A fianco delle ‘veglie antiomofobia’ ora spunta REFO, rete anticattolica, filoabortista, femminista, pro Gay Pride

 

Riassunto delle puntate precedenti:

  1. ‘Conservatori’? Il vescovo Camisasca (Reggio E.) in visita dai ‘cristiani LGBT’
  2. Quale verità vi farà liberi? Ovvero: cosa sta per accadere nella parrocchia omofila visitata da mons. Camisasca
  3. A Reggio E. la diocesi a un bivio: o con i ‘cristiani LGBT’ o con i cattolici. Ma la scelta sembra già fatta
  4. Cosa si muove dietro la ‘veglia’? Dalle immagini blasfeme di Progetto Gionata all’adesione di Arcigay
  5. Nuove rivelazioni, clima incandescente a Reggio: il comunicato del gruppo di preghiera-riparazione
  6. Dopo la notizia delle blasfemie di P. Gionata, don Cugini si fa intervistare da GayNews: ‘Mons. Camisasca ha partecipato a due nostri incontri’
  7. Nuovo comunicato del ‘gruppo 20 maggio’: ‘Abbiamo presentato in curia tutti i documenti su ciò che sta succedendo’
  8. Piccolo divertissement: come mandare agilmente in tilt la Gaystapo (e fare anche qualche risata)
  9. Tra LGBT che invocano il vescovo e preti ‘in uscita’ la Gaystapo ha conquistato la chiesa (reggiana)?
  10. Ripasso: L’inequivocabile Dottrina della Chiesa sulla ‘omosessualità’. Vademecum per tiepidi e modernisti

 

****** INCHIESTA ESCLUSIVA DI RADIO SPADA ******

Adesso, a pochi giorni dall’inizio delle famose veglie, viene alla luce un nuovo elemento non trascurabile che sta alla base di questi progetti: la REFO.

A darne notizia è una fonte non sospettabile, ovvero Riforma.it (QUOTIDIANO ON-LINE DELLE CHIESE EVANGELICHE BATTISTE, METODISTE E VALDESI IN ITALIA):

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Si è aperta ad Albano Laziale (Roma) l’annuale conferenza del Forum europeo dei gruppi cristiani LGBT. Quattro giorni di lavoro attorno al tema generale “Verso comunità cristiane capaci di accogliere e sostenere” che si concluderanno sabato 12 maggio con due eventi pubblici a Roma. […]

Subito dopo la conferenza, alle 18, si terrà presso il tempio valdese di piazza Cavour, il Rainbow Ecumenical Service – Culto ecumenico Rainbow con Cena del Signore. La liturgia è stata curata dalla Rete evangelica fede e omosessualità (REFO).

[…] Questo culto segna l’inizio delle “Veglie di preghiera per il superamento dell’omofobia e della transfobia” che si terranno in varie città italiane intorno alla data del 17 maggio, Giornata internazionale contro l’omofobia.

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Iniziamo col chiarire che sul sito della REFO (Refe evangelica fede e omosessualità), tra i link “chiese e comunità”, risulta un rimando evidente all’UCEBI, unione battista di cui la “pastora” Lidia Maggi (presente alla ormai nota veglia reggiana del 20 maggio) è membro di rilievo.

La stessa REFO promuove le attività della “pastora”:

 

 

Fin qui c’è poco da aggiungere a quanto già descritto nei giorni scorsi. Ma cos’è la REFO? Risposta semplice: un’associazione protestante, che irride il Cattolicesimo, si associa ai Gay Pride, promuove il femminismo (in particolare alcune figure notoriamente abortiste), rilancia libri sacrileghi in cui si mescola il divino con le orge e la santità con l’ideologia gender. Ma andiamo con ordine.

L’autopresentazione è chiara:

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La REFO organizza una serie di convegni con la partecipazione di ospiti internazionale sui temi delle nuove famiglie, l’etica dei diritti, la teologia queer, partecipa al tavolo di coordinamento delle organizzazioni omosessuali organizzato dal Comune di Roma, ad una serie di incontri organizzati dalla CGIL sul tema della laicità dello Stato e dei diritti delle persone omosessuali, all’organizzazione dei Gay Pride di Roma, Milano, Torino; in particolare a Roma ha organizzato un culto interconfessionale a conclusione del Word Pride del 2000 nel tempio valdese di piazza Cavour e culti interconfessionali in collaborazione con i gruppi di gay e lesbiche credenti cattolici Nuova Proposta e la Sorgente.

A livello internazionale ha partecipato a vari incontri. Tra gli altri un incontro organizzato dalla Generalitat di Catalogna Barcellona su “Religioni e omofobia” con un intervento su “Protestantesimo tra accettazione e omofobia”.

