5-0 e una stretta di mano geopolitica: così la Russia di Putin comincia i mondiali

di Cristiano Lugli

Un vero italiano, oggi, ai mondiali, non può che tifare Russia. Lo deve fare perché nella Russia  risiede l’unica e vera speranza geopolitica. E, non in una Russia qualsiasi, ma  – repetita iuvant – nella Russia di Vladimir Vladimirovic Putin.

Detto ciò, e rimandando ad un interessante e simpatico articolo apparso su Riscossa Cristiana dove i collaboratori del sito hanno confessato e motivato il proprio tifo, va detto che la Russia ha iniziato a gonfie vele il mondiale, evitando il cappotto all’Arabia Saudita giusto per pietà, ma rifilando comunque 5 goal davanti al boato dello stadio Luzniki di Mosca, occupato dai tifosi anch’essi increduli per il risultato. Sarà stata la benedizione di Putin, sarà stata la fortuna dei principianti, sarà stato che agli sceicchi, pur non mancando di certo i soldi, mancano i giocatori, sarà stato cioè che, come si dice dalle nostre parti, “il Chiozza (squadra locale di Reggio-Emilia) avrebbe fatto meglio degli arabi”, fatto sta che cinque reti a zero pesano non poco.

Pesano fino al punto che il Presidente Putin, da Galantuomo quale è, già dopo il primo goal di Gazinskiy, al dodicesimo, dalla tribuna sulla quale sedeva al fianco del presidente Fifa, Gianni Infantino, porge e stringe la mano al principe Mohammed bin Salman Al Saud, ministro della Difesa e Presidente del Consiglio per gli Affari Economici e di Sviluppo, per consolarlo in mondovisione. Fra i due sembra scorrere buon sangue, probabilmente grazie alla rottura di quella rivalità e quel gelo così palese, infranta nello scorso ottobre 2017 quando il Re Salman è andato in visita a Mosca, risultando il primo regnante saudita a far visita al Cremlino.

In quella stretta di mano, ma soprattutto in quella partita, ci sono strascichi geopolitici degni di nota, fondati però certamente su basi fragili, visto che il principino figlio di papà, oltre ad aver comprato proprio l’anno scorso lo yatch Serene, pagato circa mezzo miliardo di euro laddove nuovo costò ad un oligarca russo trecento e rotti milioni  – giusto per denotare l’intelligenza del nostro principino pieno di quattrini -, aveva a cuore la distruzione dell’Iran con l’aiuto di America e Israele, dalle quali tira forti ispirazioni essendosi guadagnato le simpatie di non pochi consiglieri israeliani.. Tuttavia non è escluso che la visita del paparino (oltre agli interessi legati al petrolio di MbS) non sia stata indice e inizio di un possibile e nuovo assetto mediorientale, capace di far drizzare le antenne anche agli atlantisti più convinti e riportando un messaggio forte e chiaro a Washington, che continua comunque a muovere e a chiudere affari da 100 miliardi di dollari con i sauditi, grazie al mercato armamenti.

Fra la noia dei mondiali e la (giusta) mancanza dell’Italia, c’è qualcosa su cui fantasticare.

La vittoria della Russia dà già fastidio alle testate radical chic, che non hanno potuto fare a meno di vedere il petto di Vladimir Vladimirovic più gonfio del solito.

Poniamo le nostre speranze in questo: il fatto che una squadra poco quotata, scarsa, fatta di giocatori mediocri possa vincere, è incredibilmente ed assolutamente antiprotestante, anticalvinista perché non sempre squadra che vince convince: la Russia è antiprotestantesimo, dunque.

Per il resto chissà… Svegliarsi da un sogno sarà comunque cosa da poco, nel caso.

Intanto forza Russia.

E forza Putin.

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