Il dramma del cielo moderno

Nella Sua Infinita Sapienza, la Santissima Trinità dispose all’inzio dei Tempi il moto degli astri e pose le stelle nel Firmamento. Esse dovevano sia far contemplare all’uomo l’infinità Maestà del Divino, capace di generare luci sì grandi a sì grandi distanze, sia rimandare l’animo umano alle realtà superiori, spingendolo a meditare sulla propria natura e sul suo essere creatura.
Fin dall’antichità, dunque, e finchè il Verbo non si incarnò, l’uomo scrutò il Cielo cercando di sondare l’insondabile mistero divino. Sumeri, Egizi, Greci e molti altri studiarono a fondo le stelle e il loro moto per cercare di giungere al loro Autore.
Questo continuò anche dopo la Rivelazione, quando l’essere umano indagò il cielo, ultimo luogo prima del Paradiso, dimora di quel Dio Uno e Trino che era morto, risorto e aveva attraversato la Volta Celeste quando era asceso nel più alto dei cieli.
Ogni volta, dunque, che l’uomo cristiano osservava il cielo stellato e così luminoso contemplava e meditava i misteri più profondi della Vera Fede Apostolica.

Oggi, nel mondo moderno, il cielo è oscurato.
Non è un caso che la società e il mondo ci spingano a guardare la terra.
Non è un caso che le luci artificiali, luci umane, oscurino la visuale del Firmamento sopratutto nelle città.
Non è un caso, inoltre, che queste ultime siano il centro della nostra società malata, le grandi città, da dove è impossibile vedere il Cielo.
Perche?
Perchè il Principe di questo Mondo non tollera che l’uomo smetta di guardare le effimere luci passeggere per concentrarsi su quella Vera, quella luce antica e divina riflessa per l’eternità nelle grandi galassie che illuminano la notte oscura.

Perchè infine, l’Antico Nemico non sopporta che l’uomo, da lui stesso spinto alla rovina, possa aspirare a tornare ancora una volta fra le stelle che lui, pazzo ribelle, ha perduto per il resto dell’Eternità.

Charlie Bunga Banyangumuka

Un commento a "Il dramma del cielo moderno"

  1. #Rosaria Doddis   16 Luglio 2018 at 5:19 am

    proprio così!
    In questo momento mi trovo in montagna e la notte, alzando gli occhi al cielo, il cuore si inebria d’immenso.
    Questo non mi capita in città!

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