Versione filo-tridentina

Versione filo-tridentina

 

Versione filo-LGBT

Versione filo-“cristiani LGBT”

“Dalle visite ad limina, alle visite LGBT”, potrebbe essere il titolo della vicenda.

Il protagonista? Uno dei vescovi che passa per essere tra i più “conservatori” d’Italia. Vescovo che celebra in rito “tridentino” e che consacra la diocesi nell’Anniversario di Fatima: Massimo Camisasca.

Se già l’anno scorso era intervenuto poco, tardi e male in relazione alla Processione di riparazione rispetto al gay pride svoltasi nella sua città (riparazione che in ogni caso si è compiuta nel migliore del modi e con grande partecipazione di popolo), recentemente ha deciso di dare luogo ad un atto pubblico particolarmente significativo.

La fonte? Un annuncio ufficiale, attraverso il blog di un parroco diocesano, con tanto di foto e titolone: IL VESCOVO MASSIMO VISITA IL GRUPPO CRISTIANI LGBT di REGGIO EMILIA.

Il blog è quello di don Cugini, animatore – omofilo entusiasta – di una nota parrocchia reggiana.

Il testo dell’articolo in cui viene celebrata l’eccellente visita non lascia spazio a dubbi. Lo riportiamo con grassettature e sottolinature nostre:

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Reggio Emilia, Monsignor Massimo Camisasca visita il gruppo di credenti LGBT della parrocchia di Regina Pacis. Un gruppo che, quando si incontra, è per pensare a Dio, al Suo amore. Per incontrarsi come amici e vivere come dirà il Vescovo :un bel momento di condivisione, di meditazione“. Questa sera c’è un amico nuovo, un battezzato Vescovo seduto ad una tavola semplice, con una pizza sopra.

Più tardi in chiesa per entrare insieme nella settimana santa (è la sera di lunedì santo), il Vescovo ci inviterà a partire dalle nostre vite, per disporci a vivere il nostro rapporto con Gesù con “amicizia”, non come una “ideologia”. Al termine della preghiera ascoltando il Vescovo nel suo intervento breve e significativo, non si poteva non sentire una eco lontana nel tempo, ma vibrante, delle parole di Don Giussani, nel suo invito a cercare Dio…guardare la storia delle persone:“ogni persona ha il suo mistero, noi dobbiamo essere attenti al mistero di ciascuno. Sono parole chiare: parresia e misericordia: “Questo non vuol dire non avere giudizi, ma avere giudizi non vuol dire criticare le persone e le cose.”.È un momento pregnante e disarmante, all’inizio della settimana santa: un altro passo deciso verso la Pasqua.

Il Vescovo dice che prima di tante cose dobbiamo sapere che: “la Chiesa vi accoglie. Una accoglienza delle esperienze e delle persone, perché ogni persona ha il suo mistero: “Attenzione al mistero di ciascuno, alla vocazione di ciascuno…”. È stata una esperienza di accoglienza reciproca, si sono viste le braccia di questa Chiesa che accoglie: erano quelle di Monsignor Massimo e del nostro amico Don Paolo.  Era l’inizio della settimana santa ed era già Pasqua. Maurizio Mistrali

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Aggiungere altro è superfluo. Alleghiamo screenshot di seguito.

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