Insieme con i gruppi di omosessuali credenti di altre confessioni religiose ha organizzato, fin dal primo anno, le veglie di preghiera contro l’omofobia.

Essendo, appunto una rete ha una serie di riferimenti nelle pastore e nei pastori delle chiese Battiste, Valdesi e Metodiste su tutto il territorio nazionale che curano i gruppi locali della rete e/o gruppi di gay e lesbiche credenti in un’ottica interconfessionale.

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Già arrivati qui potremmo fermarci, ma non siamo nemmeno all’inizio. Nella sezione del suo sito chiamata “Rainbow” si entra nei dettagli:

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Già nei primi anni settanta ci furono alcuni usi di simili bandiere multicolore negli USA come simbolo di internazionalismo e di unità di tutte le persone della Terra, ma dalla fine degli anni settanta negli Stati Uniti il collegamento della bandiera arcobaleno con il Gay pride è diventato generalmente noto.

La bandiera arcobaleno originale fu tinta a mano da Baker. Sventolò per la prima volta a San Francisco nella marcia del Gay pride del 25 giugno 1978.

La bandiera consisteva in otto strisce; Baker assegnò un significato specifico ad ognuno dei colori nel modo seguente: rosa – sessualità rosso – vita arancione – salute giallo – luce del sole verde – natura turchese – magia blu – serenità viola – spirito Dopo il 27 novembre 1978, con l’assassinio del consigliere comunale Harvey Milk, gay dichiarato, la richiesta della bandiera arcobaleno aumentò notevolmente.

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Magia, sessualità, spirito. Ma anche vere e proprie bestemmie. Nella sezioni “Libri” si trova in testa una pubblicazione incommentabile che associa il divino alle orge e altre oscenità che – censurate – riportiamo nell’immagine seguente:

 

Non mancano ovviamente gli attacchi alla Chiesa Cattolica, con video che irridono il confessionale, di cui vi risparmiamo la visione ma che riproduciamo come immagine:

Elogi aperti al femminismo, nelle sue figure più militanti e rivoluzionarie. Nella sezione “Video” è promosso “Memorie di streghe” con Edda Billi, “vecchia compagna di strada” di Emma Bonino. Sul sito di Radio Radicale si ricorda il suo entusiasmo quando l’amica Emma divenne segretaria:

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“Non fatevi ingannare dalla sua aria esile: Emma è una donna decisa che sa quello che vuole. Sono sicura che sarà una straordinaria segretaria di partito”. A parlare è una “vecchia compagna di strada” della neosegretaria: la femminista Edda Billi. Lei, Emma, altre “vecchie” non lo sono tanto per età, quanto per il fatto di essere state tra le prime a mettere al centro della politica la libertà (allora, negli anni 70, si parlava di liberazione) femminile. “La rivelazione politica e l’impegno sociale – ha affermato più volte Bonino – sono venuti dopo il 68 e sono stati legati a una mia decisione di abortire e alle cose che ho scoperto lungo questo cammino

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Del resto, il contenuto della REFO sulla Billi non lascia spazio a equivoci:

 

Che dire poi dei link raggruppati sotto il titolo “Laicità, Gruppi, Associazioni”? Oltre agli immancabili Arcigay e Arcilesbica, si trova anche il circolo Mario Mieli (intitolato al noto sodomita esoterista, cantore del sesso con minorenni e coprofago militante, morto suicida a 30 anni), e altri due link curiosi per un sito “evangelico”:

Si tratta del “Circolo culturale Maurice_GLBTQ” di cui si può apprezzare il seguente post (perdonate la crudezza):

Infine il link a “Progetto GenderQueer”, che pubblicizza eventi in tandem con l’UAAR (Unione Atei Agnostici Razionalisti), insomma un ente notoriamente cristiano:

Ci sarebbe da aggiungere molto altro, ma meglio fermarsi qui. Solo un paio di  chicche su Progetto Gionata, promotore della veglia reggiana e altri compari:

 

Un commento a "A fianco delle ‘veglie antiomofobia’ ora spunta REFO, rete anticattolica, filoabortista, femminista, pro Gay Pride"

  1. #francesco   12 maggio 2018 at 8:07 am

    Commentando questo lungo e luminoso articolo mi viene da pensare che il detto “tutte le strade portano a Roma” si possa sostituire con “tutte le strade portano all’inferno” senza nemmeno le attenuanti delle buone intenzioni. Se la proprieta’ transitiva e’ ancora valida, in un paese che di logica ha sempre fatto difetto, in funzione del dialogo le chiese protestanti abbracciano i movimenti gay e con la stessa necessita’ di dialogo la chiesa cattolica abbraccia le chiese protestanti. Ergo…

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