[VITA EST MILITIA] Giovanni de’ Medici detto Dalle Bande Nere

Nota di Radio Spada; continua oggi, Mercoledì delle Quattro Tempora di Pentecoste, questa rubrica radiospadista che durerà sino al compimento dell’Ottava di Pentecoste, dedicata all’esercizio del cattolicesimo militare e ai grandi condottieri cattolici. L’organizzazione della rubrica che ha richiesto circa tre mesi di lavoro (e della concomitante “esposizione” all’Università Cattolica del Sacro Cuore) è stata a cura di Carlo “Charlie” Banyangumuka, Mattia Spaggiari e Piergiorgio Seveso. A voi tutti, amati lettori, dall’intera redazione di Radio Spada l’augurio di un santo compimento del periodo pasquale. Buona lettura!

Giovanni dalle Bande Nere

Nato nel 1498 a Forlì da Giovanni de’ Medici, rappresentante del ramo “popolano” della famiglia, e da Caterina Sforza, Ludovico de’ Medici fu soprannominato Giovanni dopo la morte del padre. Morta ben presto anche la madre, fu affidato alle cure del Canonico Francesco Fortunati e di Jacopo Salviati, ricchissimo genero del “Magnifico”. Per cercare di trovare uno sfogo al carattere a dir poco esuberante del giovane (che s’era già guadagnato il bando da Firenze per aver ucciso un coetaneo durante una lite), il Salviati decise d’iscriverlo nelle milizie pontificie di Papa Leone X Medici, che lo sfruttò inizialmente come ufficiale di polizia, ma ben presto lo consacrò alla guerra. Dopo aver esordito diciottenne contro il Duca d’Urbino, il giovane ufficiale cominciò a costruirsi la sua compagnia di ventura, composta di fedelissimi addestrati personalmente e promossi sul campo per meriti personali, dotati di cavalli rapidi e veloci che potessero sorprendere il nemico con attacchi repentini. Dopo aver servito il Papa domando un’insurrezione nobiliare nelle Marche e prendendo parte con successo alla Guerra dei Quattro anni, alla morte dell’amatissimo Leone X fece abbrunire le sue insegne e da allora fu detto “Giovanni dalle Bande nere”. Dopodiché servì alternativamente la Francia e l’Impero fino a quando non fu eletto Clemente VII, cugino di sua madre, che in cambio del pagamento dei suoi debiti, esigé la fedeltà di Giovanni – e la ottenne, se egli per obbedire al Papa rifiutò le allettanti proposte dei Veneziani. Nella Guerra della Lega di Cognac fu dunque uno dei più tenaci avversarj degli Imperiali, l’ultimo baluardo del Papa contro i Lanzichenecchi che scendevano allora in Italia sotto la guida di Georg von Frundsberg; quando il capitano generale dell’armata pontificia Francesco Della Rovere si arrese alla superiorità numerica tedesca, egli tuttavia non cedette e con la sua ormai leggendaria guerriglia fermò il nemico sul Po; ma quando il Marchese di Mantova aprì ai Lanzichenecchi la porta di Curtatone e il Duca di Ferrara fornì loro l’artiglieria, l’ennesimo attacco di Giovanni, stavolta a Governolo, si trasformò in un’esiziale sconfitta; qui infatti una palla di falconetto gli ruppe una tibia, la ferita, curata con imperdonabile ritardo, s’infettò e dopo un’inutile amputazione della gamba, lo portò alla morte nel giro di pochi giorni. Era il 1526: la strada di Roma era ora aperta ai mercenarj luterani che l’anno successivo l’avrebbero saccheggiata. Il figlio di Giovanni, Cosimo, sarebbe divenuto nel 1569 il primo Granduca di Toscana.

San Kaleb di Axum

Sant’Alfredo re del Wessex

Sant’Olaf il coraggioso

San Ladislao d’Ungheria

San Erik IX Re di Svezia

San Luigi IX Re di Francia

San Giorgio

Giuseppe Sanchez del Rio

Enrico II il Pio duca di Slesia

Giovanni di Gothia

Costantino il Grande

Teodosio il Grande

Costantino XI Paleologo

Vardan Mamikonian

Cardinal Fabrizio Ruffo

Cardinale Bertrando del Poggetto

Assalonne di Lund

Ugo de’ Pagani e Goffredo di Sant’Omero

Eraclio Imperatore di Bisanzio

Carlo Magno

Ottone il Grande

Artù Pendragon

Baldovino IV Re di Gerusalemme

Pelagio delle Asturie

Mattia Corvino re d’Ungheria

Giovanni III Sobieski

Carlo III di Scozia

Carlo Martello, Maggiordomo di palazzo

Matilde di Canossa, viceregina d’Italia

El Cid Campeador signore di Valencia

Principe Giorgio Castriota Skanderbeg

Principe Carlo Filippo di Schwarzenberg

Principe Raimondo Montecuccoli

Principe Eugenio di Savoja

Don Fernando Alvarez de Toledo, duca d’Alba

Enrico III lo Sfregiato, duca di Guisa

Simone IV di Montfort, duca di Narbona

Daimyo Konishi Yukinaga Agostino

Duca Alberto di Wallenstein

Conte Orlando d’Anglante, paladino di Francia

Luigi Maria de Salgues, marchese di Lescure

Marchese Fernando Cortes

Marchese Francisco Pizarro

Giovanni Tserclaes, conte di Tilly

Feldmaresciallo Giuseppe Radetzky, Governatore del Lombardo-Veneto

Barone Ermanno Kanzler, comandante generale dell’esercito pontificio

Maresciallo Giovanni II Le Meingre detto Boucicault

Cavaliere Consalvo Hermigues

Sua Eccellenza Don Giovanni d’Austria

Magister militum Flavio Ezio

Generalissimo Francisco Franco y Bahamonde, Reggente di Spagna

Gugliemo Embriaco detto il “Testa di Maglio”

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