Quella sporca mezza dozzina: sei anni di Radio Spada

Come ogni anno e ancor di più da quando sono Presidente di quest’associazione,  mi trovo a dover scrivere un pezzo per l’anniversario di Radio Spada, fondata nella festa del Sacro Cuore del 2012 (quell’anno cadeva il 15 giugno).  Nell’anno appena trascorso ho dovuto provvidenzialmente redigere molti pezzi di sincero ringraziamento verso i nostri collaboratori, estimatori ed amici, un sentimento che rinnovo ancora adesso integro in queste righe iniziali. Altre parole non aggiungo perché ognuno di VOI è legato a NOI da un rapporto speciale, quasi unico: uno scambio di idee, un nostro articolo, un nostro libro, un nostro convegno, le nostre voci vi hanno trasmesso qualcosa di prezioso e indelebile che vi ha reso ineluttabilmente diversi, forse migliori, certamente (più) cattolici.  Ci basta questo per sentirvi tutti, a vario titolo, vicini e presenti nei giorni lieti e nei giorni tristi e nelle mille peripezie che gestire questo blog/casa editrice comporta. Quando abbiamo fondato Radio Spada, eravamo tutti più “piccoli” (non solo anagraficamente) e Radio Spada ci ha fatto crescere in molti modi: ci ha insegnato, ad esempio, la pazienza, la sopportazione ma anche le tattiche della difesa, lo spirito dell’attacco, l’intensità e la continuità con cui sferrarlo. Abbiamo imparato ad avere in ispregio i rispetti umani, abbiamo imparato ad amare ed odiare con benevolenza.  Abbiamo imparato anche a considerare il valore e il “peso” di singoli individui e di gruppi: anche qui il libro mastro di RS porta un “dare” e un “avere”.   Radio Spada infatti ci ha regalato grandi e maravigliose scoperte e riscoperte personali , giovani cuori (d’età o di spirito) generosi e saggi, amicizie madreperlacee con cui arricchire la già ricca collana della nostra vita, veri guerrieri cattolici cui mancano solo cimiero e gorgiera metallica per scendere sul campo di battaglia (per tacere di molte gentildonne dalla forte tempra).  Al contempo l’avventura radiospadista ci ha disvelato, a volte col bagliore della folgore, un ricco campionario di meschinità e pusillanimità, democristianismi e primadonnismi , “tengofamiglia” e “vorreimanonposso” con cui potremmo giustamente allestire diverse sale museali, nel vastissimo Museo delle cere dell’Inutilità.  Luca Fumagalli, con cui condivido quotidianamente  vita, destino e le battaglie di Radio Spada, potrebbe dire, con la consueta ricercatezza letteraria, che Radio Spada ha il grande pregio ed il grande “difetto“ di essere uno specchio. Riflette con ricchezza e dovizia di particolari la mostruosità dei tempi ecclesiali che stiamo vivendo (acefalia, svuotamento, sovversione, nullificazione), riflette con crudissimo realismo la decadenza e l’imbarbarimento della società odierna e dei suoi costumi, riflette con fedeltà inappuntabile  anche le solari bellezze e le squittenti nequizie e debolezze (a tratti le raccapriccianti decadenze) di quel che resta del “campo di Dio”. Per questo molti vorrebbero far obliare questo specchio o meglio occultarlo, ancor meglio spezzarlo e addirittura addomesticarlo fino a farne lo “specchio delle proprie brame” (quello per intenderci della Regina cattiva di Biancaneve che cercava conforto alla propria ambizione d’unicità  e alla propria egotica incapacità di amare).  Vi rassicuro:  anche quando la polvere di mille battaglie sembra quasi sommergerci,  a Dio piacendo, continuiamo con passione il nostro intenso lavoro editoriale e culturale, continuiamo a “far danni” tenendo alto, nitido e ben visibile questo scomodo specchio di Verità cattolica dove rifulge il Sole di Cristo e della sua Chiesa. Fugite partes adversae! Vicit Leo de tribu Juda!

Piergiorgio Seveso

Nell’Ottava del Sacro Cuore 2018

 

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