La rivolta contro il Cielo del Roma Pride, è alle porte. Nessun dorma!

 

Ormai ci siamo quasi, il 9 giugno è vicino. Nonostante la rabbia viscerale dei maestri della tolleranza e del libero pensiero circa la riparazione pubblica organizzata dal Comitato San Filippo Neri e nonostante gli effetti terribili del cancro moderno nella società e nella Chiesa che balzano quotidianamente agli onori della cronaca, non mancano gli ammonimenti paternalisti di chi, anche tra le file cattoliche, esorta al silenzio, alla preghiera nascosta, al tornare nelle catacombe.

Costoro decidono candidamente di lasciare la trincea, sperando che il nemico  abbia compassione di coloroche abbandonano il campo di battaglia e tollerano le pubbliche offese fatte a Dio.

 

Quei cattolici pusillamini che rifiutano una concezione militante del Cattolicesimo, vedono nel nascondimento dei cristiani perseguitati dei primi secoli un modello da seguire, come se la loro discrezione fosse una precisa strategia di evangelizzazione e non una necessità di fronte alla reazione sanguinaria della società pagana dell’epoca.

Pio XII nel suo discorso alla gioventù romana di Azione Cattolica del 8 dicembre 1947 non esita a dire:

Non di rado la Chiesa dei primi secoli è stata chiamata e rappresentata come la « Chiesa delle catacombe », quasi che i cristiani di allora fossero stati soliti di vivere colà nascosti. Nulla di più inesatto : quelle necropoli sotterranee, destinate principalmente alla sepoltura dei fedeli defunti, non servirono anche come luoghi di rifugio, se non, forse, talvolta in tempi di violente persecuzioni. La vita dei cristiani, in quei secoli contrassegnati dal sangue, si svolgeva nel mezzo delle vie e delle case, all’aperto. Essi « non vivevano appartati dal mondo; frequentavano, come gli altri, il foro, i bagni, le officine, le botteghe, i mercati, le piazze pubbliche; esercitavano le professioni di marinai, di soldati, di coltivatori, di commercianti » (cfr. Tertull. Apolog. c. 42). Voler fare di quella Chiesa valorosa, pronta sempre a star sulla breccia, una società d’imboscati, viventi nei nascondigli per vergogna o per pusillanimità, sarebbe un oltraggio alla loro virtù. Essi erano pienamente consapevoli del loro dovere di conquistare il mondo a Cristo, di trasformare secondo la dottrina e la legge del divin Salvatore la vita privata e pubblica, donde una nuova civiltà doveva nascere, un’altra Roma doveva sorgere sui sepolcri dei due Principi degli Apostoli. E raggiunsero la mèta. Roma e l’Impero romano divennero cristiani.”

 

Ovviamente ci sono anime come i monaci, gli eremiti e le suore di clausura, che sono destinate alla contemplazione, al silenzio e al nascondimento, ma il dovere ordinario di testimoniare la propria fede, anche pubblicamente, rimane. La missione della Chiesa e dei suoi fedeli infatti non muta con il passare delle epoche ma è sempre la stessa: cristianizzare la società conquistando anime a Dio.

La Luce del Vangelo è stata portata a tutti i popoli grazie alla predicazione, non al silenzio. Perdendo di vista la dimensione militante che caratterizza la Santa Religione Cattolica, si perde di vista la stessa concezione di “nemico” e delle 2 città che si contrappongono senza esclusioni di colpi, descritte da Sant’Agostino. 

I membri del Comitato San Filippo Neri non andranno a pregare in riparazione dell’ignobile scandalo del Roma Pride perché si ritengono migliori di qualcuno, ma solamente perché grazie a quei sacerdoti che hanno trasmesso loro la fede cattolica, sono ancora capaci di riconoscere il male e chiamarlo con il suo nome.

È semplicemente irrazionale credere che le offese a Dio possano essere un diritto da rivendicare pubblicamente e visto che almeno dalla Curia di Roma non arriva alcun segnale che ricordi la dottrina cristiana in merito, tocca ai laici ribadire la Verità e combattere; gente qualunque, padri e madri di famiglia, studenti o lavoratori, giovani o anziani che hanno avuto la grazia di conservare la fede in una società in piena apostasia e che  non possono per una questione di giustizia (ma anche di amore verso Nostro Signore Gesù Cristo) rimanere il silenzio mentre il Salvatore viene fatto oggetto di oltraggi da parte degli empi e dei miscredenti. Il 9 giugno sarà importante essere presenti, anche a costo di sacrifici in quanto sarà colpito l’onore di Dio a Roma, il cuore della cristianità.

 

Cattolici! Occorre uscire alla luce del sole e serrare i ranghi!

Le lamentele sui Social Network o al bar non attirano certo grazie dal Cielo!

Tutti coloro che hanno ricevuto la Santa Cresima sono divenuti soldati di Cristo: è ora di lasciare il salotto per scegliere la trincea.

 Le nostre suppliche e la nostra pubblica penitenza servano a confortare il Misericordioso Cuore del nostro Re, ma anche ad attirare grazie per infondere coraggio ai tiepidi e un sano ravvedimento a coloro che oseranno partecipare a manifestazioni spregevoli come il Roma Pride, sfidando pubblicamente Dio e la Chiesa.

 

 

 

 

Un commento a "La rivolta contro il Cielo del Roma Pride, è alle porte. Nessun dorma!"

  1. #Rosanna Curatelli   15 Giu 2018 at 12:23 pm

    Buongiorno, non vedo sul sito notizie su come sia andata la preghiera di riparazione del 9 giugno….

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