Il successo della processione di Rimini e il deragliamento dei media laicisti: ‘Medioevo a Rimini, si riuniscono a pregare in 400 contro il Gay Pride’

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Medioevo, puro medioevo. Contro il Pride della comunità Lgbt è stata indetta una ‘Processione di riparazione pubblica’, del comitato cattolico tradizionalista ‘Beata Giovanna Scopelli’ di Reggio Emilia. A Rimini a pregare e sfilare per le vie della città romagnola sono state “circa 400 persone”. E’ quanto si legge sulla pagina Facebook ‘Rimini-Processione di riparazione’ che fa capo allo stesso comitato. “Circa 400 persone alla Processione di Riparazione a Rimini – si legge in un post pubblicato sulla pagina -. Fedeli che hanno sfidato il caldo, la censura e le ingiurie per riparare e pregare per la conversione di molte anime votate alla perdizione”.

A guidare la preghiera tre sacerdoti, due provenienti dalla Fraternità sacerdotale San Pio X, realtà apostolica tradizionalista cattolica, fondata dall’arcivescovo Marcel François Lefebvre e un parroco modenese, don Giorgio Bellei che, prima dell’avvio della processione, ha spiegato come quella indetta dal Comitato ‘Beata Giovanna Scopelli’, non vada considerata come “una manifestazione ma una preghiera di riparazione, con la forma liturgica della Processione” il cui “scopo primario non è sfilare in strada ma fare un’offerta pubblica a Dio in riparazione di uno scandalo, ugualmente pubblico”.

4 Commenti a "Il successo della processione di Rimini e il deragliamento dei media laicisti: ‘Medioevo a Rimini, si riuniscono a pregare in 400 contro il Gay Pride’"

  1. #Piccione   28 Lug 2018 at 6:32 pm

    Tutti i veri cattolici sono orgogliosamente medioevali!

    A dispetto di quel che si studia sui libracci di storia adottati nelle “squole” italiane, il cosiddetto medioevo è stata un’epoca di splendore, illuminata dal trionfo della REGALITA’ SOCIALE DI CRISTO, ovvero dal trionfo degli insegnamenti di Cristo e della Chiesa nella umana società. Le grandi cattedrali medioevali che dominano tutte le città europee, dall’Inghilterra all’Italia passando per la Francia, testimoniano tale grandezza.

    Inutile dire che la regalità sociale di Cristo non può affatto trionfare in una società che riconosce la LIBERTA’ RELIGIOSA, eretta dal conciliabolo Vaticano II a verità di fede, sebbene fosse stata classificata come follia da Gregorio XVI.

    L’esaltazione del peccato è figlia della libertà religiosa, che altro non è che libertà di errore. Tuttavia non vi può essere alcuna libertà di errore, dato che l’unica vera libertà è quella di fare il bene e di fuggire il male, come la Chiesa ha sempre insegnato.

    Occorre dunque riconoscere che i veri nemici della regalità sociale di Cristo non sono tanto i media laicisti quanto i modernisti, che occupano ormai la Cattedra di Pietro da ben 60 anni.

    Detto questo mi chiedo come possa un PARROCO partecipare a tale processione e allo stesso tempo riconoscere il Vaticano II, che afferma la libertà religiosa.

    Mi chiedo ancora come possa il “cardinal” BURKE, che presiede il Dignitatis Humanae Institute (la Dignitatis Humanae è la dichiarazione del concilabolo Vaticano II sulla libertà religiosa), benedire tali processioni senza cadere in contraddizione.

    E’ compito di chi organizza tali processioni CORREGGERE quei parroci e prelati che, pur sostenendo la processione riparatrice, vedono nella libertà religiosa, di cui il Pride è figlio, una componente essenziale della fede.

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  2. #Lucius   28 Lug 2018 at 7:02 pm

    D’accordissimo con il commento di Piccione,ma lascerei a DIO giudicare l’atteggiamento di chi accetta il cv2 e rigetta l’infernale G.P. non rendendosi conto della contraddizione,perche’le cose del Signore sono di momento in momento.

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  3. #jb Mirabile-caruso   28 Lug 2018 at 10:07 pm

    Lucius: “…ma lascerei a DIO giudicare l’atteggiamento di chi accetta il cv2 e
    ………….rigetta l’infernale G.P. non rendendosi conto della contraddizione…”.

    Sarà certamente compito di Dio, signor Lucius, quello di giudicare se di una contraddizione un Pastore sia consapevole o no, ma rimane al contempo nostra precisa responsabilità di semplici pecorelle quella di prendere atto della contraddizione e porci almeno in stato di allarme circa la vera identità del Pastore in questione, se veramente Pastore o lupo vestito da pastore! Non solo, ma incombe su di noi anche l’ulteriore responsabilità di allertare tutte le altre pecorelle di nostra conoscenza.

    Così è specialmente nel presente contesto storico in cui viviamo che ci vede ORFANI – ormai da sessanta lunghissimi anni – del VERO Santo Padre Cattolico la cui voce ci sarebbe certamente, in questi nostri tempi di fitte tenebre, di guida sicura e di grande conforto!

    Forse dovremmo temporaneamente aggiungere – nella preghiera del ‘Padre Nostro’ – un “ridacci il nostro Papa Cattolico”: chissà non dovesse essere proprio l’appena insediato Superiore Generale della FSSPX, don Davide Pagliarani, ad essere visitato dallo Spirito Santo circa l’azione da intraprendere affinché la nostra accorata richiesta fosse esaudita!

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  4. #Rosaria Doddis   28 Lug 2018 at 10:16 pm

    pregare può solo far bene!

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