Cosa si muove dietro la ‘veglia’? Dalle immagini blasfeme di Progetto Gionata all’adesione di Arcigay


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Radio Spada continua a seguire la vicenda, ormai nota, della veglia anti-omotransfobia del 20 maggio a Reggio Emilia: un esempio lucidissimo di cortocircuito modernista.

Come sempre, prima di tutto, il riassunto delle puntate precedenti:

  1. ‘Conservatori’? Il vescovo Camisasca (Reggio E.) in visita dai ‘cristiani LGBT’
  2. Quale verità vi farà liberi? Ovvero: cosa sta per accadere nella parrocchia omofila visitata da mons. Camisasca
  3. A Reggio E. la diocesi a un bivio: o con i ‘cristiani LGBT’ o con i cattolici. Ma la scelta sembra già fatta

Ora la vicenda si complica ulteriormente. Perché? Questa mattina il presidente reggiano di Arcigay ha annunciato che parteciperà alla famigerata veglia parrocchiale  (pur da non credente), arrivando a blandire lo stesso vescovo (che – in effetti – qualche settimana fa aveva partecipato al gruppo di preghiera per “cristiani LGBT” promosso dal Progetto Gionata, progetto di cui il parroco don Cugini è collaboratore diretto). Il presidente dell’associazione omosessualista ha tenuto anche a ricordare a mezzo stampa le dissociazioni di Camisasca rispetto alla processione di riparazione dell’anno scorso e il suo invito all'”accoglienza”. Insomma una bella tirata di talare. Si veda articolo in alto.

Ma non è tutto, anzi il peggio deve venire. Cosa si trova nel sito del Progetto Gionata, cui partecipa il parroco don Cugini e i cui “cristiani LGBT” pregano col vescovo? Tutto tranne ciò che la Chiesa insegna sull’omosessualità: immagini blasfeme, provocazioni, riferimenti che divergono dalla dottrina.

Si va da un trans messo in croce a seno nudo (rimossa da qualche tempo), a due uomini che si baciano davanti ad un altare, a molto altro. Ma come? Insulti alla religione sul portale del progetto cui collabora quello stesso don Cugini che  in questi giorni, per tentare di difendere la sua veglia antiomofobia, smiela discorsi sull’amore che vince sull’odio, sull’abbandono dei pregiudizi, volemosebene, accoglienza, ecc ecc? Un po’ contraddittorio, no?

Alleghiamo, censurate, le immagini citate. Al pubblico le riflessioni, noi continuiamo a monitorare.

{AGGIORNAMENTO: la vicenda, anche a seguito delle informazioni diffuse da queste pagine, inizia ad essere osservata da molte testate. Oltre a Gazzetta, Carlino e altri siti locali si è aggiunta oggi La Repubblica}.

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4 Commenti a "Cosa si muove dietro la ‘veglia’? Dalle immagini blasfeme di Progetto Gionata all’adesione di Arcigay"

  1. #bbruno   7 maggio 2018 at 3:24 pm

    “Hanno come dio il loro ventre [e sotto-ventre] , si vantano di ciò di cui dovrebbero vergognarsi. La loro fine sarà la perdizione [alla faccia del bergoglione].”

    Questi “sono nemici della croce di Cristo” e non sarà un Camisasca, per quanto batta da vescovo, e il loro petulante starnazzare di esser cristiani, a renderli graditi a Dio.

    -NB. già postato, ma credo vada bene anche qui.

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  2. #francesco   7 maggio 2018 at 8:58 pm

    Se andiamo avanti di questo passo un vescovo, prima di prendere un indirizzo pastorale andra’ a lezione dal presidente arcigay della sua diocesi. Non commento le immagini, ma se un consacrato non riesce a capire quanto esse siano estranee e distanti dal messaggio evangelico, dovrebbe cambiare mestiere. L’atteggiamento dei numerosi don Guevara, in questo come in molte altre situazioni, nuoce non solo alla chiesa ma anche al cammino intrapreso dallo stesso Bergoglio.

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  3. #gladiatore   8 maggio 2018 at 5:47 am

    chi non li sa fare , va dai cinesi li compra per pochi euro e c’è tanto da divertirsi ; specie quelli colorati danno un senso di armonia e di giubilo e ti immettono in un clima carnevalesco festa .

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  4. #bbruno   8 maggio 2018 at 9:06 am

    Consacrati questi qui? Consacrati dal mondo e consacrati al mondo:
    quindi con “ gli atteggiamenti propri di questo mondo: immoralità, passioni, impurità, desideri maligni e quella voglia sfrenata di possedere, che è un tipo di idolatria” la peggiore, quella che fa di se stessi dèi.

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