Proprio un anno fa, l’11 luglio 2017, venivo eletto per due anni Presidente di Radio Spada. Anche io, allora, ho pronunciato con fermezza (e un pizzico di rassegnazione) il mio “non recuso laborem”. Tra le virtù che mi mancano (e sono molte) due son quelle che appartengono ai miei predecessori e che io invece non posseggo. Di Marco Massignan non ho l’inscalfibile atarassìa, e di Gabriele Colosimo non ho l’appassionata irruenza (me ne scuserete).

Non faccio bilanci perché, come vedete, siamo ogni giorno in una fornace ardente di iniziative, polemiche e discussioni. Non faccio nemmeno previsioni e vaticinii perché la vita e l’attuale situazione ecclesiale mi hanno insegnato (massima saluberrima) a navigare a vista, cogliendo la meravigliose suggestioni che ogni giorno mi dona. Un incontro, uno scambio di idee, uno sguardo, il divagare della mente sul treno, sempre diverso e sempre uguale, tutto questo contribuisce a rendere migliore Radio Spada.

Ebbi modo di dire una volta, in una accalorata ma non meno fruttifera discussione, che Radio Spada non è un blog, non è una casa editrice, ma in primis è una miracolosa opera d’arte pittorica ad maiorem Dei gloriam. Su questa prodigiosa tavolozza i colori sono molti e vanno a comporre il quadro con pennellate ore imperiose e grosse, ora tenui e delicate. E mirabilmente i colori, che a volte sembrano cozzare violentemente tra loro, si armonizzano nel quadro attraverso la “magia” dell’arte, che poi è la magia della realtà di cui è l’arte è specchio vivificante (come spesso mi insegna il mio vice all’Università Cattolica, ovvero Mattia Spaggiari).

Vorrei condividere con voi lo spirito e le linee direttrici con cui ho voluto caratterizzare la mia Presidenza.

Anzitutto Radio Spada ha la piena consapevolezza di essere uno dei pochi bastioni rimasti coerentemente in piedi all’interno di quella che un tempo era la blogosfera cattolica. Alcuni siti sono silenziosamente tramontati, altri sopravvivono con decoro ma senza più forza propulsiva, altri sono diventati piccoli lacrimatoi dove piangere sul latte versato. Noi siamo sempre operativi come il primo giorno e son passati sei anni. Una vera fortuna che sia rimasto in piedi un bastione telematico come il nostro che ha fatto del cattolicesimo integrale una bandiera. Questo ci responsabilizza ancora di più e ci chiama ad essere “esempio” (pur senza alcuna pretesa di unicità o primazia).

Da questa premessa deriva il fatto che Radio Spada sia un “fatto irrevocabile” cui altrettanto irrevocabilmente abbiamo “consacrato” le nostre esistenze: indietro non si torna più (e chi lo ho fatto si è amaramente “neutralizzato” fino a a diventare un’ombra di se stesso), si può solo andare avanti; come Colombo, navighiamo in un oceano insidioso e mortifero ma non per questo meno carico di promesse umane e divine. Noi decidiamo la rotta, la responsabilità è nostra, ma siamo certi che la nave di Radio Spada, per giungere dove è giunta, abbia goduto di una qualche celeste benedizione. Radio Spada è una (sottolineo una) risposta giusta, adeguata, necessaria all’attuale crisi della Chiesa, per questo non le sono mancate molte grazie, spesso nascoste, ma non per questo meno “imponenti”. Un’iniziativa come Radio Spada è quello che dei laici cattolici più o meno formati (o se volete “istruiti”) devono compiere per essere all’altezza della storia della Chiesa di oggi e, a Dio piacendo, di domani.

Non vi chiediamo di venire con noi perché nutriamo troppo affetto per la vostra tranquillità e serenità d’animo, ma se veramente qualcuno avesse il vivo desiderio di mettersi in gioco (e “in dono”) per la più nobile delle cause, quella del cattolicesimo romano, non ha che da contattarmi e contattarci. Troverà un ambiente formativo, stimolante, culturalmente molto vario, e ricco di quell’avvolgente calore umano e amicale che spesso è una fiaccola che ci fa luce nelle notti più oscure.

Si diceva prima di “essere esempio”, lo siamo stati e lo siamo come sito, ma abbiamo anche cercato di esserlo come personaggi pubblici. Non a caso durante la Presidenza ho voluto dare spazio ai membri di Radio Spada con le loro singole e irriducibili personalità: volti, occhi, mani, storie che si raccontano attraverso i nostri articoli e le nostre pagine Facebook per fare capire agli interlocutori che non incontrano solo delle Idee o dei principi, ma delle persone, coi loro pregi e difetti. Il tutto per vincere gli aspetti più spersonalizzanti della virtualità che tanto aveva caratterizzato l’epoca dei forum, delle chat e dei blog. In sintesi fare della nostra vita una bandiera, forse rattoppata e strappata, ma coi due colori, il Giallo e il Bianco, che tanto ci stanno a cuore.

E volevo informarvi che la missione (malgrado le propagande avversarie) è perfettamente riuscita. Le spore e le sementi del cattolicesimo romano, integralmente vissuto e professato, sono ovunque, sono nell’aria, nel web, nei libri, nei giornali, nelle vite. I benefici “contagi” radiospadisti hanno lambito e lambiscono moltissime anime, con variegati, non sempre omogenei, ma sempre benefici influssi. Bonum est diffusivum sui: potevamo tenere tanti tesori nascosti? Potevamo tenere il buon vino a marcire negli otri? Potevamo non portare a termine il nostro turno di guardia sulle altane di questa fortezza semidistrutta che è Santa Romana Chiesa? Per questo in fondo vinciamo puntualmente su ogni tentativo di distruggerci, di diminuire o inceppare la portata della nostra azione che è poi l’Opus magnum della Chiesa (pur nel suo aspetto più politico e temporale). 

La mia linea di Presidenza è caratterizzata da questa tranquillitas animi che mi viene da una profonda fiducia nella Provvidenza, il che non esclude ovviamente che possa e debba mettere in campo tutto ciò che è necessario alla difesa e alla tutela di questo blog-casa editrice, dalla diplomazia alla “controguerriglia”.

A presto, quindi, e… Viva Radio Spada! 

Piergiorgio Seveso

Nella festa della Madonna del Carmine – All’Angelus