[SUMMER PRIDE] Lettera a Giovannino Guareschi sul Summer pride di Rimini

Nota di Radio Spada: Il Comitato “Beata Giovanna Scopelli” ci mette a conoscenza di una originale lettera scritta a Giovannino Guareschi, in risposta al pessimo servizio giornalistico fatto nella città di Rimini, luogo in cui, il 28 luglio prossimo, si terrà la Processione di Riparazione allo scandalo del “Summer Pride”.

Caro Guareschi,

Probabilmente si ricorderà di noi, siamo gli amici del Comitato “Beata Giovanna Scopelli”, quella santa monaca reggiana troppo “fuori moda” per esser considerata dal mondo. Ma non solo dal mondo: anche dalla “chiesa in uscita”, che guarda alle periferie ma non conduce più le anime alla salvezza. “Salvezza”, sì. Quella di cui parlava il suo caro e rude don Camillo.
Orbene, come forse avrà sentito dire, caro Guareschi, il 28 luglio prossimo a Rimini sfilerà l’ “orgoglio” sodomita, camuffato sotto il nome inglese di “Summer Pride”. Le “checche rivoluzionarie”, come le chiamava il suicida e depravato Mario Mieli, sono tutte pronte a mostrare il loro senso di inciviltà e, appunto, i loro tristi stili di vita contro natura.

Ma non è tanto questo il punto, caro Guareschi. Sappiamo che loro tirano acqua al loro altrettanto povero mulinello.
La cosa pazzesca e che ci ha spinti a rivolgerci a lei, caro Guareschi, disturbando la quiete dal sapore antico del suo “Mondo Piccolo”, è un problema che la riguarda da vicino: il giornalismo. Lei, prima di ogni altra cosa, è stato un gran giornalista. Anzi: è stato “Il Giornalista”, per antonomasia.
E ha fatto il giornalista in uno dei periodi più duri della storia italiana. È stato l’unico a pagare il prezzo di una condanna ingiusta – scontando la pena fino all’ultimo giorno di carcere – per aver detto qualcosa di giusto sul conto del Presidente De Gasperi.
Ha combattuto contro i trinariciuti vergando pezzi, schizzando vignette, distruggendo mattone per mattone la macchina del PCI e del PSI.
Non ha risparmiato i “cristiani democratici” della DC, ma anzi li ha vergati senza timore, denunciando il loro lassismo, il loro democratismo anti cristiano più che cristiano.

Ora i trinariciuti ci sono ancora, con la piccola enorme differenza, però, che sono incapaci di fare il loro mestiere perché senza una vera identità politica. Sono tutti comunisti dentro, ma si dicono laici, democratici, al servizio dell’imparzialità.
Ebbene, deve sapere che i trinariciuti con l’abito laical-borghese, hanno dedicato un’intero servizio al Tonti, guida di altri tonti e presiedente di Arcigay Rimini. Il Tonti l’anno scorso ci invitò a darci al Sangiovese – cosa che noi assolutamente facemmo con estremo piacere, pur preferendo il Lambrusco della Bassa -, e quest’anno invece canta Rosina vittimizzandosi sopra un’intera pagina di giornale dedicata esclusivamente a lui e agli arcobalenucci danzanti con i soldini di mammina e papino.
Se guarda in basso, caro Guareschi, vedrà che i giornalistoni tanto imparziali da non essere in grado di fare nemmeno i giornalisti, hanno dedicato quattro righe alla nostra Processione di Riparazione che abbiamo indetto per lo scandalo del “Gaio Pride” in riviera.

Sono talmente schierati, da far persino sorridere per la loro incapacità di essere credibili. Ora come allora, la macchina del nuovo e vecchio PCI va in tilt quando capisce che anche solo ventitré lettori – come erano i suoi – hanno letto che qualcuno sta dando del filo da torcere ai bulletti da retro-redazione.

E allora noi siamo e saremo qui, caro Guareschi, ben certi che anche lei, assieme a don Camillo e, perché no, anche a Peppone – che i pischelli del nuovo edulcorato partito pidiota li prenderebbe comunque a pedate nel retro corpo – sarà qui con noi a combattere.

I suoi affezionati e fedeli lettori del Comitato “Beata Giovanna Scopelli”

PS: lo dice lei a don Camillo che nella riviera romagnola è pieno di don Chichì, e a Tonti che #lapacchiaèfinita?

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