Una lettera di Radio Spada: affetti e pensieri

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Nota di Radio Spada: La figura retorica della prosopopea è certamente tra le più emozionanti e convincenti all’interno del mondo delle belle lettere. Ci è sembrato quindi ovvio dare spazio a Simone P.B. Gambini che, attraverso questo espediente letterario, fa conversare Radio Spada coi suoi lettori ed amici: il risultato è una prosa coinvolgente e fanciullesca che personalmente ci incanta e che rende abbastanza bene la cifra del vir radiospadista. Forza e tenerezza, rigore e passione, Verità e carità, serietà e sorriso, eroismo e semplicità: questi dipoli sostanziano un tipo di antropologia cattolica integrale che certamente ci sta a cuore, per la quale lavoriamo e che crediamo possa essere utile in tempi come questi. Avvicinandosi il sesto anniversario della fondazione del blog, possa essere questo il primo di una lunga serie di regali… (Piergiorgio Seveso)

Ciao lettori e lettrici! Come state?

Io Radio Spada, seppur piccina piccina, sto benone e spero anche voi.

Grazie per la fiducia che mi dimostrate ogni giorno, leggendomi e apprezzandomi e spero possiate sentirvi, almeno in parte, allietati nel leggere gli articoli scritti dai miei “creatori ed editori”. Certo non saranno perfetti, non sempre trattano di argomenti piacevoli universalmente… però…. però sono una voce a volte fuori dal coro e soprattutto libera. E libera davvero, che non significa liberale.

Sono nata il quindicesimo giorno, del Sesto mese dell’ Anno Gregoriano, del duemiladiciottesimo Anno dalla Nascita di Cristo,  in una piccola Aula dell’ Università Cattolica del Sacro Cuore in Milano, da un gruppo di persone che col trascorrere degli anni, sono diventati prima amici….poi quasi fratelli….e ….. perché no….ora sono una grande famiglia! La grande Famiglia di Radio Spada. E cosa succede nelle famiglie, anche in quelle migliori? Si ride, si scherza, si piange, si Prega, si parla, si discute, si fanno volare i piatti anche se alla sera poi si fa pace, si mangia, si beve, si dorme…..ci si sposa….ci si dedica totalmente a Dio… insomma…si cresce insieme. Si cresce pur mantenendo a volte uno spirito da bambini….. altrimenti sai che noia!? Tutti questi adulti seri e imbronciati che non sanno cosa fare e che arrivati a casa, anziché gioire nel rivedere i loro figli e figlie, o anziché pregare, perdono tempo a leggere o cercare le cose scandalistiche o sensazionalistiche su internet e poi come zitelloni si mettono a postare cose sul web contro coloro che chiamavano amici. È vero, i miei creatori a volte sono stati un po’ arditi o “birichini”, però  è altresì vero che molti di quelli che oggi li attaccano anche ingiustamente, se non fosse stato per loro che mi hanno usato come cassa di risonanza nazionale o internazionale, non sarebbero mai diventati Cattolici, non sarebbero diventati preti o suore, non si sarebbero sposati seriamente, e alcuni sacerdoti senza alcuni miei scrittori, non avrebbero avuto nemmeno la cappelle per la Messa Domenicale, o comunque avrebbero speso molto di più in tempo, denaro e fatiche, per realizzarla. Tuttavia non disprezzo coloro che mi attaccano, perché fanno parte della Chiesa, e nella Chiesa queste cose servono per camminare insieme verso – Dio lo voglia – il traguardo della vita, che ci vedrà un domani in Paradiso tutti insieme a ridere di queste quisquilie e a Lodare l’ Unico Vero Dio per l’Eternità. A volte, come fa un certo “mio collaboratore”, bisognerebbe prendere la Vita un po’ meno seriamente e con un po’ più di “eccessiva felicità”, poiché riusciremmo a ridere di noi stessi quando ci prendiamo troppo sul serio e a non essere un onere per gli altri. Del resto si sa! Quando si obbligano gli amici o i figli e le figlie a fare qualcosa di bello per forza e non per Amore, anche se a volte ci costa e ci fa male al cuore, si ottiene l’effetto opposto.

Purtroppo però quel che è fatto è fatto, e indietro non si torna. Si può però, citando un noto cartone animato di Walt Disney, imparare qualcosa dal passato, anche quando questo può far male, anziché scappare da esso, e imparare a rialzarci, a rialzarci insieme, ogni volta che cadiamo, come direbbe Thomas Wayne.

Quindi, cari lettori e lettrici, sperando di non avervi annoiati con questo mio breve sunto dei miei primi cinque anni, quasi sei, vi chiedo di continuare a sostenermi, a incalzarmi per aiutarmi a crescere  bene, a perdonarmi, a volermi bene e soprattutto a diventare miei collaboratori perché potrò diventare ciò che volete, solo se mi aiuterete a diventare il cambiamento che vorreste essere.

Vi abbraccio uno ad uno e vi auguro il meglio.

La vostra amica

Radio Spada.

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