Quale verità vi farà liberi? Ovvero: cosa sta per accadere nella parrocchia omofila visitata da mons. Camisasca

Reggio_A4 Locandina Orizz

Ieri abbiamo dato notizia della visita di mons. Camisasca ai “cristiani LGBT” della sua diocesi. Ora, dalla stessa parrocchia, arrivano nuovi aggiornamenti inquietanti e un invito alla mobilitazione da parte del Comitato “Beata Giovanna Scopelli” [RS].

di Alessandro Corsini e Cristiano Lugli (Comitato “Beata Giovanna Scopelli”)

Come scrisse Sant’Agostino d’Ippona nei suoi Sermones (164, 14) “Humanum fuit errare, diabolicum est per animositatem in errore manere” (“cadere nell’errore è stato proprio dell’uomo, ma è diabolico insistere nell’errore per superbia”).

Eccoci qua, un anno dopo, sempre a Reggio Emilia, sempre nella parrocchia di Regina Pacis, sempre sotto la direzione del parroco don Paolo Cugini, responsabile dell’Unità Pastorale 5, Santa Maria degli Angeli, comprendente altre tre parrocchie oltre a quella già menzionata. Il parroco che celebrò, da “missionario” in Brasile, la Messa con la maglietta rossa di “Che Guevara” (si veda foto a fine articolo), il parroco censore delle Sentinelle in piedi, di cui fece saltare una conferenza, il parroco, infine, amico del mondo LGBT, con cui collabora attivamente nel suo blog (https://regiron.blogspot.it) e attraverso il portale Gionata di “cristiani LGBT” (https://www.gionata.org).

Dopo la veglia di preghiera di un anno fa “per combattere l’omofobia”, che inaugurò le iniziative collaterali del Remilia Pride (in cui il Comitato Beata Giovanna Scopelli indisse una processione pubblica di riparazione con più di 500 persone presenti), in occasione della giornata mondiale contro l’omofobia e la transfobia istituita per il 17 Maggio 2018, il “nostro” aderirà al circuito nazionale delle veglie “cristiane” LGBT, indicendo per il 20 Maggio 2018 (Domenica di Pentecoste!) una nuova veglia di preghiera dal titolo paradossale “La Verità vi farà liberi” riprendendo il Vangelo di Giovanni in modo assolutamente ingannevole e blasfemo.

Nello schema “liturgico” di preparazione alle suddette veglie, preparato, è fondamentale sottolinearlo, dalla Commissione fede e omosessualità della Chiesa Battista, Metodista e Valdese (con la complicità di numerose parrocchie “cattoliche” italiane”), sono evidenziati concetti sfacciatamente eretici e blasfemi. Ne citiamo solo alcuni:

“Si invitano le chiese a fare le veglie MA non per consolidare le tradizioni bensì per ascoltare la radicalità dell’evangelo della grazia declinata nelle diverse confessioni”

“Le chiese devono guardarsi dall’essere autoreferenziali ed incontrare nuovi sguardi sulla realtà“

“E’ necessario essere disposti a rinunciare alla tradizione là dove essa è in contrasto con l’accoglienza di tutte e tutti”

“Nel camminare insieme possiamo approfondire la nostra conoscenza e ci sentiamo chiamati a formare una chiesa universale nonostante la propria chiesa di origine”

“Signore, Dio di tutti gli esseri viventi, noi ti confessiamo il peccato di aver confuso la tradizione delle nostre chiese con la fede in te. Ognuno e ognuna di noi è come una pietra che è stata utilizzata per costruire dei muri che escludono, chi riteniamo essere diverso/a, invece di formare con loro il tuo mondo”

“Aiutaci ad abbattere i muri dell’omofobia e della transfobia, spaventosamente alti, che creano una separazione all’interno dell’umanità”.

Queste sono soltanto alcune citazioni, riportate nella scaletta “liturgica” consultabile all’indirizzo https://www.gionata.org/la-verita-vi-fara-liberi-giovanni-832-unira-le-veglie-2018/, dove, tra le altre, viene citata dal blog del Cugini una sua meditazione sull’evento in cui il parroco “di frontiera” si scaglia contro “i gruppi tradizionalisti cattolici” che “negano l’omofobia, affermando che è un problema che non esiste, inventato dai gruppi LGBT. Dispiace molto leggere o ascoltare simili affermazioni, che feriscono nel profondo le tante persone che ogni giorno subiscono ingiustizie a causa della loro differenza. Dispiace soprattutto, perché vengono da persone che ascoltano la stessa Parola e partecipano dello stesso banchetto eucaristico. Il negazionismo è una forma di idealismo, un voler affermare un’opinione e spacciarla come vera, indipendentemente dalla realtà delle cose. Il negazionismo è una forma di arroganza del pensiero, che non accetta di mettersi in discussione, nemmeno dall’evidenza della realtà. Non si accetta la realtà quando non si è

