[VITA EST MILITIA] Giovanni Tserclaes, conte di Tilly

Nota di Radio Spada; continua oggi, durante l’Ottava dell’Ascensione (festa di San Bonifacio martire), questa rubrica radiospadista che durerà sino al compimento dell’Ottava di Pentecoste, dedicata all’esercizio del cattolicesimo militare e ai grandi condottieri cattolici. L’organizzazione della rubrica che ha richiesto circa tre mesi di lavoro (e della concomitante “esposizione” all’Università Cattolica del Sacro Cuore) è stata a cura di Carlo “Charlie” Banyangumuka, Mattia Spaggiari e Piergiorgio Seveso. A voi tutti, amati lettori, dall’intera redazione di Radio Spada l’augurio di un santo periodo pasquale. Buona lettura!

Johann Tserclaes
Nato nel Castello di Tilly, vicino a Nivelles, in Belgio, nel febbraio del 1559, Johann studiò a Colonia sotto i Gesuiti per volontà della sua famiglia, originaria del Brabante e cattolica. All’età di 15 anni giunse potente la volontà della battaglia e si arruolò nell’esercito spagnolo sotto la guida di Alessandro Farnese: ivi, combattè diverse battaglie durante la Guerra degli Ottant’anni, il titanico conflitto che oppose, dal 1568 al 1648, i cattolici spagnoli e i ribelli luterani olandesi per la supremazia nei Paesi Bassi. In particolare, era presente all’assedio di Anversa del 1584-1585.
Divenuto oramai edotto nelle armi, Johann Tserclaes prese la via dell’Ungheria dove, nel 1600, si battè come mercenario imperiale contro i Turchi Ottomani che minacciavano le pianure della Pannonia. In queste battaglie, salì presto di rango divenendo Feldmaresciallo, una sorta di generalissimo secondo solo all’Imperatore.
Nel 1610, per meriti bellici, fu creato capo della Lega Cattolica, alleanza di principi tedeschi che avevano come obiettivo contrastare le subdole azioni dell’Unione Evangelica, l’alter ego eretico della Lega. Come capo in carica, decretò l’intervento della stessa nel 1620 a fianco degli imperiali, impiegati da due anni nella Guerra dei Trent’anni. Marciando attraverso l’Alta Austria con 30.000 uomini, incontrò le truppe dell’Unione Evangelica in Boemia, nei pressi di Praga. Ivi, sulla collina antistante la città (ora parte del nucleo abitativo) sconfisse i luterani l’8 novembre 1620 nella Battaglia della Montagna Bianca. I suoi nemici riportarono un numero spaventoso di morti contro i soli 700 di Tserclaes che, in seguito alla battaglia, occupò Boemia e la stessa Praga.
Johann dunque sciamò in Germania occidentale dove, nonostante l’iniziale sconfitta a Wiesloch (27 aprile 1622), distrusse qualsiasi esercito battente bandiera non cattolica. Sconfisse a Wimpfen (6 maggio) Federico di Baden Durlach e Cristiano di Brunswick a Hochst (20 giugno) ; in seguito a questa battaglia fu nominato Conte di Tilly. Non pagò dei suoi continui trionfi, a seguito di queste battaglie assediò la piazzaforte di Heidelberg che cadde in mano cattolica il 19 settembre. Infine, sconfisse ancora Cristiano di Brunswick e il suo alleato, il Conte di Mansfeld, nella Battaglia di Stadtlohn(6 agsoto 1623) dove uccise 13.000 luterani su quindicimila schierati: in seguito alla quale pacificò la regione del Palatinato.
Richiamato a nord dall’intervento dei Danesi, interessati ad aiutare i loro fratelli eretici, Tilly si unì alle forze di Albercht von Wallenstein: i due distrussero le forze danesi nella Battaglia di Lutter am Baremberge (17 agosto 1626) in seguto alla quale invasero al penisola dello Jutland costringendo la Danimarca di Cristiano IV alla resa. Durante questa campagna, prese la cità di Munden dove fece giustiziare i pastori luterani, condannandoli ad essere annegati nel fiume Werra.
Viste le condizioni dei luterani, intervenne l’ultimo nemico di Tilly, il Re Gustavo Adolfo di Svezia. Preoccupato dall’egemonia imperiale, guidò un’empia spedizione in Germania, spedizione di cui la città di Magdeburgo, in Sassonia, era il punto di appoggio. Senza pensare troppo, Tilly assediò Magdeburgo dal 20 marzo al 20 maggio 1626. I suoi soldati, non rispondendo più agli ordini, penetrarono in città e si diedero a saccheggi e omicidi. 
Presa la città, il Monaco in Armatura, com’era soprannominato Tilly, si diresse verso il campo svedese di Werben ma venne sconfitto. A causa dell’indecisione di un suo alleato, il Conte Giovanni Girogio I di Sassonia ( che stava tramando di unirsi agli svedesi) marciò incontro agli scandinavi venendo ancora sconfitto nella Battaglia di Breitenfeld (17 settembre 1631). Costretto alla difensiva, sorvegliò il ponte sul fiume Lech, dove gli svedesi dovevano passare. Ivi, venne sconfitto nella Battaglia di Rain (15 aprile 1632) dove venne ferito da una palla di cannone.
Carico di meriti, e infettato dal tetano, rese l’anima a Dio il 30 aprile dello stesso anno, all’età di  73 anni. Il suo corpo venne sepolto a Altotting, in Baviera, nella chiesa dei Santi Filippo e Giacomo, dove riposa tutt’ora in attesa della Resurrezione della Carne.