suo amico Lázaro e, quando toccò a lui di morire, gli furono scuojate le piante dei piedi e fu costretto a raggiungere in queste condizioni la fossa del cimitero ove sarebbe stato pugnalato e poi sepolto: ad ogni colpo infertogli anziché rinnegar la sua fede, come gli veniva chiesto, egli gridava “Viva Cristo Re”, fino a quando, l’ufficiale, spazientito, lo finì con un colpo di pistola. Prima di morire, José fece a tempo a tracciar per terra una croce con il suo sangue. La guerra cristera terminò nel 1929 grazie ad un inganno diplomatico orchestrato dal governo – ormai messo alle strette dai cristeros – e dall’ambasciatore americano, per cui s’arrivò ad un trattato che invano prometteva la libertà religiosa; in realtà le leggi anticattoliche rimasero tutte quante in vigore e le persecuzioni continuarono con estrema violenza, fino a suscitare un’ulteriore – sia pur più contenuta – rivolta. Solo il tempo valse a placare gli animi, ma non ancora a mutar la costituzione.

Puntate precedenti:

San Kaleb di Axum

Sant’Alfredo re del Wessex

Sant’Olaf il coraggioso

San Ladislao d’Ungheria

San Erik IX Re di Svezia

San Luigi IX Re di Francia

San Giorgio

3 Commenti a "[VITA EST MILITIA] Giuseppe Sanchez del Rio"

  1. #Omar Ruggero Pisanello   8 aprile 2018 at 1:03 am

    Viva Cristo Re.
    N.H.Pisanello Dott.Omar Ruggero

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  2. #bbruno   8 aprile 2018 at 10:17 am

    “…un inganno orchestrato dal governo messicano” insieme a chi? Perché non dirlo? Insieme al Vaticano, ‘grazie’ alla diplomazia (insensata) intessuta dal Segretario di Stato Pacelli e benedetta da PioXI ! Quella manìa di venire comunque ai patti con la ragion di Stato! E quell’inganno costò ancora migliaia di morti e il vaticano tacque, e i messicani diedero testimonianza comunque di fedeltà col loro sangue! E in vaticano, loro, erano tranquilli, chi pagava erano altri!!! E bastava non dico un incoraggiamento, ma un intelligente attendere – senza cedere alla tentazione compromissoria – che i Cristeros averebbero fatto pulizia delle forze eversive nemiche della Fede Cattolica e di Cristo! Il Calles stesso si meravtgliò della resa cattolica, quando la vittoria era già sicura da quella parte, quella resa che fu imposta – dico ‘imposta’, pena scomunica – dal Vaticano… La deriva vaticana verso l’intesa col ‘mondo’ era cominciata già da un po’: non si era ancora nel campo dottrinale, ma a questo si sarebbe arrivati presto, inevitabilmente…

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  3. #Mattia Spaggiari   8 aprile 2018 at 2:14 pm

    Purtroppo è vero. La ragion di Stato, oltre ad essere un veleno per libro spirito, ha fatto anche fisicamente più vittime del colera, non solo nel secolo scorso, ma già molto prima.

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