disposti a cambiare, perché il cambiamento esige di riorganizzare le proprie impostazioni mentali. Il negazionismo, in questa prospettiva, è un’implicita affermazione di preferire vivere nella menzogna di una realtà inventata dalle proprie scelte di comodo, dettate da pregiudizi mai verificati, piuttosto che vivere nella verità suggerita dalla realtà. Negare l’evidenza della realtà che, in questo caso, ha la forma della sofferenza e dell’ingiustizia, significa non essere disposti a contribuire alla realizzazione del Regno dei Cieli, che è un regno di giustizia e di pace. Ogni volta che l’ingiustizia trova un varco, la pace si allontana dall’umanità”.

È davvero disgustoso come il Cugini rovesci completamente la realtà e sostituisca la Verità con la menzogna; il vero negazionismo è il suo nei confronti dell’unica Verità che può salvare e rendere libere queste persone. Quale sia questa Verità sta scritto col sangue nel magistero bimillenario dell’unica Chiesa istituita da Cristo e si chiama CASTITA’. L’unica via, per le persone con tendenza omosessuale, è un percorso di fede per riappropriarsi della propria identità, in cui il ruolo della castità è centrale e assoluto, come d’altronde per chiunque non sia sposato sacramentalmente in Chiesa. Eppure di questa semplice parolina, vera chiave per aprire i cuori e le menti di queste persone avvicinandole, tramite la loro croce, alla Croce di Cristo, nemmeno l’ombra, sia tra i sermoni del “rivoluzionario” Cugini, sia tra le pagine del Progetto Gionata, sia nel programma delle veglie anti omofobia.

D’altro canto fioccano numerose espressioni tipiche della subdola neolingua del pensiero unico gaiamente sottomesso: “omofobia”, “accoglienza del diverso”, “integrazione”, “aprirsi alla novità” ecc.

Per chi non se ne fosse ancora accorto, è in atto un’operazione gravissima all’interno della Chiesa, studiata nei minimi dettagli per assorbire al suo interno la sodomia, presentata diabolicamente non più come peccato mortale contro natura, che grida vendetta al cospetto di Dio, ma come amore “alternativo” ugualmente benedetto da Dio; una vera e propria bestemmia al sommo e unico Amore!

Nonostante l’assoluta gravità di questo tipo di veglie e di tutto l’apparato ideologico che ne sostiene i fini eretici e blasfemi, nel caso specifico di Reggio Emilia, come immaginiamo in numerose altre città, la curia stessa ne diventa complice silenziosa o addirittura attiva, con la visita del Vescovo Mons. Massimo Camisasca al gruppo di “cristiani” LGBT guidati dal Cugini (vedi articolo https://www.radiospada.org/2018/05/conservatori-il-vescovo-camisasca-reggio-e-in-visita-lgbt/).

Ci si potrebbe rimproverare di fariseismo, in quanto anche il Signore cenava e si intratteneva con pubblici peccatori; ebbene, non sta nel frequentarli o nel parlargli il problema, bensì nel non “liberarli” donando a loro la Via, la Verità e la vera Vita: il Maestro liberava i peccatori dal laccio che li teneva imprigionati, li illuminava di Verità estinguendo le tenebre dell’egoismo e dell’autodeterminazione in cui erano immersi, e lo faceva con la Sua Parola, vera e propria spada che divideva il loro passato di peccato dal loro futuro risplendente di santità.

La chiamata alla santità per una persona con tendenze omosessuali passa inevitabilmente dallo sposare la castità assoluta. La Chiesa Cattolica, come una tenera e amorevole

madre, ha sempre invitato i propri figli in questa condizione ad attraversare questa via, certo faticosa e probante, ma l’unica davvero “liberante” per chi la vive.

Ha parlato Mons.Camisasca di Castità ai suoi commensali? Ha parlato di Croce da portare per amore di Cristo? Dai riscontri di chi in quel banchetto era presente, nulla di tutto questo.

Loro fanno una veglia ideologica contro “omofobia” e “transfobia”?

Noi cattolici siamo chiamati, quindi, a pregare pubblicamente per la loro conversione, per la loro vera liberazione e per riparare il tradimento di pastori della Chiesa, veri e propri lupi travestiti da agnelli, che, immersi nelle proprie ideologie mondane, ingannano questi fratelli conducendoli tra le braccia dell’errore e del peccato.

