[9 GIUGNO] Roma Pride. Perché occorre reagire.

 

La parata blasfema che da anni con sempre maggior sfrontatezza occupa le città italiane irridendo Dio, la Chiesa e il concetto stesso di decenza, ha raggiunto in questi anni toni e metodi sempre più inaccettabili. La servile accondiscendenza delle Istituzioni e il silenzio di molti cattolici di fronte alle più degradanti mode dominanti, aumentano l’audacia dei miscredenti.

La sfacciata gravità dei Gay Pride e le pubbliche offese fatte a Dio, presuppongono da parte dei cattolici una reazione che non sia ordinaria ma proporzionata.

Viviamo in tempi bui, la vita cristiana è sempre stata una lotta ma oggi più che mai: lo zelo dei nemici della Chiesa nel compiere il male è sempre più sfrontato, la connivenza della gran parte del clero al dilagare della Rivoluzione lascia esterrefatti.

 

Un mondo in rovina

Nella “civile” società occidentale moderna e al passo con i tempi, i cristiani non vengono bombardati come si fa, con scarso interesse della stampa di regime, in altre parti del mondo. Si tenta di cancellare la presenza cristiana attraverso lo svilimento, le offese, le calunnie che, associate all’attuale desolante situazione ecclesiale, rendono i  cattolici timidi e silenti.

Il chiaro intento dei nemici della Fede di annichilire la dimensione pubblica del cattolicesimo nella società, è portato avanti per mezzo di offese, provocazioni, derisioni che sono il classico strumento per intimidire l’avversario ma anche per testarne la capacità di reazione. Se nei gulag i comunisti riuscivano a tenere sotto controllo i prigionieri, era anche per mezzo di un continuo e metodico svilimento dei reclusi che aveva per scopo la loro rassegnazione e la rinuncia a reagire ai soprusi.

 

La Rivoluzione serpeggia tra le file del clero

Nella Diocesi di Albano Laziale ha avuto luogo dal 9 al 13 maggio 2018 il Forum Europeo dei gruppi cristiani Lgbt.

A Reggio Emilia la promozione  del peccato contro natura è avvenuta persino dentro una chiesa durante una veglia ecumenica presieduta da monsignor Camisasca che ha riunito eretici protestanti, militanti gay, cattolici liberali e chi più ne ha più ne metta. Il  Vescovo con il suo inqualificabile cerchiobottismo, è stato  “spiacente a Dio e ai nemici suoi” e infatti  ha attirato la santa indignazione dei cattolici ma anche i gridolini stizziti dei militanti Lgbt.

Nella Diocesi di Bergamo  la Curia non ha avuto invece nulla di meglio da fare che affrettarsi  a impedire l’adorazione eucaristica in Riparazione del corteo sodomita.

 

Orare et Pugnare

Non mancano però le reazioni: la più forte è avvenuta senza dubbio il 20 maggio a Reggio Emilia con la recita del rosario riparatorio davanti al vescovado mentre monsignor Camisasca e una parte di clero dava scandalo nella chiesa del Regina Pacis.

A Varese, Siena e Pompei stanno nascendo invece  lodevoli iniziative volte a consolare il Sacro Cuore di Gesù dalle ignominie che i Gay Pride, puntuali come la morte, porteranno in strada con la complicità delle istituzioni e  talvolta con l’immancabile connivenza di un clero sempre più impaurito e secolarizzato.

A Roma ci sarà il Comitato San Filippo Neri a tenere alta la bandiera di Cristo Re.

Non stupisce la derisione e nemmeno la valanga di odio, di bestemmie, di minacce e di insulti che nelle ultime ore sono piovute sui membri del Comitato, il motivo è l’odio verso il Creatore e alla Sua Legge. Non sorprende purtroppo neanche il pavido silenzio da parte di monsignor De Donatis e della Curia di Roma nel condannare lo scempio che avrà luogo nella Città Santa.

Nostro Signore durante la Sua dolorosissima passione ha ricevuto terribili oltraggi ma anche indifferenza,  pur essendo Dio… noi che siamo Suoi servi inutili, non possiamo certo aspettarci un trattamento migliore.

Riparazioni come quella del Comitato San Filippo Neri  sono sempre più necessarie in quanto oltre a consolare il Salvatore dagli oltraggi dei Gay Pride ,sono anche una reazione: un segno chiaro e tangibile di resistenza  al crescente fondamentalismo laico e liberale.

Il 9 giugno luce e tenebre si incroceranno a Roma. Il Signore troverà anime generose pronte a militare sotto la  bandiera della Croce, per la Sua maggior Gloria ?

6 Commenti a "[9 GIUGNO] Roma Pride. Perché occorre reagire."

  1. #Lucius   31 maggio 2018 at 4:56 pm

    Occorre una nuova S.Crociata per distruggere questo esercito diabolico che vorrebbe annientare la nostra Civilta’Cristiana nel frattempo incominciamo,come richiesto anche da MARIA SS.a Fatima,a impegnarci come fa la FSSPIO X con preghiere e sacrifici.

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  2. #eranuova   31 maggio 2018 at 5:30 pm

    ottime argomentazioni!…

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  3. #Valerio   2 giugno 2018 at 12:16 am

    Qualcuno sa dove parte la processione e a che ora?

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    • #Isidoro   2 giugno 2018 at 12:39 pm

      Buongiorno Valerio, piazza del Popolo ore 11.

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      • #lister   6 giugno 2018 at 10:14 am

        Interessato alla partecipazione?

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  4. #dallafortezzabastiani   4 giugno 2018 at 8:19 pm

    Però il nome di papa Orgoglio non lo fai eh

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