[VITA EST MILITIA] Sant’Erik IX Re di Svezia

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Nota di Radio Spada; continua oggi, giovedì di Pasqua, questa rubrica radiospadista che durerà sino al compimento dell’Ottava di Pentecoste, dedicata all’esercizio del cattolicesimo militare e ai grandi condottieri cattolici. L’organizzazione della rubrica che ha richiesto circa tre mesi di lavoro (e della concomitante “esposizione” all’Università Cattolica del Sacro Cuore) è stata a cura di Carlo “Charlie” Banyangumuka, Mattia Spaggiari e Piergiorgio Seveso. A voi tutti, amati lettori, dall’intera redazione di Radio Spada l’augurio di un santo periodo pasquale. Buona lettura!

Erik IX di Svezia

Chiamato il Santo, il Portatore di Leggi e molto altro, Erik nacque nel 1120 da un nobile di nome Jadward(chiara storpiatura del nome Edward) e da una nobildonna svedese, Cristina Bjornsdatter. Capostipite della Casata degli Erik, il giovane principe salì al trono nel 1150. Sincero credente, dedicò tutto sé stesso a risolvere la spinosa questione coi finlandesi, al tempo pagani. Come aveva visto fare alla coalizione imperiale-danese con la Crociata dei Venedi, contava di trasformare dei pagani razziatori in cristiani suoi alleati. Al tavolo delle trattative, però, i capitribù Finni scelsero la guerra. Deciso a porre fine alla questione, e volenteroso di vendicare i molti martiri barbaramente trucidati (fra cui San Botvido), nel 1155 invase la Finlandia: numerose furono le battaglie che combatté nei boschi e nei laghi del paese. Mentre ciò accadeva, il re guerriero dalla Terra dei Finni mandava missive affinché nella Svezia si  insediassero i benedettini. Convinse anche il vescovo Henrik di Uppsala a seguirlo nella crociata; il prelato sarebbe poi rimasto anche dopo la fine delle ostilità, venendo martirizzato.

La sua politica, tuttavia, gli procurò l’ira del casato degli Sverker,potenti nobili di Svezia. L’8 maggio 1160, giorno dell’Ascensione, Erik si recò nella Cattedrale di Uppsala per ascoltare messa. Fuori, si radunò una folla inferocita, sobillata dagli Sverker, che lo chiamava a gran voce. Profondamente stoico e confidente in Dio, aspettò il termine del sacrificio eucaristico ed uscì. Montato a cavallo, venne raggiunto dalla folla urlante che lo disarcionò, lo insulto, lo percosse, lo pugnalò diverse volte e infine lo decapitò

Puntate precedenti: San Kaleb di Axum

Sant’Alfredo re del Wessex

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