In occasione della veglia anti-omofobia organizzata nella parrocchia di Regina Pacis da don Cugini, domenica 20 maggio 2018 alle 20,45, (Domenica di Pentecoste), invitiamo tutti i cattolici ad una veglia pubblica per chiedere allo Spirito Santo di illuminare e convertire le menti e i cuori di queste persone e per chiedere perdono del tradimento di pastori diventati ormai sacerdoti dell’ideologia dominante.

Un anno dopo, ancora una volta, per difendere pubblicamente l’Ordine Naturale e Soprannaturale, il Comitato Beata Giovanna Scopelli scenderà in piazza a Reggio Emilia armato di Rosario, perché là dove i pastori tradiscono, i laici sono chiamati a tenere accesa la Luce della Verità.

“LA VERITA’ VI FARA’ LIBERI!” Gv 8,32

Don Cugini in una foto d'annata
Don Cugini in una foto d’annata

7 Commenti a "Quale verità vi farà liberi? Ovvero: cosa sta per accadere nella parrocchia omofila visitata da mons. Camisasca"

  1. #Diego   2 maggio 2018 at 6:08 pm

    “Signore, Dio di tutti gli esseri viventi, noi ti confessiamo il peccato di aver confuso la tradizione delle nostre chiese con la fede in te. Ognuno e ognuna di noi è come una pietra che è stata utilizzata per costruire dei muri che escludono, chi riteniamo essere diverso/a, invece di formare con loro il tuo mondo”

    “Aiutaci ad abbattere i muri dell’omofobia e della transfobia, spaventosamente alti, che creano una separazione all’interno dell’umanità”.

    Dovrebbero piuttosto confessare di aver confuso i desideri del principe di questo mondo con la volontà di Dio!
    E quegli eretici si permettono pure di dire che San Pio X, San Pier Damiani, San Paolo e innumerevoli altri Santi avrebbero peccato ammonendo contro l’ORRENDO PECCATO della sodomia!

    CATTOLICAMENTE PARLANDO LA SODOMIA è PECCAMINOSA ALMENO QUANTO L’ASSOCIAZIONE A DELINQUERE DI STAMPO MAFIOSO e PIU’ PECCAMINOSA DELL’USURA: perché quei falsi pastori non dicono, per coerenza, anche frasi del tipo: “Aiutaci ad abbattere i muri della mafiafobia e dell’usurafobia, spaventosamente alti, che creano una separazione all’interno dell’umanità” ?
    Forse perché quei “pastori” sono più falsi di una banconota da 7 euro e meno cattolici dei testimoni di geova?
    Se sono falsi e acattolici, gli unici peccati che invalidamente “assolvono” sono quelli assolti da questa società perversa che permette di uccidere i bambini nei ventri delle loro madri!

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  2. #francesco   2 maggio 2018 at 8:54 pm

    Quando vedo la chiesa che si adopera per andare incontro ai migranti posso avere dei dubbi ma ne intravedo una logica. Ma una chiesa che fa della sua missione una battaglia per la difesa al suo interno di LGBT evocando la scomunica per omofobia e transfobia mi sembra un’offesa al cielo e alla terra.

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  3. #bbruno   2 maggio 2018 at 10:02 pm

    Inutile prendersela coi Cugini: qui bisogna andare al Capo Famiglia, il diffusore del cancro che tutti uccide! nemmeno più il senso non dico della bellezza ma della decenza: guardatelo questo Sguattero che si permette, coi due sciancati che lo guardano anche loro con pietà, di scimmiottare….che cosa poi? Qui c’ è solo laida bruttura…. come quella del cancro che li ha devastati, anche umanamente….Poveri loro!

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  4. #Marco   3 maggio 2018 at 7:15 am

    Il 17 maggio 1981 il popolo italiano confermo in toto la legge 194, “il loro sangue ricada su di noi e sui nostri figli”. Seguire in quel giorno funesto i diktat di Satana anzichė espiare i gravissimi peccati del popolo la dice lunga su questa gente

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  5. #antonio   3 maggio 2018 at 9:39 am

    indossare magliette rosse con che guevara non va mai bene…

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  6. #Mah   4 maggio 2018 at 10:21 am

    Il bello è che il “Che” insieme al suo compagno “Fidel” i preti li voleva bruciare in piazza e lui indossa la maglietta…sono talmente idioti che nemmeno studiano e vanno avanti a slogan…

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    • #bbruno   4 maggio 2018 at 4:41 pm

      ma a questi preti , a questa tipologia di preti, il Chè l’assassino avrebbe servito messa, questa messa bastarda e assassina , e quindi omogenea al carattere distruttivo di questo sanguinario….

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