Le proposte di legge sull’aborto in Irlanda: sempre peggio, e non è ancora finita.

 

 

di Massimo Micaletti

 

Dopo il referendum che ha abrogato l’ottavo emendamento della Costituzione irlandese, che proteggeva il nascituro, procede a grandi passi il dispiegamento di forze giuridiche e medico sanitarie per l’imminente avvio della campagna di distruzione della maternità e dei concepiti che con la solita gioiosa incoscienza è stato richiesto ed ottenuto dai soliti nati.

Vi abbiamo già dato notizie di una prima proposta ma in queste ore il Ministro alla Salute Harris ne ha avanzata un’altra che modifica il testo originale in chiave più permissiva, che ha quantomeno il “pregio” di far cadere le maschere ipocrite che dipingono l’aborto di Stato come una misura eccezionale, di extrema ratio, per rivelarne appieno i caratteri uccisivi ed eugenetici.

Il nuovo schema ridefinisce il concetto di “viabilità” del bambino: in origine, veniva definito “viabile” il feto giunto ad un punto di gestazione tale da essere “capace di sopravvivere, pur con sostegni, al di fuori dell’utero”: si tratta, in definitiva, della definizione scientifica universalmente accettata di “viabilità”. Nel nuovo testo, invece, è viabile il feto “capace di sopravvivere al di fuori dell’utero senza bisogno di supporti vitali straordinari”: cosa si intende per “supporti vitali straordinari”? Ad esempio, un bambino prematuro, con lesioni cerebrali o malformazioni fisiche potrebbe essere soppresso solo perché, magari solo per le prime settimane di vita, necessiterebbe di un respiratore o di qualche protesi?

Ancor più mostruoso – se possibile – è il disposto relativo alla “anormalità fatale” del concepito. Se l’originario concetto di “anormalità fatale” pareva escludere che la malformazione in sé rendesse possibile la soppressione del concepito oltre le dodici settimane, essendo l’uccisione ammessa solo in caso di difetto che avrebbe portato a morte il bambino “prima della nascita o immediatamente dopo”, la formulazione attuale invece ritiene “fatale” la anormalità che possa cagionare la morte del feto “entro 28 giorni dalla nascita”. Questo termine di ventotto giorni è del tutto arbitrario, sfornito di ogni supporto scientifico e legittima l’aborto eugenetico più di quanto già facesse la proposta originaria, soprattutto se verrà adottata – e tuto lascia suppore che lo sarà – la prassi di negare i supporti vitali straordinari a neonati non meritevoli in relazione alla qualità di vita attesa. Barbarie.

Viene poi ristretto il campo dell’obiezione di coscienza: come già nella prima proposta, essa non può riguardare intere strutture ma solo singoli individui, ma – qui sta la novità – gli obiettori non sono più esclusi dalla “assistenza” alle procedure abortive, ma solo dalla partecipazione. Ciò significa che, nella sostanza, gli infermieri non potranno praticare l’obiezione, perché è stato già chiarito dal Ministro che la “partecipazione” è propria solo del medico che effettua l’intervento mentre l’assistenza è dei paramedici.

Man mano che si avvicina il momento del dibattito parlamentare, il Governo alza il tiro perché sa che l’assemblea è tutt’altro che granitica su questo tema: anche molti deputati del Sinn Fein che avevano sposato la linea abortista del Primo Ministro Varadkar sono dubbiosi sull’introduzione di quelli che sarebbe a tutti gli effetti un aborto a piacimento (non dimentichiamo che nelle prime dodici settimane di gestazione l’aborto è libero sia nella bozza originaria che in questa nuova stesura) quando per tutta la campagna contro l’ottavo emendamento se ne era parlato come di un fenomeno da controllare e riferito ad un numero ristretto di casi.

Resta il dato oggettivo che, in Irlanda come altrove, si è contrabbandata la soppressione del concepito a spese dello Stato come una forma di tutela della donna ed ora, portato a casa il risultato, si è liberi di gettare la maschera e rivelare la vera natura dell’aborto che è quella di strumento di controllo delle nascite, selezione eugenetica e presidio della “libertà” sessuale. E pagano sempre gli innocenti.

 

 

 

2 Commenti a "Le proposte di legge sull’aborto in Irlanda: sempre peggio, e non è ancora finita."

  1. #bbruno   18 luglio 2018 at 10:05 pm

    fate pure harahiri, echissenefrega della verde Irlanda!. Tra un po’ anche il suo colore, sarà il nero dei Negri anche qui accolti con tutti gli onori, e ai quali spetta il compito, almeno per un po’, di riempire le culle dell’ isola del fu San Pancrazio”!

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  2. #Rosaria Doddis   19 luglio 2018 at 12:14 am

    la vita non è p oiu tutelata!

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