di Cristiano Lugli

Sbarca a Torino, dal 7 al 10 giugno, la sessantaseiesima riunione-congresso del gruppo Bilderberg, fondato da David Rockfeller nel 1954.
La location scelta è il centro congressi del Lingotto: qui, 128 partecipanti si riuniranno a porte chiuse per il think tank liberista d’eccellenza, dove le neo-oligarchie finanziarie e mondialiste mettono ai voti il futuro degli stati, dettando le direttive agli adepti.

Sul sito web del gruppo Bilderberg figurano ministri, industriali, amministratori delegati di multinazionali e i vertici di numerose banche. Secondo le regole dell’élite rockfelleriana due terzi dei partecipanti devono venire dall’Europa, il restante dall’America del Nord. Tutto, rigorosamente, nella più totale segretezza applicata attraverso la cosiddetta “regola di Chatham House”: i partecipanti sono liberi di utilizzare le informazioni ricevute, ma non può essere rivelata l’identità del relatore che le fornisce.

Gli argomenti messi sul tavolo alle Bilderberg Conferences dovrebbero essere 12 : primo fra tutti il “populismo” in Europa, poi la sfida della disparità – dal genere ad altri contesti – , passando dal futuro del lavoro e approdando al tema dell’intelligenza artificiale. E ancora: gli Stati Uniti prima delle elezioni di medio termine, il libero scambio, la leadership mondiale USA e la Russia. Tra i temi anche il computer quantistico, Arabia Saudita e Iran, il mondo ‘post-verità’ e eventi di estrema attualità. Questi quelli resi noti, ma chissà cos’altro sarà messo sul piatto della speculazione lobbistica finanziata dai potentati sovranazionali come il colosso Bilderberg.

Fra i 128 invitati, figurano anche 8 italiani:

John Elkann, presidente di Fca e di Exor, la giornalista Lilli Gruber, il direttore generale della Banca d’Italia Salvatore Rossi, gli economisti Alberto Alesina e Mariana Mazzucato, il manager Vittorio Colao, il direttore di Limes Lucio Caracciolo e la senatrice a vita Elena Cattaneo.
Fino a qui niente di nuovo: tutti utili servetti – dal campo mediatico a quello socio-economico – comodi ai Rockfeller e ai Soros di ieri e di oggi.
L’ottavo nome italiano, però, è quello del cardinal Pietro Parolin, segretario dello Stato Vaticano.

Cosa aggiungere? Alla passerella alla luce del sole e alla mediocrità di questa nuova e falsa “chiesa” che parla di povertà, misericordia, e poi si siede al tavolo con chi decide le sorti dei deboli pervertendo il mondo e cucendo i ricami alla poltrona su cui far sedere l’Anticristo, non vi è altro da aggiungere.

Solo una domanda: cosa manca ancora? Il sacrificio umano con paramenti sacri addosso? O Parolin prossimo papa?

Elenco partecipanti: http://www.bilderbergmeetings.org/participants.html