Marciare o marcire

di Lorenzo Roselli

 

Non penso sia di alcuna utilità tediare il lettore con grandi giochi retorici e sperticati elogi alla Marcia Per La Vita la quale, puntualmente, si terrà a Roma nella giornata di domani con partenza da Piazza Repubblica ore 15:00.
Semplicemente perché l’ho già fatto e rimando in tal senso ad un articolo di qualche anno fa pubblicato sempre su Radio Spada: https://www.radiospada.org/2014/05/marciando-per-la-vita-senza-retrocedere-di-un-passo/. 

Mi limiterò quindi a delineare alcune considerazioni che mi portano ogni anno a parteciparvi (più nel dettaglio, siamo a quota sette).
Lo sento già il polemista irriducibile: “crede forse che sia la manifestazione più significativa del Cattolicesimo integrale italico?”
No, mio caro amico, non sono così sprovveduto.
“Deh! Con questa guisa vuoi dirmi che è allora il più forte raduno anti-abortista della Nazione.”
Non intendo asserire nemmeno questo, rispettabile Meleto: il Corteo No194 a Milano a cui mi reco con cadenza a sua volta annuale, è molto più diretto e agguerrito nei toni oltre che più chiaro nei confronti degli intenti che si propone.
“Ammettilo dunque: cerchi solo visibilità! Cerchi solo facili consensi”.
Inesatto, ma leggermente più vicino alla verità: la primaria virtù della Marcia per la Vita è di essere visibile.
E non solo in sporadiche adunate contro una legge iniqua in approvazione nelle stanze parlamentari: ma regolarmente.
Una manifestazione che si ripete ogni anno senza particolari appoggi politici e che raduna migliaia di uomini e donne per le strade di Roma in opposizione alla 194 senza alcuna remora nel gridare che la cosiddetta Interruzione Volontaria della Gravidanza è un vile massacro; un massacro perpetrato in questo istante.
Ed in una stagione in cui ciò che rimane del movimento pro-life italiano si è ridotto a difende l’attuale normativa abortista “per scongiurare mali peggiori” e dove gli stessi vescovi in alcuni paesi d’Europa arrivano a sospendere docenti per aver definito l’aborto omicidio in un ateneo cattolico https://www.radiospada.org/2017/07/cacciato-da-lovanio-per-aver-detto-la-verita-esclusiva-intervista-al-prof-stephane-mercier/, ribadire pubblicamente il dissenso a tutto questo appare quantomeno doveroso.

Ecco perché un radiospadista indefesso come il sottoscritto sarà domani per la sesta volta alla Marcia per la Vita con la stessa forza e determinazione della prima volta.
Anteporre purezze ideologiche al reale non ha nulla a che spartire con la coerenza d’intenti cattolica, con la retta adesione alla realtà che il Magistero sociale della Chiesa ci insegna.
Forse e dico forse, la prospettiva di certi puri non si distanzia nei fatti dalla dissonanza cognitiva del neomodernismo, del democristianismo ributtante dei movimentini per la vita ben più proni al “buon costume” liberale che alla Teologia cattolica.
Motivazioni certamente diverse per una medesima conseguenza: aver taciuto laddove si sarebbe potuto parlare, essersi nascosti dietro ad un monitor quando la rivolta (pur imperfetta) chiamava.

Che ci piaccia o meno, l’aborto in Italia è prassi condivisa e culturalmente accettata;  nessuno schieramento parlamentare potrebbe mai paventare anche solo la sua limitazione.
Era così anche in Polonia ed Oklahoma, ma un’opposizione trasversale ed incisiva di origine popolare ha riportato il tema nel dibattito politico.

Mio buon lettore, a 40 anni dall’approvazione della legge 194 in Italia puoi scegliere di marciare o marcire.
A te la scelta.

 

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