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Nota di Radio Spada; continua oggi, nella quinta domenica dopo Pasqua con memoria di San Giovanni avanti Porta Latina, questa rubrica radiospadista che durerà sino al compimento dell’Ottava di Pentecoste, dedicata all’esercizio del cattolicesimo militare e ai grandi condottieri cattolici. L’organizzazione della rubrica che ha richiesto circa tre mesi di lavoro (e della concomitante “esposizione” all’Università Cattolica del Sacro Cuore) è stata a cura di Carlo “Charlie” Banyangumuka, Mattia Spaggiari e Piergiorgio Seveso. A voi tutti, amati lettori, dall’intera redazione di Radio Spada l’augurio di un santo periodo pasquale. Buona lettura!

Enrico I Lo Sfregiato, Duca di Guisa
Figlio primogenito del duca di Guisa Francesco I, Enrico nacque a Joinville, nel centro della Francia, il 31 dicembre 1550. Alla tenera età assistette al martirio del padre, ucciso a pistolettate dal capo protestante  Jean de Poltrot de Mère. Tutta la dinastia dei Guisa fu una fucina di condottieri cattolici che si distinsero nelle  battaglie contro il nascente problema protestante. Il capostipite, Claudio I di Guisa, condusse una gloriosa campagna militare nel 1525 annientando gli eserciti anabattisti. Suo figlio Francesco I, padre di Enrico, combattè vittoriosamente gli ugonotti a Dreux e Rouen prima di venire ucciso.
Voglioso di emulare le gesta del nonno e del padre, Enrico viaggiò per l’Europa dove divenne provetto nelle armi. Ormai adulto, tornò in patria dove si pose a capo della fazione cattolica contro quella ugonotta. Il 24 agosto 1572 si trovò a Parigi quando i cattolici sorpresero i leader protestanti, dando via ad una furiosa battaglia per le strade degenerata nella famosa Notte di San Bartolomeo, nella quale 30.000 fra cattolici e luterani persero la vita. In quella notte, Enrico vide morire il mandante dell’assassinio di suo padre, l’ammiraglio ugonotto Gaspare de Coligny, che venne giustiziato e precipitato dalla finestra della sua camera.
Divenuto ormai il simbolo del Cattolicesimo francese, Enrico nella Battaglia di Dormans, il 10 ottobre 1575, venne sfigurato da un colpo ricevendo il soprannome di “Lo Sfregiato” (le Balafrè in francese), titolo che era toccato tempo prima anche a suo padre Francesco. Si oppose ad ogni tentativo di mediazione e compromesso col luteranesimo arrivando a costringere re Enrico III a firmare la ripresa delle ostilità fra i cattolici e gli ugonotti. Avvisato di un complotto contro la sua persona, volto a toglierlo di mezzo non appena fose andato dal Re, si decise a non fuggire e andò a ricevimento dal re Enrico nelle sue stanze dove fu brutalmente martirizzato. Mentre veniva pugnalato, riuscì anche a ferire diversi aggressori ma infine, carico di meriti, consumò il suo martirio. Per evitare future venerazioni, gli empi eretici bruciarono il suo corpo nelle stanze del re e gettarono le sue ceneri nella Loira. Era il 23 dicembre 1588. A seguito di ciò, venne arrestato il fratello di Enrico, Cardinale Luigi di Guisa, e venne giustiziato anch’egli, andando a ricongiungersi col fratello nel martirio.

San Kaleb di Axum

Sant’Alfredo re del Wessex

Sant’Olaf il coraggioso

San Ladislao d’Ungheria

San Erik IX Re di Svezia

San Luigi IX Re di Francia

San Giorgio

Giuseppe Sanchez del Rio

Enrico II il Pio duca di Slesia

Giovanni di Gothia

Costantino il Grande

Teodosio il Grande

Costantino XI Paleologo

Vardan Mamikonian

Cardinal Fabrizio Ruffo

Cardinale Bertrando del Poggetto

Assalonne di Lund

Ugo de’ Pagani e Goffredo di Sant’Omero

Eraclio Imperatore di Bisanzio

Carlo Magno

Ottone il Grande

Artù Pendragon

Baldovino IV Re di Gerusalemme

Pelagio delle Asturie

Mattia Corvino re d’Ungheria

Giovanni III Sobieski

Carlo III di Scozia

Carlo Martello, Maggiordomo di palazzo

Matilde di Canossa, viceregina d’Italia

El Cid Campeador signore di Valencia

Principe Giorgio Castriota Skanderbeg

Principe Carlo Filippo di Schwarzenberg

Principe Raimondo Montecuccoli

Principe Eugenio di Savoja

Don Fernando Alvarez de Toledo, duca d’Alba