L’ultima di ItaliaIsraeleToday: l’algoritmo è antisemita e Amazon vende i libri delle Edizioni Radio Spada

Radio Spada, si sa, suscita grande affetto e grande repulsione. 

Attacchi, avvertimenti e opere di logoramento da parte di vicini e lontani, sono stati il pane quotidiano di questi oltre sei anni di vita.

Nell’ultimo anno e mezzo però il fuoco di sbarramento è sensibilmente aumentato: querele (o minacce di querela) dal mondo politico e  parapolitico, indagini e perquisizioni nella sede sociale, due netti avvertimenti di Facebook che preannunciavano la possibilità di chiudere in via definitiva la pagina (l’ultimo episodio in questo senso ieri).

Ora arriva una nota di colore, che – in fin dei conti – è un grande classico: l’antisemitismo. La rivelazione ha dell’eccezionale. ItaliaIsraeleToday.it scrive sul suo sito, in data 1° luglio: “Sembra, insomma, che anche l’algoritmo di Facebook tenda verso l’antisemitismo o l’antisionismo“.

Il bello è che sembra un articolo per nulla scherzoso. Aggiungono a conferma: “In fondo Facebook non è altro che lo specchio, a volte amplificato, e proiettato verso l’iperbolico, della società“.

Ma non finisce qui. Il sito rincara la dose: “Non va meglio con i canali di distribuzione libraria importanti come Amazon o Ibs che usano internet per mettere in commercio opere di teorici (circolano almeno una settantina di autori) del nazifascismo, dell’antisionismo o del cospirativismo”. Nello stringato elenco potevano mancare le Edizioni Radio Spada? Certo che no! E dato che il gombloddoh e idduscie sono i temi principali a cui ci dedichiamo, vi invitiamo a dare un’occhiata al nostro catalogo.

Che dire? Per chi avesse voglia di approfondire, qui c’è il link all’articolo citato.

Avanti tutta.

4 Commenti a "L’ultima di ItaliaIsraeleToday: l’algoritmo è antisemita e Amazon vende i libri delle Edizioni Radio Spada"

  1. #bbruno   4 Lug 2018 at 3:35 pm

    ma intanto loro agiscono, e gli altri starnazzino pure.

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  2. #Riccardo   11 Lug 2018 at 7:29 pm

    Secondo me Radiospada dovrebbe diventare a pagamento. In questo modo non solo si eviterebbero odiosi banner pubblicitari ma si farebbe anche in modo che qui possano leggere articoli e scrivere commenti solo persone veramente interessate e in sintonia con il cattolicesimo tradizionalista.

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    • #jeannedarc   14 Lug 2018 at 3:47 pm

      interessante proposta, caro Riccardo, e La ringraziamo della fiducia.
      ma il senso di un blog, onestamente, o perlomeno del nostro blog, è proprio di mettere a disposizione materiale in modo libero e gratuito. 🙂

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      • #xander   24 Lug 2018 at 3:15 pm

        E’ quello che fece Blondet, ma non so se l’esperimento sia andato avanti

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