La disumanità del socialismo secondo mons. R. H. Benson

citazione a cura di Luca Fumagalli

Continua con questo brano la pubblicazione di una serie di stralci tratti da L’alba di tutto (1911), romanzo utopico di R. H. Benson che racconta la storia di monsignor Masterman, cappellano del cardinale inglese Bellairs. L’uomo si risveglia dopo un lungo coma e scopre un mondo profondamente mutato in cui la Chiesa è diventata la guida indiscussa dell’umanità.

Il socialismo, la cui utopia politica non ha retto agli urti della realtà, è un ricordo del passato. Ai pochi che si ostinano a non accettare il nuovo ordine stabilito dalla Chiesa cattolica viene permesso di emigrare in Massachusetts, una regione che gli Stati Uniti hanno messo a disposizione per creare una colonia autogovernata dagli esuli. In questo modo si salvaguardano le diversità e si evita che la religione venga contaminata da false idee.

Il progetto era venuto alla luce assai rapidamente.

Dopo la seconda lettura del Disegno di Ripristino, era stato dato per assodato, e giustamente, che il resto fosse solo questione di tempo, e si era calcolato che, considerato l’atteggiamento del Governo, il disegno avrebbe ricevuto l’approvazione regale prima della fine dell’estate. Dunque, immediatamente, i socialisti più pacifici avevano preso paura, e in ogni Paese europeo avevano dichiarato che, ora che gli ultimi rifugi in Germania e in Inghilterra erano stati loro preclusi, andavano presi accordi che permettessero loro di godere di complete libertà civili e religiose dovunque. L’idea era già nell’aria, ovviamente, da parecchio tempo. C’erano state lamentele da tutte le parti sul fatto che l’opinione pubblica fosse troppo forte; che i socialisti, nonostante la protezione data loro, in situazioni non ufficiali soffrissero un bel po’ a causa delle loro opinioni, e che bisognasse trovare qualche nuovo espediente per aiutarli. Poi l’America era venuta in loro soccorso, apertamente e formalmente, e aveva proposto che il Massachusetts, che aveva già un’ampia percentuale di socialisti nella sua popolazione, venisse tollerato come colonia dichiaratamente socialista. I Cristiani sarebbero stati avvertiti che il nuovo sistema, se le Potenze fossero state d’accordo, sarebbe stato su posizioni non cattoliche, e che le leggi sull’immigrazione sarebbero state in futuro sospese riguardo al Massachusetts. C’erano, ovviamente, innumerevoli dettagli ancora da definire, ma per la fine di febbraio l’intesa fu stabilita, e da ogni Paese europeo furono organizzati gruppi di emigranti.

Nel progetto c’era quasi qualcosa di attraente per la mentalità popolare. Se ne era parlato per anni – questo accordo con cui i socialisti avrebbero avuto un’opportunità di pensare ancora una volta a quelle vecchie idee democratiche ormai scoppiate, a cui si aggrappavano ancora tanto pateticamente. Ogni bambino sapeva, ovviamente, come cinquant’anni prima fosse stato fatto l’esperimento in vari posti, e quale terrificante tirannia ne fosse risultata – tirannia, in effetti, su quelli che, nelle comunità socialiste, ancora rimanevano sull’Individualismo. Ma che sarebbe successo, si chiedeva il mondo benevolmente, in una comunità dove non c’erano Individualisti? Certamente sarebbe successa una delle due cose. O il progetto avrebbe funzionato ed ogni democratico sarebbe stato soddisfatto, o la teoria sarebbe stata ridotta a un’assurdità pratica, e il veleno sarebbe stato per sempre espulso dal sistema del mondo. Inoltre, se questo rifugio fosse stato definitivamente assicurato e garantito dall’assenza di Poteri, le nuove leggi sull’eresia che stavano già prendendo vita in Germania, che erano già applicate con gran vigore nei paesi latini, e stavano, si sapeva, in fase di preparazione e adattamento per l’Inghilterra – queste ora potevano andare oltre ed essere applicate universalmente, senza alcuna paura di severità ingiusta. Una volta per tutte, avrebbe fatto piazza pulita di quegli interminabili piagnistei sull’ingiustizia cristiana nello zittire la libertà d’espressione delle idee infedeli e socialiste, e avrebbe offerto loro un rifugio dove tali cose potevano non solo essere dibattute, ma messe alla prova pratica.

Monsignor Masterman stesso era ancora in uno stato di indecisione personale, ma sicuramente salutò con gioia questa soluzione ad alcuni dei suoi dilemmi interiori, e supportò caldamente il progetto ogni volta che ne ebbe l’opportunità.

(Brano tratto da R. H. BENSON, L’alba di tutto, Verona, Fede & Cultura, 2010)

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