[VITA EST MILITIA] Mattia Corvino, Re d’Ungheria

Nota di Radio Spada; continua oggi, festa di san Marco Evangelista e Ottava di San Giuseppe, questa rubrica radiospadista che durerà sino al compimento dell’Ottava di Pentecoste, dedicata all’esercizio del cattolicesimo ilitare e ai grandi condottieri cattolici. L’organizzazione della rubrica che ha richiesto circa tre mesi di lavoro (e della concomitante “esposizione” all’Università Cattolica del Sacro Cuore) è stata a cura di Carlo “Charlie” Banyangumuka, Mattia Spaggiari e Piergiorgio Seveso. A voi tutti, amati lettori, dall’intera redazione di Radio Spada l’augurio di un santo periodo pasquale. Buona lettura!

Figlio del grande condottiero di stirpe valacca – nonché reggente del Trono d’Ungheria – Giovanni Hunyadi, nacque a Kolozsvár nel 1440; fu eletto Re nel 1458, quando ancora era prigioniero del Re di Boemia, l’hussita Giorgio di Podebrady; dopo aver debellato la duplice minaccia dell’opposizione aristocratica filoimperiale e degli eretici hussiti nel Settentrione, concentrò le sue forze per debellare la minaccia turca che affliggeva l’Ungheria meridionale: ma le sue vittorie – spesso in alleanza con Vlad Tepes di Valacchia, il famigerato Dracula, che poi, sorta la discordia tra i due, attaccò ed imprigionò – furono tanto copiose da portare alla liberazione dal giogo infedele dell’intera Bosnia, che fu annessa al Regno magiaro. Dopodiché, nel 1464 fu tra i pochi Sovrani ad aderire al progetto di crociata vanamente perseguito da Pio ii contro Maometto ii: Mattia stesso tenterà per tutta la vita di realizzare questo sogno. Quando Paolo II e Federico III gli ebbero promesso il Trono imperiale – su cui poi mai sedé –, divenne il principale, se non il solo, comandante della crociata contro gli Hussiti (dal 1468), che lo portò tra l’altro a cingere la Corona di Boemia, ratificatagli dopo la straordinaria vittoria di Breslavia (ove fu solo contro Austria, Boemia, Polonia e Valacchia coalizzate) e la pace di Olomuc (1478). Per questa ed altre vittorie s’avvalse d’un corpo di mercenarî da lui creato, l’Armata Nera, poi operativa per almeno un secolo sul fronte turco. Nel 1485 riuscì a conquistare parte dell’Austria, giungendo persino a marciare su Vienna. Grande mecenate e letterato oltre che immenso condottiero, con lui non solo l’Ungheria raggiunse la sua massima espansione, ma Buda stessa divenne anche uno dei più fiorenti centri culturali umanistici; iniziato egli stesso al Neoplatonismo, Mattia, detto non a caso “il Giusto”, usava vagare in incognito per il suo paese per smascherarne e punirne le iniquità. Morì nel 1490: è tuttora considerato uno degli eroi nazionali ungheresi.

 

San Kaleb di Axum

Sant’Alfredo re del Wessex

Sant’Olaf il coraggioso

San Ladislao d’Ungheria

San Erik IX Re di Svezia

San Luigi IX Re di Francia

San Giorgio

Giuseppe Sanchez del Rio

Enrico II il Pio duca di Slesia

Giovanni di Gothia

Costantino il Grande

Teodosio il Grande

Costantino XI Paleologo

Vardan Mamikonian

Cardinal Fabrizio Ruffo

Cardinale Bertrando del Poggetto

Assalonne di Lund

Ugo de’ Pagani e Goffredo di Sant’Omero

Eraclio Imperatore di Bisanzio

Carlo Magno

Ottone il Grande

Artù Pendragon

Baldovino IV Re di Gerusalemme

Pelagio delle Asturie

Un commento a "[VITA EST MILITIA] Mattia Corvino, Re d’Ungheria"

  1. #bbruno   25 Aprile 2018 at 11:42 am

    se non un Corvino, almeno avessimo un Dracula, quello vero, che i nostri governanti, Dracula mascherati, ci succhiano il sangue facendo in modo che nemmeno ce ne accorgiamo, anzi, che ne godiamo!

    (Nota: sono già, se non ho contato male, 24 le figure di eroi che hanno combattuto per la fede cristiana e per il loro popolo: chissà se nella lista comparirà qualche eroe italiano dlella stessa specie…)

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