Invasione, dittatura e schiavitù dei popoli europei

 

di Geranius

È inutile girarci intorno, chiunque abbia un minimo di sale in zucca si rende conto che l’attuale invasione di alloctoni organizzata a tavolino dalle élites mondialiste è un danno incommensurabile. Questa invasione insieme all’islamizzazione, all’aborto, all’eutanasia, alla promozione o meglio imposizione dell’omosessualismo ed ogni genere di perversione e a scellerate politiche fiscali ed economiche mirano a sfibrare e distruggere i popoli e quel che resta delle loro tradizioni cristiane.

I problemi rappresentati dall’invasione di migranti sono essenzialmente di due tipi: economici e di sicurezza.

Dal punto di vista economico, al di là della solfa trita e ritrita sul fatto che i migranti svolgano lavori che gli italiani e gli europei non prendono più in considerazione e dell’indegna scemenza sui migranti che ci pagano le pensioni, non ci vuole la scala per capire che questa scomoda presenza grava su una popolazione già sfiancata da una crisi economica provocata ad arte.

È tutto molto semplice, se per mantenere un migrante nullafacente e magari stuprante e delinquente ci vogliono 39 euro al giorno, il denaro necessario a tal fine proviene dalle tasse inique e salatissime che gli italiani pagano ormai anche sull’aria che respirano…e anche non venisse dalle imposte si tratta di un enorme quantità di denaro che viene utilizzata per mantenere sbandati e gentaglia di ogni sorta invece che per il bene comune.

Ma guardiamo a come è cambiata la vita di molti italiani anche dal punto di vista della sicurezza.

In molte città italiane ormai chiunque è a rischio di prendersi una bottigliata in testa alle spalle, una coltellata o peggio quando si tratta di donne, magari anche ultraottantenni. Non parliamo di treni o di stazioni. Chiunque se lo possa permettere, magari storcendo un po’ il naso, non ci pensa un attimo a viaggiare sulle Frecce o Italo pur di evitare scenari da incubo sui treni regionali. Chi non se lo può permettere non sa se tornerà tutto intero a casa la sera dopo una dura giornata di lavoro.

 

Ora, è evidente che uno stato che non solo si regge sui quattro peccati che gridano vendetta al cospetto di Dio (omicidio volontario/aborto, peccato impuro contro natura/imposizione di gender e omosessualismo, oppressione del povero/piccoli commercianti e lavoratori stritolati da ogni genere di imposte e speculazioni e ingiusta mercede agli operai/lavoro sottopagato precario e a volte quasi schiavile) ma che non garantisce sicurezza e protezione e dunque la vita e l’esistenza dei suoi abitanti, non è degno di essere chiamato stato o governo perché non solo non assicura il bene comune nei suoi termini più basilari ma distrugge il popolo, agendo in senso completamente opposto alle sue vere finalità. Un paragone calzante può essere fatto con “i papi” o meglio gli occupanti post-conciliari che si sono adoperati per la distruzione della Chiesa e del deposito della Fede con sconcertante meticolosità.

Guai a protestare contro questo tipo di situazioni, la “parolina magica” razzismo è dietro l’angolo con il rischio del licenziamento se giustamente un autista di tram intima al delinquente alloctono di turno di tornarsene al suo paese.

Emblematico è come, nel caso Traini, nel capo d’imputazione l’aggravante è stata l’“aver commesso il fatto per ragioni di odio razziale contro i cittadini stranieri immigrati presenti a Macerata e contro il fenomeno dell’immigrazione, in generale, che avviene in Italia”. Ciò significa che il solo essere contrari al “fenomeno” dell’immigrazione può ormai costituire un reato e ci mostra come la dittatura della dissoluzione stordisce e schiavizza con perversioni, oscenità, droga e scemenze e nel contempo si scaglia inesorabilmente contro la legge naturale o anche solo contro il buon senso.

Don Olivier Rioult, ottimo sacerdote francese che dal suo sito (lasapiniere.info) affronta temi religiosi e politici con articoli e video, nella sua serie di video “Pour en finir avec la cruelle imposture des migrants” (Per finirla con la crudele impostura dei migranti), ci dice che nell’attuale guerra contro i popoli europei le armi per abbatterne l’economia sono la speculazione, l’immigrazione di massa e l’usura. I colpevoli restano impuniti mentre in un normale contesto di guerra distruggere l’economia e le infrastrutture civili costituirebbe una violazione.

