[VITA EST MILITIA] Sant’Olaf II il coraggioso

Olav

Nota di Radio Spada; continua oggi, martedì di Pasqua, questa rubrica radiospadista che durerà sino al compimento dell’Ottava di Pentecoste, dedicata all’esercizio del cattolicesimo militare e ai grandi condottieri cattolici. L’organizzazione della rubrica che ha richiesto circa tre mesi di lavoro (e della concomitante “esposizione” all’Università Cattolica del Sacro Cuore) è stata a cura di Carlo “Charlie” Banyangumuka, Mattia Spaggiari e Piergiorgio Seveso. A voi tutti, amati lettori, dall’intera redazione di Radio Spada l’augurio di un santo periodo pasquale. Buona lettura!

Sant’Olaf II il Coraggioso

Nato pagano da due genitori imparentati con la casata regnante dei Bellachioma, Olaf di Norvegia era dunque imparentato col primo re dei Norvegesi, Harald Harfagre (si legge Horfagre). Spedito in Estonia sull’isola di Saremaa, combatté con successo contro i locali. Sempre lo stesso anno, il 1008, si recò nella Finlandia dove, per poco, non rimase ucciso in un’imboscata (Battaglia di Herdaler). Convertitosi durante i suoi viaggi in Inghilterra e Danimarca, venne  battezzato a Rouen in Normandia e si dedicò ad evangelizzare l’interno del suo paese, ancora pagano e restio. Costruì chiese, spinse per la creazione della Diocesi di Nidaros, la prima in Norvegia e combatté anche in armi i pagani, sopprimendo rivolte anticristiane. Venne ordito un complotto contro di lui e fu costretto all’esilio a Kiev; durante il viaggio verso la Russia, soggiornò in Svezia dove si assicurò peraltro che i locali fossero battezzati.

Tornato in patria dopo due anni, nel 1030 dovette fronteggiare l’ultima battaglia contro i pagani. Nel campo attorno la fattoria di Stiklestad combattè per ore contro i ribelli contadini, legati alle tradizioni pagane. Venne colpito al ginocchio, poi al collo e infine al cuore e morì, compiendo il suo martirio adagiato su un enorme masso. Quando ciò avvenne, raccontano le Saghe, il cielo si oscurò per un’imprevista eclissi. Era il 29 luglio 1030.

Quando, l’anno dopo, venne aperta la sua bara, il corpo era incorrotto e capelli e unghie erano cresciuti.

Puntate precedenti: Kaleb di Axum

Sant’Alfredo re del Wessex

5 Commenti a "[VITA EST MILITIA] Sant’Olaf II il coraggioso"

  1. #bbruno   3 Aprile 2018 at 5:42 pm

    noi diciamo che l’Europa oggi è fottuta morta ‘perinde ac cadaver’…ma leggendo queste fantastiche storie lontane di re cristiani evangelizzatori e pronti alle armi quando occorreva difendere il loro popolo, viene proprio da dire che questa Europa di oggi è il cadavere di un cadavere di un cadavere, constatando che l’Europoa cristiana di questi Re è stata stroncata in successione da diverse forme di malattie mortali: l’umanisimo il rinascimento il protestantesimo l’illuminismo la rivoluione francese la democrazia massonica e su su fino al questa fase di soluzione finale per via di governance mundialista e INVASIONE FORZATA ab universo mondo…E quindi c’è solo da sperare che alla fine l’abisso tocchi il suo fondo e ci sia la rinascita…

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  2. #Ruggero Romani   3 Aprile 2018 at 6:43 pm

    veramente Olaf morì combattendo CONTRO il proprio popolo…

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    • #bbruno   3 Aprile 2018 at 9:31 pm

      combattè contro quelli che erano, all’ interno del suo popolo, la rovina del suo popolo. Certo, noi oggi siamo demmoccrattici, e non ci passa nemmeno per la mente di combattere contro chi insidia il bene del popolo ( a meno che non si tratti di attentato al politically/religiously/scientifically correct, che allora sono guai…), semplicemente perché abbiamo perso il concetto di bene, e se “ bonum et verum convertuntur” (il bene e il vero sono intercambiabili), allora chi ha la verità del Regno di Cristo sa anche qual’è il bene del Regno di questo mondo. Integralismo? Certo!. Quello che per i primi nove o dieci secoli ha fatto grande l’Europa, l’Europa cristiana, quella che poi ha conosciuto decessi a ripetizione, per essere diventata progressivamente ‘moderna’. Ma tranquilli, siamo pure liberali e libertari e demmcratici e progressisti e aperturisti: ci pensano quelli che arrivano a costringerci alla loro identità, e mica per via demmoccrattica… perché chi vince sono sempre quelli che hanno una visione forte, nel bene e nel male: e il bene e il male dipendono dal vero o dal falso che li sottende… Non ci piace la vittoria nel bene, grazie al vero che lo genera? Rassegniamoci a quella nel male: ci potremo sempre consolare per essere stati demmocrattici, accoglientizi comprensivi arrendevoli pronti a farci fregare , ma sarà tardi. Moriremo , ma moriremo felici con la nostra bona coscienza democratica ecc. ecc……

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  3. #Ruggero Romani   4 Aprile 2018 at 1:53 pm

    tanto erano demmocratici i Norvegesi pagani che sbudellarono il Santo Re…

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    • #bbruno   4 Aprile 2018 at 4:02 pm

      esattamente come noi, che abbiamo ‘sbudellato’ tutto quanto di santo e di vero avevamo, per fare posto al paganesimo trionfante….

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