93 anni e non sentirli: L’Uomo Eterno di G.K. Chesterton

di Sergio Flore

G. K. Chesterton è senza dubbio lo scrittore dell’ottimismo e del senso comune. Peccava di un solo difetto: uno smisurato senso dell’ironia. Non l’avesse avuto sarebbe stato considerato un genio, mentre invece deve accontentarsi di essere ricordato come uno dei giganti della letteratura inglese della prima metà del ‘900.

 

Lucido, divertente, sempre coerente, il suo ‘Uomo Eterno’ è un capolavoro che mette in prospettiva la storia dell’umanità e del mondo, uno scritto di filosofia che sembra pensato apposta per immunizzare il lettore dagli errori e dai luoghi comuni che hanno impregnato la coscienza storica popolare in Occidente.

 

Dalla preistoria alle guerre puniche, Chesterton inizia la sua analisi (“una critica popolare ad errori impopolari”) illustrando gli elementi comuni di tutte le civiltà e le società precristiane del Mediterraneo. Il ‘Principe del Paradosso’ ci guida tra pantheon e sacrifici rituali, dei e demoni, verso la meta che tutti gli uomini condividono, la ricerca della Verità.

 

Il caso, la fortuna, il destino, la coincidenza sono l’unico vero dio dei pagani, ma nella storia dell’umanità nulla è casuale. Non sono un caso le date, né i luoghi, né le persone. Sicuramente non è un caso che proprio in Palestina, una costa del mare più fondamentale del mondo abitata da uno dei popoli più strani del mondo, 2018 anni fa sia accaduto un fatto eccezionale. Qualcosa che, appunto, non si può considerare come un’altra storiella, un mito, una religione come ce ne sono tante.

 

Chesterton, da vero maestro della retorica, spiega perchè ‘l’uomo chiamato Cristo’ non può essere semplicemente paragonato ai vari Socrate, Budda, Confucio e Osiride. Anche dal semplice punto di vista biografico, la figura di Gesù di Nazaret è completamente unica. Spazzando via luoghi comuni ed errori logici, il Principe del Paradosso propone una storiografia nuova e soprattutto viva.

 

Vista con la giusta lente, l’umanità smette di essere solo un susseguirsi di date, generazioni, guerre e ideologie. Chesterton rifiuta sia la stagnazione della ciclicità storica tipica dei pagani e degli asiatici, che la noiosa e inumana illusione del progresso scientifico a senso unico proposta da materialisti e atei.

 

Nella visione di Chesterton con la nascita di Cristo la storia smette di essere storia per trasformarsi in romanzo e avventura. L’uomo non ha più bisogno del mito, ma l’umanità diventa il mito. Il Credo, la teologia, la promessa della salvezza sono le forze civilizzatrici per un’Europa morente, e la Chiesa, istituzione assolutamente unica, riesce nell’impresa – mai compiuta in nessun’altra civiltà ed epoca – di conciliare sacerdote e filosofo nella stessa figura. Il Cattolicesimo diventa ‘la chiave’ per capire la realtà:

 

“Non ci imprigiona in un sogno fatalistico o nella coscienza di una universale illusione. Esso apre a noi non soltanto incredibili cieli, ma una terra (può sembrare) egualmente incredibile, e la fa credibile”.

 

L’Uomo Eterno non è solo uno splendido connubio di teologia, storia e buonsenso, ma anche -come scrisse il miglior apologeta cristiano del novecento- “il miglior libro di apologetica cristiana”. Un’opera essenziale per capire la filosofia di Chesterton. Consigliato agli amanti della buona letteratura, e a chi cerca la Verità.

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