È una guerra strana in cui le vittime, gli europei, sono anche carnefici di loro stessi con aborto, eutanasia gender e ogni genere di perversione.

 

I migranti sono dunque i soldati inconsapevoli di questa guerra orchestrata dai poteri forti per seminare il caos e distruggere le diversità dei popoli, ricchezza frutto del progetto di Nostro Signore per l’umanità.

Inoltre anche il singolo migrante è in un certo senso una vittima di tale sistema. Cosa spinge un uomo ad abbandonare gli affetti, il villaggio natio, per bivaccare all’ombra di una millenaria cattedrale italiana? si domanda don Olivier (facendo proprio un riferimento all’Italia.)

 

Quali soluzioni alla sciagura della grande sostituzione?

È inutile girarci intorno: ormai il danno è fatto e la grande sostituzione, come da copione scritto da Kalergi, è in atto.

Non tutto è perduto però. Secondo don Olivier il nazionalismo, inteso non come prevaricazione, ma come difesa delle proprie frontiere, di ciò che è proprio di un popolo che vive in un dato territorio potrebbe essere di aiuto e portare alla vera pace tra le genti. Infatti il cosiddetto multiculturalismo, oltre a condurre al meticciato e dunque all’opposto del mondo “di tutti i colori” di cui cianciano mondialisti e centri sociali, è fonte di insicurezza, di dissidi e di future guerre.

 

L’antidoto vero e proprio, come ripete spesso don Floriano Abrahamowicz nelle sue omelie è ovviamente il ritorno alla Fede e alla vita cristiana. Il resto viene di conseguenza e non è detto che l’invasione migratoria e l’islamizzazione due elementi dell’attuale disastro europeo non siano una punizione divina per l’attuale apostasia.

Un bell’esempio tra gli stati è senz’altro rappresentata dall’Ungheria di Viktor Orban. Fucina di pornografia e porcherie per turisti oltre che di turbocapitalismo esasperato nell’epoca post-sovietica, lo stato mitteleuropeo sembra essersi incamminato su una strada diversa fatta di ritorno alle radici cristiane oltre che di rifiuto dell’invasione migratoria e di rigetto dei diktat della dittatura UE, prigione dei popoli.

La strada è ancora lunga ed erta di insidie, tra cui non manca il diabolico Soros, cacciato con tutte le sue fondazioni ed ong, ma le premesse sono buone e secondo alcuni i salari reali degli ungheresi cresceranno nei prossimi anni.[i]

Ciò detto, quando governi e popolazioni si oppongono non solo con le parole ma con i fatti alla dittatura del male e della dissoluzione il cammino è ovviamente tutto in salita.

 

L’Italietta unita, di dolore ostello, è serva e colonia di queste forze dell’oscurità che ormai non serve più nemmeno nominare ma che sappiamo essere gli Stati Uniti, la NATO, il moloch europeo, la massoneria e di conseguenza pure i demoni dell’aria.

 

La prova è che chiunque vinca le elezioni nell’attuale immondo ed illegittimo sistema politico, si trova talmente invischiato nella trappola di quelle forze che vorrebbe combattere da non poter mettere in atto i principali punti del suo programma, come la situazione di Salvini ben dimostra.

Di conseguenza non possiamo illuderci molto su cosa combinerà il futuro governo italiano e dobbiamo pensare che la situazione potrebbe anche peggiorare, considerando che intere zone della penisola e delle grandi città sono ormai fuori controllo o meglio sotto controllo di ogni genere di delinquenti e sbandati stranieri e nostrani.

In questa trista epoca in cui siamo quasi tutti dei laboratores dobbiamo tornare ad essere anche oratores e bellatores, pronti a difendere anche materialmente la nostra Fede, le nostre famiglie, le nostre identità e le nostre proprietà.

 

 

 

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[i] https://voiceofeurope.com/2018/04/hungarys-real-wages-will-grow-more-than-anywhere-else-in-the-world-projection/

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